Archivio di 2/2007

Bill Gates proibisce alla figlia di usare il computer per più di 45 minuti al giorno

Thursday, 22/2/2007

Quando si tratta di mettere regole ai propri figli, Bill Gates è un papà come tutti gli altri. E nonostante le proteste della giovane Jennifer, mette il lucchetto al computer della figlia di 10 anni: non più di 45 minuti al giorno durante la settimana e 1 ora nei festivi. Escluso il tempo per fare i compiti, naturalmente.

Che uomo! Che esempio per tutti i genitori!

 La piccola Jennifer Katharine Gates non era una fanatica del computer fino a quest’anno, quando ha cominciato a frequentare una scuola dove il PC è pane quotidiano sia per fare i compiti che per giocare e socializzare. Ed ha scoperto i videogiochi come Viva Pinata (dove fa la giardiniera) che la tenevano incollata al computer per due o tre ore al giorno. A quel punto papà Bill e mamma Melinda sono corsi ai ripari e hanno razionalizzato l’uso del PC per la figliola.

L’aneddoto familiare di per sé non ha nulla di eccezionale se i protagonisti della scenetta non fossero i membri della famiglia Gates. E la notizia non sarebbe mai venuto alla ribalta delle prime pagine dei giornali (o sarebbe rimasta appannaggio di una ristretta cerchia di amici) se papà Bill non l’avesse usata ad una conferenza stampa ad Ottawa per ricordare che Vista, il nuovo sistema operativo di casa Microsoft, consente ai genitori di controllare i siti visitabili dai ragazzi e registra portali e chat usate.

Ma tutto sommato, va bene così. Che Bill e Melinda siano da esempio per i genitori. E non solo. E’ risaputo, infatti, che Sua Emittenza ha scelto per i propri figli scuole steineriane che  sconsigliano vivamente di guardare la TV. Ma la scelta di Silvio Berlusconi non fu né ostentata (forse perché non aveva un sistema operativo di controllo TV da presentare alla stampa) né tantomeno presa ad esempio dai genitori italiani.

La comunicazione, però, può fare miracoli. E Silvio ne è egregio maestro.

Bibi:un viaggio nel tempo

Monday, 19/2/2007

Dal 3 al 24 marzo, alla biblioteca di Melegnano (MI) è allestita la mostra “Bibi: un viaggio nel tempo”, a cura di Angela Huemer, regista tedesca appassionata lettrice di Bibi.

La mostra è dedicata a Karin Michaëlis, la scrittrice danese che tra le due guerre creò il personaggio di Bibi. I sei libri di avventure di Bibi, bambina libera, coraggiosa e indipendente, tennero compagnia a un ‘intera generazione di ragazzine italiane, ma anche di ragazzini, che quella libertà potevano soltanto sognarla.

La mostra darà modo ai visitatori di entrare nel mondo di Karin e Bibi, di vedere come è diventato il mondo che Bibi ha esplorato e di incontrare alcuni dei lettori e lettrici di prima e seconda generazione.

Sono esposte le lettere di alcuni dei più famosi amici della scrittrice, come Albert Einstein e Bertolt Brecht. Karin Michaëlis, attivista per i diritti umani e femminista “sui generis”, si prodigò con generosità straordinaria per aiutare i perseguitati dal nazismo.

La mostra è stata allestita a Colonia, a Salisburgo, alla Casa della letteratura di Copenaghen e nello scorso mese di gennaio a Sesto san Giovanni. Ha il patrocinio del settore cultura della Provincia di Milano e dell’Ambasciata di Danimarca.

L’inaugurazione è alle ore 17 di sabato 3 marzo. Per i bambini ci sarà un anteprima alle 16 con una performance teatrale di Mara Sfondrini. Per partecipare alla rappresentazione è necessaria la prenotazione.

Per le lettrici e i lettori di Bibi è previsto un incontro con Angela Huemer e Marina Morpurgo, giornalista e scrittrice, fissato per lunedì 5 marzo 2007, alle ore 21. L’incontro vuole far conoscere generazioni di lettrici e lettori di Bibi e di Karin Michaëlis.

Inoltre nei sabati 10, 17 e 24 marzo, alle ore 16, in biblioteca ci sarà la merenda letteraria con Bibi, una lettura in tre puntate del primo libro, a cura di Adriana Milani, lettrice ufficiale.

Durante il periodo della mostra sono inoltre previste visite guidate e animazioni teatrali e letterarie per le classi.

 

 Biblioteca Comunale “Carlo Emilio Gadda”
piazza delle Associazioni
20077 MELEGNANO MI

E’ consultabile su Internet l’Anagrafe Canina Nazionale

Friday, 2/2/2007

L’Ente Nazionale per la Protezioe degli animali sta facendo i salti di gioia: da oggi, infatti, l’Anagrafe Canina Nazionale è pubblicata sul sito del Ministero della Salute. Rintracciare il proprietario di un cane sarà, grazie a questo strumento, molto più semplice.
“Finalmente dopo anni di proposte, richieste, riunioni e commissioni – ha dichiarato Paolo Spicacci, delegato Enpa nella Commissione ministeriale randagismo – il Ministero della Salute ha deciso di mettere in rete il Portale contenente l’area tematica dedicata agli animali da compagnia ed in particolare all’Anagrafe Canina Nazionale?.
“Questo lo si deve soprattutto al grande impegno sia dei funzionari del Ministero che delle associazioni animaliste che nel corso degli anni (troppi a dire il vero) hanno cercato in tutti i modi di arrivare a questo risultato. Da oggi chi trova un cane potrà verificare attraverso questo portale il microchip o il tatuaggio per risalire al proprietario?.
“È un grande passo in avanti. L’impegno dell’Enpa è e sarà sempre quello di stare dalla parte degli animali e di mettere in atto qualsiasi strumento possa favorire il benessere degli animali a cominciare da quello di poter ritrovare un padrone perduto. E’ un primo importante passo del quale dobbiamo essere fieri e contenti?.

http://www.ministerosalute.it/caniGatti/caniGatti.jsp

Il ministro della Sanità si preoccupa della fertilità degli italiani

Friday, 2/2/2007

Adolescenti fino a 34 anni: è l’immagine degli italiani che emerge da uno studio dell’Istituto Italiano di Medicina Sociale. La sindrome di Peter Pan colpisce il 45 per cento dei giovani fra i 30 e i 34 anni: quelli che dovrebbero essere i genitori di domani.

I nostri maschi tardano a mettere su famiglia perché hanno difficoltà a trovare lavoro, ha spiegato il direttore generale dell’istituto Giovani Pirone, e di conseguenza aspettano a mettere al mondo un figlio.

Mamme e papà di questi adolescenti cresciuti fanno la loro parte e non aiutano certo i pargoli a lasciare il nido:  appena il 18% dei genitori pensa che un figlio debba uscire di casa alla maggiore eta’.
Sono soprattutto le madri ad essere contrarie, pensando che l’età giusta per lasciare la famiglia sia attorno ai 26 anni. Anche i figli considerano questo il momento ideale ma alla fine non varcano la porta di casa prima dei 30.
Ci si sposa ma non ci si allontana: quasi la metà delle nuove coppie va ad abitare entro un chilometro dalla casa dei genitori dell’uno o dell’altra: del resto, se le giovani coppie pensano di mettere al mondo un figlio sanno che devono poter contare sulla presenza dei nonni per poter continuare a lavorare.

 I genitori di domani vorrebbero avere almeno due figli ma ne mettono al mondo solo uno. Un bambino su quattro ha una mamma con più di 34 anni e i nonni non fanno un tifo esagerato affinché la casa si popoli di un esercito di nipoti: solo la metà delle madri che ha una figlia con un bambino la invoglia a farne un altro: se poi i nipotini sono già due, le nonne frenano.
‘’Aiutiamo, sosteniamo, informiamo i giovani affinché possano vivere la possibilità di diventare genitori come un bene da tutelare. E questo e’ possibile promuovendo la cultura della genitorialità attraverso un’adeguata informazione scientifica sui temi della sessualità e della procreazione. Ma, altro elemento importante e’ che dobbiamo promuovere quei corretti stili di vita che caratterizzano l’età adolescenziale'’, ha spiega Dorina Bianchi, vicepresidente della Commissione Affari Sociali della Camera, promotrice e presidente del Convegno a Roma ‘’Sapere oggi per essere genitori domani'’. Questo delicato equilibrio fra maturità e adolescenza prolungata e’ uno dei fattori che hanno contribuito in questi anni a frenare paurosamente le nascite in Italia, tanto da porre la questione fertilità nell’agenda del ministro della Salute che ha predisposto un piano nazionale per la prevenzione della sterilità con l’obiettivo di mantenere a lungo la fertilità nella popolazione e di prevenire i fattori di infertilità. Tra le misure che scaturiranno collegate a questo lavoro ci sarà anche una campagna di comunicazione con particolare attenzione nei confronti dei giovani. ‘’Non possiamo rassegnarci a consegnare ai nostri figli una società sterile ‘’ ha detto annunciando anche un lavoro con il ministro della famiglia Rosy Bindi per valorizzare i consultori. ‘’Le ragazze di oggi guardano al matrimonio come ad un appuntamento lontano. E alla maternità come ad un evento probabile, non scontato, sicuramente lontano. E quando la cicogna arriva, la gravidanza e’ vissuta con un’enorme apprensione'’ ha raccontato Massimo Moscarini, presidente dell’Associazione Ginecologi Universitari Italiani (AGUI). E una ragazza su 3 non nasconde, ha aggiunto lo psicoterapeuta Federico Bianchi di Castelbianco, di avere una vera e propria paura nei confronti di una futura maternità.
Oltre il 50% dei ragazzi considera l’evento come una scocciatura. A cambiare le cose saranno forse gli oltre cinquecentomila studenti con cittadinanza non italiana nel nostro Paese, che provengono da oltre 187 Paesi del mondo, ha spiegato Aldo Morrone e’ Direttore della Struttura Complessa di Medicina Preventiva delle Migrazioni all’Ospedale San Gallicano Un’integrazione che, sottolinea, non deve essere omologazione perche’ le donne straniere portano con loro anche dei comportamenti e saperi positivi e che comunque sono il frutto di millenni di cultura e tradizione.

 
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