Archivio di 7/2008

In difesa degli animali

Thursday, 31/7/2008

Nell’ambito della campagna ministeriale per la tutela della salute e del benessere degli animali da affezione fortemente voluta dal Sottosegretario Francesca Martini e avviata il 9 luglio scorso, il Comando dei Carabinieri per la tutela della salute (NAS) ha effettuato su tutto il territorio nazionale ispezioni sulle attività di allevamento, addestramento, ricovero e vendita di cani. 
La campagna è stata avviata sia per arginare il fenomeno dell’abbandono dei cani, che nel periodo estivo raggiunge punte drammatiche, sia per sensibilizzare la popolazione al rispetto delle norme in materia di tutela degli animali e sia per prevenire tutti quei fenomeni di zoonosi che con le alte temperature e associate alle carenze igienico sanitarie hanno una maggiore incidenza. 
I controlli dei Nas si riferiscono al periodo 4 -13 luglio 2008 e sono stati effettuati a campione, quindi in modo non omogeneo, su tutto il territorio nazionale, in base a segnalazioni pervenute agli stessi Nas da cittadini, associazioni e da altre fonti dirette e indirette. 
Si sottolinea quindi che i dati del Rapporto non sono rappresentativi delle situazioni regionali, anche perchè si riferiscono solo ad una prima tranche di interventi. 
A questa operazione hanno partecipato 300 Carabinieri su tutto il territorio nazionale. 
Complessivamente nel periodo sopra indicato sono state effettuate 710 ispezioni, nel corso delle quali sono state accertate 270 violazioni (51 penali e 219 amministrative) e sono state segnalate all’autorità giudiziaria 45 persone e all’autorità amministrativa 144. 
In particolare le ispezioni hanno riguardato 23 attività di dog-sitter, 94 allevamenti, 20 strutture di addestramento, 103 servizi di toilettatura, 114 esercizi di vendita animali, 89 ambulatori privati, 103 canili sanitari e 164 privati. 
Per 46 delle strutture ispezionate è stata disposta la chiusura e precisamente: 6 canili comunali, 28 canili ricovero privati, 9 allevamenti e 3 locali di toilettatura.
Le violazioni amministrative riscontrate sono state prevalentemente di natura igienico-strutturale, quelle penali invece riguardano il maltrattamento, la cattiva custodia e il malgoverno degli animali. Nello specifico sono state accertate violazioni nell’8,69% delle strutture di dog-sitter; nel 31,91% degli allevamenti; nel 5% delle strutture di addestramento; nel 9,7% degli esercizi di toilettatura; nel 14,91% degli esercizi di vendita di animali; nel 5,61% degli ambulatori privati; nel 29,12% dei canili sanitari; nel 35,97% dei canili privati. 
È stato chiuso il 6,7% delle strutture ispezionate.

Grande successo del bike sharing a Roma

Monday, 21/7/2008

Dati incoraggianti per il primo mese del bike sharing a Roma. Dal 13 giugno (data di inizio della sperimentazione nel I Municipio) i numeri parlano chiaro: 1.200 iscritti, 3.500 chiamate al numero verde dedicato e 7.500 biciclette prelevate dalle rastrelliere, per una stima complessiva di circa 35.000 chilometri percorsi.

Il nuovo servizio permette di usare biciclette pubbliche, noleggiandole in una postazione e lasciandole in un’altra, senza doverle riportare al punto di partenza.

Nel 95% dei casi le bici sono state utilizzate per meno di 30 minuti (fascia in cui il servizio è gratuito). Inoltre, secondo i dati, 8 biciclette sono state abbandonate e 5 danneggiate (entrambi i casi si sono verificati di notte).

Se i risultati continueranno ad essere positivi, dichiara l’assessore all’ambiente De Lillo, il bike sharing verrà esteso ad altre zone della città. Per informazioni: numero verde 800910658, www.roma-n-bike.com.  

Il festival delle Arti

Monday, 21/7/2008

Torna, nell’ambito dell’Estate Romana, il Festival delle Arti, cinque giorni di cinema, musica e teatro dal 21 al 25 luglio, ad ingresso libero. L’anno scorso il festival era a Villa Leopardi, quest’anno si tiene nel parco Rabin tra via Panama e Villa Ada (zona Parioli-Salario), sempre all’insegna della piacevolezza: un palco, uno schermo, sedie e tavoli per godersi lo spettacolo in pieno relax e sorbendo un aperitivo.

La prima serata ruota attorno alla proiezione di “Bird”, il celebre film dedicato a Charlie Parker. A seguire, un mix di concerti jazz e acustici, riletture teatrali, incursioni nel mito, viaggi onirici… In chiusura, carrellata musicale – con il coinvolgimento del pubblico – sulla dance anni ‘70 tra Donna Summer, Diana Ross, Jackson Five, Gloria Gaynor, Village People…

Il “Festival delle Arti” è organizzato dalla scuola di musica “Ciac” in collaborazione con il Teatro di Ribalta, con il sostegno dell’Assessorato capitolino alla Cultura, del II Municipio e della Regione Lazio.

VIETATO NON TOCCARE

Monday, 7/7/2008

LaboratorioQuadriennale

mercoledì 9 luglio ore 18.00

VIETATO NON TOCCARE

LaboratorioQuadriennale – tre percorsi per conoscere l’arte contemporanea

 

Seconda settimana per LaboratorioQuadriennale, i percorsi in mostra a cura del Laboratorio d’arte del Palazzo delle Esposizioni, in collaborazione con l’Università degli Studi la Sapienza di Roma. Ogni settimana una selezione diversa di artisti a seconda del filo conduttore scelto per guidare la visita.

VIETATO NON TOCCARE è l’itinerario sul ruolo del pubblico, sull’interazione e la “rielaborazione�? dell’opera da parte di chi la guarda. Si scardina così la regola principale del museo: i lavori possono essere vissuti integralmente, modificati con l’azione (guidata) dei visitatori. Un viaggio alla scoperta del rapporto tra l’artista e il proprio pubblico attraverso il tapis roulant di Marina Paris, le proiezioni di Andrea Aquilanti, i ritratti di Giuseppe Stampone, il gong di Bernard Rudiger.

 

 

 

 

LaboratorioQuadriennale

venerdì 11 luglio ore 18.00

VIETATO NON TOCCARE

LaboratorioQuadriennale – tre percorsi per conoscere l’arte contemporanea

 

Seconda settimana per i percorsi in mostra a cura del Laboratorio d’arte del Palazzo delle Esposizioni.

I tre percorsi sono stati progettati in collaborazione con l’Università degli Studi la Sapienza di Roma, e presentano ogni settimana una selezione diversa di artisti a seconda del filo conduttore scelto per guidare la visita.

VIETATO NON TOCCARE è l’itinerario sul ruolo del pubblico, sull’interazione e la “rielaborazione”? dell’opera da parte di chi la guarda. Si scardina così la regola principale del museo: i lavori possono essere vissuti integralmente, modificati con l’azione (guidata) dei visitatori. Un viaggio alla scoperta del rapporto tra l’artista e il proprio pubblico attraverso il tapis roulant di Marina Paris, le proiezioni di Andrea Aquilanti, i ritratti di Giuseppe Stampone, il gong di Bernard Rudiger.

 

Info

Palazzo delle Esposizioni - ingresso Via Nazionale, 194

Offerta gratuita e senza prenotazione con biglietto d’ingresso in mostra.

informazioni: didattica.pde@palaexpo.it

 

VERSO IL SUMMIT G8 SUL CLIMA: ITALIA ‘FERMA’ IN QUARTA POSIZIONE

Sunday, 6/7/2008

I paesi del G8 non stanno facendo abbastanza nella lotta contro i cambiamenti climatici: è questo il risultato del rapporto G8 Climate Scorecards diffuso al livello mondiale dal WWF e da Allianz in vista del G8 che si terrà a Hokkaido, Giappone, dal 7 al 9 luglio. Il rapporto, giunto alla seconda edizione, è una sorta di barometro sulle politiche di riduzione delle emissioni dei ‘grandi’ della terra classificati secondo nove parametri, come il trend delle emissioni di gas serra dal 1990 a oggi, i progressi fatti per rispettare il protocollo di Kyoto, l’efficienza energetica, l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili e lo sviluppo del mercato del carbonio.

Nessuno dei paesi industrializzati sta facendo abbastanza per sviluppare nuove e ambiziose politiche sul clima e ancora scarso il loro impegno nel guidare il mondo verso un’economia a basse emissioni di gas serra che faccia ampio uso di fonti di energia rinnovabili. Questo rapporto è indirizzato ai leader politici che parteciperanno al G8 ai quali, alla luce dell’analisi condotta, si chiede con forza di porsi obiettivi di lungo termine per la riduzione delle emissioni:  almeno l’80% entro il 2050 e almeno il 30% entro il 2020.

La fotografia fatta da WWF e Allianz mostra come a livello mondiale il blocco dei paesi dell’Unione Europea - con al primo posto la Gran Bretagna, seguita da Francia e Germania e solo quarta l’Italia -  esprima le politiche più virtuose per la salvaguardia del clima.  Essere l’avanguardia mondiale nell’implementazione e la continuazione del Protocollo di Kyoto ha di fatto permesso al blocco comunitario di arrestare la crescita delle emissioni climalteranti. Tuttavia tutti questi paesi sono solo a metà della strada che ancora c’è da percorrere. 

All’interno dell’Europa si nascondono diverse realtà. Gran Bretagna, Francia e Germania mostrano gli indicatori migliori ma nessuna di loro è stata in grado di prendere le distanze dalla tentazione del carbone, il nemico numero uno del clima. Ancora deboli le politiche per l’efficienza energetica, e di questo ne soffre tutta l’Europa, e soprattutto per quanto riguarda la Germania ancora troppo forti gli interessi industriali nel condizionare, al peggio, l’efficacia della direttiva sull’Emission Trading, In particolare il settore automobilistico è attualmente difeso politicamente dalle pressioni dell’opinione pubblica europea per la riduzione delle emissioni di carbonio. La reticenza ad abbandonare il carbone e il ruolo poco chiaro sulla revisione della direttiva europea fanno perdere due posizioni alla Germania nella classifica dei paesi G8. L’Italia per il secondo anno è ferma in quarta posizione, avvantaggiata soprattutto dal fatto di essere nel contesto europeo.

 ”La situazione in cui si muove oggi il negoziato internazionale mostra un quadro di conoscenze sulla situazione climatica peggiore di quello che emerge dall’ultimo rapporto IPCC, il che richiederebbe un leadership politica ed una presa di coscienza senza precedenti - ha dichiarato Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia -  Guardiamo, ad esempio, cosa sta succedendo in Artico, area nella quale il cambiamento climatico può causare un ‘punto critico’, vale a dire, un punto del non ritorno dove sarà difficile ripristinare la situazione originaria. Le analisi sull’andamento del ghiaccio marino estivo presente nell’Artico mostrano che nel 2007 questo ha raggiunto la più bassa estensione mai registrata di 4.3 milioni di kmq, il 39% in meno rispetto ai dati da satellite del periodo 1979-2000 e dell’intero 20° secolo.  Inoltre, recenti ricerche pubblicate su Nature, che consentono di risalire a fino a 800.000 anni fa nell’analisi delle concentrazioni di biossido di carbonio,  confermano che il loro valore non è mai stato superiore a 280 ppm (parti per milione) in tutto questo lungo periodo di tempo, mentre oggi è di  385 ppm con un aumento vertiginoso negli ultimi decenni. La necessità di mantenere una composizione chimica dell’atmosfera al di sotto delle 350 ppm è segnalata dagli scienziati più autorevoli, tra cui il climatologo Jim Hansen, un livello già oggi drammaticamente superato e che ci impone una riduzione significativa delle emissioni di gas serra. Ad oggi gli impegni dell’Unione Europea, i più coraggiosi sin qui intrapresi nello scenario internazionale , vedono una riduzione del 20% entro il 2020, o del 30% se questo target sarà inserito nella trattativa negoziale del ‘Kyoto plus’. Tentativi che mirano a mantenere la temperatura media della superfici terrestre entro i 2°C rispetto alla temperatura pre-industriale. Il mondo ora è a un bivio: prendere la strada dell’azione incisiva contro i cambiamenti climatici si tradurrà in un successo per l’economia. La presidenza giapponese del G8 deve far proseguire i negoziati e raggiungere un accordo su un tema così importante. Non sono tollerabili un nulla di fatto o un accordo debole”.

“Il mondo deve puntare a diventare nell’arco di meno di mezzo secolo a zero carbonio: se le economie più forti del pianeta non imprimono una svolta in questo senso oggi, questo obiettivo obbligato costerà molto di più in futuro. Oggi siamo ancora in tempo per evitare il cambiamento del clima più pericoloso e, anche, per trarne enormi vantaggi sul piano economico e della qualità della vita” -  sottolinea Mariagrazia Midulla, responsabile del Programma Clima del WWF Italia - Le incentivazioni per l’efficienza energetica e la promozione delle rinnovabili sono strumenti di nicchia e non sono inserite in un quadro complessivo per raggiungere obbiettivi di riduzione delle emissioni”.

Per ‘meritare’ il quarto posto l’Italia, secondo il WWF, ha di fatto aumentato le emissioni del 12% rispetto al 1990 a confronto coi propri impegni di riduzione del 6,5%. Debole la sua posizione nella definizione delle politiche a livello internazionale, anzi la sua passività si trasforma volentieri in ostacolo. Incapace di esprimere una politica energetica in linea con gli obiettivi di riduzione delle emissioni, spesso e volentieri è di fatto influenzata da lobby poco interessate alla salvaguardia del clima. La Campagna GenerAzione Clima del WWF mira ad ottenere per il nostro paese un taglio del 30% delle emissioni entro il 2020 in Italia come nel resto d’Europa. L’obiettivo, promosso a livello internazionale dal WWF, concorrerebbe alla salvaguardia del 20-30% delle specie che sono a rischio di estinzione a causa del cambiamento climatico e alla riduzione degli impatti sull’uomo.

“Nell’assegnazione dei permessi di emissione lo sforzo maggiore è stato quello di scaricare al massimo i costi sui consumatori, senza responsabilizzare i settori inquinanti e senza incidere in termini ambientali - aggiunge Midulla - L’Italia non ha una politica strategica sull’energia né una politica strategica per il clima e, senza dare una risposta a queste due priorità, non ha senso rispolverare tecnologie insostenibili ed insignificanti -il nucleare- nella strategia globale di riduzione delle emissioni climalteranti. Inoltre, proporre nel 2008 un ritorno al nucleare senza avere prima messo sul tavolo una strategia complessiva, con strumenti ed obiettivi di lungo periodo su come risolvere i problemi energetici ed ambientali di oggi è solo un modo per posticipare le risposte. Di questo passo all’Italia non basterà più essere in Europa per mantenere la posizione intermedia nella classifica G8″.

I paesi del G8 non europei occupano gli ultimi posti della classifica.

Il Giappone sta addirittura aumentando le proprie emissioni. Il governo deve ancora annunciare un qualunque obiettivo di riduzione. Il posizionamento, relativamente buono, è dovuto al fatto che il Giappone sostiene una gran quantità di progetti nei paesi in via di sviluppo promossi dal Clean Development Mechanism delle Nazioni Unite. Ciononostante, il paese è in deficit nel mercato delle emissioni di anidride carbonica.

Ancor peggio la Russia che, durante gli ultimi otto anni, ha perso il vantaggio delle basse emissioni. La Russia ha studiato poche misure di contrasto a questo trend, ma nessuna di esse è stata messa in pratica. L’annuncio fatto recentemente dal primo ministro Vladimir Putin di migliorare rapidamente l’efficienza energetica potrebbe influenzare positivamente il posizionamento nel prossimo rapporto.

Canada e USA sono la maglia nera delle politiche per il clima. Ci si aspettava un risultato negativo, tuttavia ci sono buone speranze per il futuro; una legislazione sulle emissioni di carbonio è imminente e l’economia statunitense si sta preparando per questo nuovo mercato. In entrambi i paesi le amministrazioni federali hanno ostacolato soluzioni amiche del clima, ma in controtendenza ci sono le amministrazioni di alcuni Stati che invece hanno proposto e attuato soluzioni interessanti che potranno influenzare l’azione dei governi federali.

Il rapporto ha anche analizzato le performances dei paesi delle cinque economie emergenti (Brasile, Sudafrica, Cina, India e Messico) che saranno presenti al G8. I parametri non sono gli stessi usati per analizzare le economie industrializzate e per questo non possono essere confrontate. Un raffronto tra loro, però, evidenzia come ci siano grandi differenze in termini di sviluppo, mix energetico ed emissioni. In linea di massima le cinque economie emergenti mostrano dei livelli di emissione pro-capite sensibilmente inferiori ai paesi industrializzati, tuttavia desta preoccupazione la crescita delle emissioni in termini assoluti. Anche nei paesi in via di sviluppo si stanno attuando politiche di promozione delle energie rinnovabili con particolare riferimento a Cina e Brasile. Quando si tratta di biocombustibili tuttavia è ancora debole la garanzia di conservazione delle foreste. Come per i paesi G8, la vera minaccia è il continuo ricorso al carbone come fonte fossile, in particolare nella generazione elettrica. La domanda chiave è come i paesi industrializzati assisteranno questi cinque Paesi per guidarli verso un’economia a basse emissioni. Nel rispondere a questa domanda due conclusioni sono inequivocabili: se i paesi industrializzati persevereranno nell’impiego del carbone come emerge dalle tentazioni di Italia, Germania e Stati Uniti, sarà difficile chiederne un minore impiego ai paesi in via di sviluppo. Al pari lo sviluppo dell’energia nucleare non rappresenta una soluzione esportabile nel resto del mondo per le difficoltà di approvvigionamento, dei costi di generazione, per la sicurezza internazionale.

Salute, premiati gli ospedali italiani a “misura di donna”?

Sunday, 6/7/2008

Da uno a tre “bollini rosa” per gli ospedali italiani più attenti alle esigenze femminili. Questo il riconoscimento assegnato il 1° luglio dall’Osservatorio sulla salute della donna a 96 strutture sanitarie candidate al progetto “Ospedaledonna 2008″?. Presente alla premiazione il sottosegretario alla Salute Francesca Martini che ha espresso “un totale sostegno all’iniziativa”? e alla “capacità di fare rete”? per la crescita culturale del Paese in materia di salute femminile.

Il progetto “Ospedaledonna 2008″. 96 gli ospedali che quest’anno si sono aggiudicati i “bollini rosa”?, il riconoscimento che il progetto “Ospedaledonna”? ha assegnato alle strutture sanitarie che “hanno scelto la prospettiva di genere come fattore strategico di qualità”?, come ha sottolineanto il sottosegretario alla Salute Francesca Martini. La premiazione avvenuta ieri, 1 luglio, ha attribuito da uno a tre bollini a quelle strutture che già possiedono caratteristiche a “misura di donna”?, come l’attenzione a malattie di genere o la presenza di personale prevalentemente femminile.

L’iniziativa promossa dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda) è giunta quest’anno alla sua seconda edizione; per il prossimo anno il sottosegretario alla Salute, presente alla premiazione, ha lanciato una nuova sfida, impegnandosi a partecipare personalmente ai lavori del comitato tecnico scientifico. Martini ha affermato, infatti, quanto sia importante far leva su progetti, come questo, che “fanno rete e stimolano positivamente maggior consapevolezza delle donne in materia di salute ed un innalzamento della volontà operativa per tutte le regioni e i direttori”?.

I criteri per i “bollini rosa”. Una Commissione dell’Osservatorio ha analizzato e classificato 115 candidature di ospedali italiani, per il 90% strutture pubbliche, premiandone 96 contro i 44 dello scorso anno su un totale di 59 richieste. Sono stati assegnati uno, due o tre bollini rosa in base al livello di women friendship degli ospedali, ovvero il grado di attenzione posta sulla diagnosi e sulla cura delle patologie femminili, ma anche sulla presenza di strutture e di servizi vicini alle esigenze delle donne, tenendo conto della multiculturalità. Ad esempio un bollino è andato agli ospedali con un punto nascita efficiente, mentre tre bollini sono andati alle strutture in cui le donne ricoprono alte cariche dirigenziali.

Il ministro Mara Carfagna e il sottosegretario Francesca Martini. Ha espresso il suo sostegno all’iniziativa anche il ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna, che ha sottolineato la necessità di “sostenere la ricerca, incoraggiare le donne a svolgere un ruolo attivo nei confronti della loro salute, sollecitare l’attenzione delle istituzioni ed educare alla salute della donna in ambito scolastico e universitario”?. Dello stesso avviso è anche il sottosegretario Martini che ha ricordato come la qualità delle strutture del Ssn si basi anche sulla “capacità di risposta e di accoglienza a donne con particolari patologie, a donne disabili”? e a donne che non possono provvedere ai propri figli. Inoltre il sottosegretario alla Salute ha sottolineato il problema della scarsa presenza femminile ai vertici della sanità, lanciando un appello ai manager delle aziende sanitarie perché “diano alle donne l’opportunità di dimostrare quello che valgono”?.

I dati sull’edizione di quest’anno. Riguardo l’indagine 2008, si sono ridotte rispetto l’anno scorso le differenze fra Nord e Sud con il 55% di candidature dagli ospedali del Settentrione, il 19% del Centro e il 26% dell’Italia meridionale; tra questi si sono distinte diverse realtà di prestigio nei piccoli centri. Molti anche gli ospedali già premiati nel 2007 che si sono ripresentati per ottenere una “promozione”?. Un bilancio che è destinato ad aggiornarsi costantemente: infatti l’obiettivo di “Ospedaledonna”? “è delineare un percorso di miglioramento nei processi di cura: le strutture già censite infatti verranno seguite nel tempo dalla nostra Commissione. Sono previste delle site visit scegliendo a sorte le strutture da controllare, dunque a sorpresa”? ha spiegato il presidente di Onda Francesca Merzagora.

Osservatorio nazionale per l’impiantistica sportiva destinata alla pratica sportiva diffusa

Sunday, 6/7/2008

La Finanziaria 2008 “per promuovere il diritto di tutti allo sport, come strumento per la formazione della persona e per la tutela della salute”? ha previsto la costituzione “Fondo per lo sport di cittadinanza”? (cui sono stati assegnati 20 milioni di euro per il 2008, 35 per il 2009 e 40 per il 2010) destinato a finanziare, tra le altre cose, l’istituzione dell’Osservatorio nazionale per l’impiantistica sportiva quale “organismo di supporto tecnico-scientifico per l’elaborazione delle politiche nazionali per lo sport, con particolare riferimento alla realizzazione e alla gestione degli impianti rivolti alla pratica sportiva diffusa”? (piscine, palestre, campi di atletica etc.). Una specifica Intesa siglata lo scorso 29 Gennaio in Conferenza Unificata allo scopo di condividere con Regioni, Province e comuni l’utilizzazione del Fondo ha stabilito in 1 milione di Euro per il 2008 e in 2,5 milioni di euro rispettivamente per il 2009 e 2010 la quota-parte destinata al funzionamento dell’Osservatorio.

Competenze

L’Osservatorio, istituito presso il Dipartimento per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive, svolge quindi funzioni di studio, ricerca, documentazione, promozione e consulenza ai fini della predisposizione dei piani, dei programmi e dei progetti di competenza statale, regionale e degli enti locali finalizzati a moltiplicare su tutto il territorio nazionale impianti sportivi idonei a sostenere la crescita della pratica sportiva tra bambini, adulti ed anziani e a rendere la loro gestione efficiente e funzionale.

Tra le altre cose l’Osservatorio cura una ricognizione aggiornata degli impianti sportivi esistenti, delle modalità di gestione e del loro effettivo utilizzo anche al fine di predisporre un’analisi costi-benefici;
rileva le informazioni sulla manutenzione degli impianti e la loro conformità alle norme di sicurezza, costituendo una apposita banca dati;
monitora “la domanda”? al fine di individuare l’effettivo fabbisogno in relazione alla pratica sportiva nei vari ambiti territoriali;
favorisce l’accesso degli utenti alle informazioni sui servizi sportivi disponibili sul territorio tramite un sito web di agevole consultazione;
individua le criticità economiche, sociali e strutturali che ostacolano la fruizione degli impianti in determinate zone da parte di alcune fasce della popolazione ed in relazione a specifiche discipline sportive;
predispone un sistema atto a programmare azioni condivise con gli enti territoriali nei settori di rispettiva competenza;
fornisce supporto al Comitato per la realizzazione del Programma straordinario per l’impiantistica destinata allo sport professionistico.
L’Osservatorio svolge altresì funzioni di supporto al Dipartimento ai fini del miglior esercizio delle attività di sua competenza in materia di sport.

Composizione

L’Osservatorio, presieduto dal Ministro per le Politiche Giovanili e le Attività sportive, è composto da:

 il Capo del Dipartimento per le Politiche giovanili e le Attività sportive, con funzioni di Vice-Presidente

un rappresentante designato rispettivamente dai Ministeri dell’Interno, della Difesa, dell’Economia, dello Sviluppo Economico, delle Infrastrutture;

  • due rappresentanti designati dal Comitato Olimpico Nazionale
  • un rappresentante designato dal Comitato Italiano Paralimpico
  • un rappresentante designato dall’Istituto per il Credito Sportivo
  • un rappresentante designato dagli Enti di Promozione sportiva
  • tre rappresentanti designati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome
  • un rappresentante designato dall’ANCI
  • un rappresentante designato dall’UPI
  • due dirigenti del Dipartimento per le Attività sportive.

Sono altresì membri dell’Osservatorio tre esperti in materia di sport nominati dal Ministro per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive. I membri del Comitato durano in carica tre anni.

Al fine di garantire l’immediata operatività dell’Osservatorio, è affidato all’Istituto per il Credito Sportivo l’incarico di predisporre tutti gli elementi necessari all’Osservatorio ai fini dell’approvazione del primo Programma annuale e triennale della sua attività

Il numero di persone che soffrono la fame è aumentato di 50 milioni rispetto al 2007

Sunday, 6/7/2008

 Il numero di persone che soffrono la fame è aumentato di circa 50 milioni rispetto al 2007 a seguito dell’impennata dei prezzi dei prodotti alimentari, ha detto oggi il Direttore Generale della FAO, Jacques Diouf, nel corso di una conferenza presso il Parlamento europeo a Bruxelles.

“I paesi poveri hanno la sensazione di subire le gravi conseguenze dovute all’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e dell’energia”, ha detto M. J. Diouf. “Abbiamo bisogno urgentemente di nuovi e più forti partnership per affrontare i crescenti problemi di sicurezza alimentare nei paesi poveri. Nessun paese o singola istituzione può essere in grado da solo di risolvere questa crisi. I paesi donatori, le istituzioni internazionali, i governi dei paesi in via di sviluppo, la società civile e il settore privato hanno un ruolo importante da svolgere nella lotta globale contro la fame”.

Secondo J. M. Diouf la crisi attuale è il risultato di una combinazione di diversi fattori: l’aumento della domanda dei prodotti agricoli dovuta alla forte crescita demografica e allo sviluppo economico nei paesi emergenti; la rapida espansione di biocarburanti e la scarsa produzione dei prodotti alimentari che risente negativamente dal cambiamento climatico; in particolare le siccità e le inondazioni in un momento in cui le scorte di cereali - 9 milioni di tonnellate - sono al loro livello più basso negli ultimi 30 anni. Queste tendenze sono aggravate da misure restrittive adottate da alcuni paesi esportatori per proteggere i loro consumatori e i fondi speculativi a termine sui mercati.

I prezzi elevati dei mezzi di produzione agricoli sono un ostacolo importante per paesi in via di sviluppo per aumentare la produzione agricola. Da gennaio 2007 ad aprile 2008, il prezzo dei fertilizzanti, in particolare, è aumentato più velocemente rispetto ai prezzi delle derrate alimentari.

Le sfide future

Al fine di ridurre il numero degli individui sottoalimentati nel mondo e soddisfare la domanda crescente di cibo, la produzione alimentare mondiale ha bisogno di raddoppiare entro il 2050.

L’aumento della produzione alimentare deve avvenire principalmente in paesi in via di sviluppo dove vivono i poveri e gli affamati e dove si verificherà un aumento demografico di oltre il 95 per cento. Per questo motivo è indispensabile che gli agricoltori di questi paesi abbiano accesso ai moderni mezzi di produzione, agli impianti di stoccaggio e alle infrastrutture rurali.

L’agricoltura mondiale dovrà affrontare anche le grandi sfide, come il controllo delle acque e il cambiamento climatico. Più di 1,2 miliardi di persone oggi vivono in bacini fluviali dove non dispongono di abbastanza acqua per soddisfare i loro bisogni accrescendo così l’inquietudine davanti all’aggravarsi della penuria idrica. L’Africa sub-sahariana utilizza solo il 4 per cento delle sue risorse idriche rinnovabili. Il mondo perde, ogni anno, 5-10 milioni di ettari di terre coltivabili a causa del grave degrado del terreno, ma in Africa, in America Latina e in Asia centrale vi è un grande potenziale per l’espansione della terra coltivata.

“I governi e gli agricoltori dovranno fare i conti anche con i cambiamenti climatici che influenzeranno l’agricoltura. Se la temperatura media aumenterà di più di 3 gradi, le rese delle principali colture, come il mais, potrebbero diminuire del 20-40 per cento in alcune zone dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina”, ha aggiunto M. J. Diouf. Inoltre, la siccità e le inondazioni si intensificheranno causando una maggiore perdita di colture e di bestiame.

Investire nell’agricoltura

“La situazione attuale è il risultato degli scarsi interventi da parte della comunità internazionale nell’agricoltura nei paesi in via di sviluppo per lungo tempo”, ha osservato M. J. Diouf. “La percentuale assegnata al settore agricolo nell’assistenza ufficiale allo sviluppo è scesa dal 17 per cento nel 1980 a solo il 3 per cento nel 2006. Gli investimenti nella ricerca agricola nei paesi in via di sviluppo sono inferiori allo 0,6 per cento del loro prodotto interno lordo, rispetto ad oltre il 5 per cento dei paesi dell’OCSE”.

Aumentare la produzione agricola nei paesi in via di sviluppo sarà reso possibile soltanto intensificando gli investimenti pubblici e privati nell’agricoltura”. Secondo una stima della FAO gli investimenti pubblici ammonterebbero a 25 miliardi di dollari. Questa cifra comprende maggiori risorse per la gestione delle acque, delle strade rurali, degli impianti di stoccaggio, così come per la ricerca agricola e per l’estensione”, ha dichiarato M. J. Diouf.

“I paesi, in occasione del recente vertice alimentare della FAO hanno assunto l’impegno di stanziare 20 miliardi di dollari a dimostrazione che la comunità internazionale si è impegnata ad intervenire a sostegno delle comunità agricole nei paesi poveri”, ha aggiunto.

Il sostegno agli agricoltori nei paesi in via di sviluppo, attraverso la fornitura di sementi e fertilizzanti, dovrebbe essere una priorità se si vuole aumentare la produzione agricola nei paesi più poveri. La produzione di cereali nei paesi a basso reddito con deficit alimentare (LIFDCs), escludendo la Cina e l’India, è diminuita del 2,2 per cento nel 2007, in particolare in Africa, e potrebbe ulteriormente diminuire nel 2008 perché i poveri agricoltori non sono in grado di comprare i fattori di produzione a causa del loro costante aumento dei prezzi.

“La FAO è attualmente impegnata in 35 paesi per sostenere la produzione alimentare mediante la fornitura di sementi selezionati, di fertilizzanti e di altri fattori di produzione essenziali per la stagione della semina, e spera di essere operativa in molti più paesi già nelle prossime settimane” ha dichiarato M. J. Diouf. Inoltre, la FAO ha recentemente approvato i progetti nell’ambito del suo Programma di Cooperazione Tecnica per un valore di 23,7 milioni di euro per avviare la produzione alimentare in 54 paesi poveri.

 

Un’altra priorità menzionata da M.J. Diouf è quella relativa al sostegno della bilancia dei pagamenti e dei paesi con deficit alimentare. La produzione di cereali nei paesi a basso reddito con deficit alimentare (LIFDCs) è aumentata di circa il 37 per cento nel 2007 e potrebbe aumentare ancora del 56 per cento nel 2008. Attualmente è 4 volte più elevata rispetto al 2000.

“Nel medio e lungo termine, l’accento dovrebbe essere posto a rilanciare gli investimenti in agricoltura, sia pubblici che privati, per migliorare le infrastrutture rurali e permettere ai piccoli agricoltori di beneficiare delle opportunità di mercato. Parallelamente, si dovrebbero rafforzare le capacità istituzionali per assicurare uno sviluppo agricolo duraturo” ha sottolineato M. J. Diouf.

 

Sabato 5 e domenica 6 luglio al Bioparco di Roma con il pasto degli animali

Friday, 4/7/2008

ors 0006 alb.jpgSabato 5 e domenica 6 luglio al Bioparco di Roma si potrà assistere ai pasti degli animali dalle ore 11.00 fino alle 16.00.

Con i primi caldi dell’anno, gli animali del Bioparco seguono diete ‘leggere’ a base di frutta e verdura per gli erbivori e carne bianca per i carnivori.

Le due Elefantesse asiatiche, Nelly e Sophia, e la coppia di Ippopotami anfibi, Carlo e Mimì, mangiano frutta di stagione, erba freschissima e tanto fieno, alternando il pasto con qualche doccia rinfrescante. Per i Lemuri del Madagascar e gli Scimpanzè il pasto consiste in verdura e frutta mista di stagione, carote o patate lesse e canne di bambù piene di yogurt o frutta congelata. Agli Orsi, grandi amatori dell’acqua, pesce e tanta frutta fresca, soprattutto meloni e cocomeri, congelati in grandi secchi e lanciati nella loro vasca piena d’acqua. Anche i Macachi del Giappone amano tuffarsi nella piscina quando fa caldo, e per loro, il pasto consiste in piccoli ghiaccioli di yogurt e frutta fresca, come susine, banane, kiwi ecc. Inoltre, alla Fattoria dei Bambini, si potranno osservare tutti gli animali domestici della fattoria: mucche, pecore, conigli, galline, maialini e l’asina Margherita, in compagnia dei guardiani (A  tu per tu con la Fattoria – ore 15.30). Per concludere la giornata, c’è il pasto delle Foche, con Federico, Michel e Flo che in questo periodo mangiano tra i 5 e i 7 Kg di pesce al giorno.

ORARI DEI PASTI

Macachi                                   ore 11.00

Lemuri                                     ore 11.30

Elefanti                                    ore 12.00

Orsi                                          ore 12.30

Scimpanzé                                ore 14.30

 Ippopotami anfibi                     ore 15.00

“A tu x tu con la Fattoria?         ore 15.30

Foche                                      ore 16.00.

Il Jazz Campus a Villa Celimontana per il Jazz Festival

Tuesday, 1/7/2008

Il  Festival di Villa Celimontana giunto alla sua XV° edizione è lieto di presentare per la prima volta dei Workshop di Jazz organizzati con il prestigioso : “Columbia College Chicago”?. Quest’anno dal 11 Luglio al 16 Luglio, docenti del Columbia College e membri della Chicago Jazz Ensemble terranno dei corsi di Jazz con lezioni individuali di sax, tromba, chitarra, voce, contrabbasso, piano, batteria e di improvvisazione, musica d’insieme e storia del jazz. A tenere le lezioni alcuni dei piu’ stimati e quotati musicisti ed insegnanti della scena attuale del jazz statunitense. Oltre a Jon Faddis, sicuramente uno dei più importanti trombettisti del mondo che insegnerà’ tromba e improvvisazione, ci saranno Dana Hall, batteria - Pat Mallinger, sax - Frank Dawson, chitarra - Dan Anderson, contrabbasso - Bobbi Wilsyn, canto - Peter Saxe, piano - Richard Dunscomb, musica d’insieme e direzione.  Da questo rapporto di collaborazione artistica il Festival di Villa Celimontana è riuscito a creare una proposta culturale di altissimo livello che favorisce la creazione di un fertile terreno di scambio e di confronto interculturale tra l’Italia e l’estero.  Da sempre ed oggi più che mai infatti il Festival di villa Celimontana ospita rassegne che si articolano all’interno di un ampio contesto cosmopolita a dimostrazione della sua straordinaria capacità di rinnovarsi e di guardare sempre avanti…

Villa Celimontana si trasformerà per una settimana in un vero e proprio campus musicale in cui i partecipanti potranno entrare direttamente in contatto con docenti di livello internazionale ed approfondire le conoscenze sia tecniche che teoriche degli strumenti. Un modo diverso di vivere la musica che diviene elemento di confronto  tra le diverse culture musicali ma anche momento di scambio emozionale. La splendida cornice naturalistica della villa diventerà dunque  lo sfondo ideale per studiare ma anche per concedersi una pausa di relax.  

 
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