Archivio di 6/2006

Scoperto un serpente che cambia colore

Thursday, 29/6/2006

Dal Borneo, isola grande il doppio della Germania, dove sono state scoperte negli ultimi dieci anni ben 361 nuove specie di animali e piante, arriva un’altra novita’: un serpente che cambia colore, come i camaleonti.
Ne da’ notizia il WWF, che collabora a progetti di conservazione nell’area indonesiana del Borneo, in particolare nel parco nazionale Betung Kerihun, dove vive la nuova specie, ribattezzata Serpente di fango del Kapuas.
‘Ho messo un esemplare di questo serpente velenoso lungo circa mezzo metro, di colore bruno rossiccio, in un recipiente scuro. Quando l’ho estratto, pochi minuti dopo, era quasi tutto bianco’ ha detto Mark Auliya, esperto di rettili del Museo Koenig di Bonn e consulente del WWF.
Il serpente, che pare viva solo nelle zone umide e acquitrinose del fiume Kapuas, appartiene al genere Enhydris, che si compone di 22 specie, di cui solo due sono molto diffuse, mentre tutte le altre sono molto rare.
‘La scoperta di questa specie di serpente con capacita’ camaleontiche svela un altro straordinario valore dei segreti della natura piu’ nascosti nel cuore del Borneo’ ha dichiarato il direttore scientifico del WWF Italia Gianfranco Bologna.
‘Purtroppo l’ambiente di questa specie e’ seriamente minacciato - prosegue Bologna -; attualmente sono presenti ancora solo la meta’ delle foreste che una volta ricoprivano il Borneo. Solo a meta’ degli anni Ottanta vi era ancora il 75% della superficie di questa isola eccezionale ricoperta di foreste’.
Il WWF auspica che questo trend si arresti, grazie all’iniziativa dei tre governi del Borneo (Brunei Darussalam, Indonesia e Malesia) di preservare circa 220mila km quadrati di foreste equatoriali e di numerose specie selvatiche.

Fioroni: molti asili rischiano di chiudere

Wednesday, 28/6/2006

Senza un rifinanziamento della Legge 62 sulla parità scolastica, numerose scuole dell’infanzia saranno costrette a chiudere, comportando l’assenza di questo servizio in molti territori. Lo ha sottolineato il ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, intervenendo all’assemblea di Confcooperative, ricordando che l’ultima finanziaria del governo Berlusconi tagliava 167 milioni alla scuola paritaria rispetto all’ultima Finanziaria del centrosinistra.

“Nell’ambito della scuola dell’infanzia - ha proseguito il ministro - la scuola paritaria è il baluardo che permette allo Stato di assicurare il servizio ai cittadini nelle zone montane, nelle zone disagiate o in alcune aree metropolitane, come a Roma, dove il 30% delle scuole dell’infanzia sono istituti paritari”.

Per Fioroni si tratta di una vera e propria “emergenza” perchè “se noi non aiutiamo questi istituti, rischiamo di far saltare non la scuola paritaria ma il diritto dei cittadini ad avere una scuola dell’infanzia”.

Il ministro della Pubblica Istruzione è tornato poi a rivendicare risorse per il proprio ministero, lasciando nel settore le risorse risparmiate con una gestione più attenta: “Dopo un’accurata razionalizzazione delle spese, c’è comunque la necessità di investire sulla scuola. Il rischio è che le spese per l’istruzione non vengano considerate spese per investimenti ma spese correnti, e quindi pensare che si possano ancora tagliare. Cosa che non è possibile”.
Rea

Bambini stranieri in Italia

Tuesday, 27/6/2006

A settembre saranno 500.000 gli alunni stranieri presenti nelle scuole italiane, 100.000 soltanto nelle superiori, di cui 80 mila iscritti negli istituti tecnici e professionali. La maggior parte degli alunni immigrati (40%) resta comunque nella scuola primaria E’ quanto emerso da un convegno organizzato da Caritas e Unicef sulla condizione dei bambini e degli adolescenti di origine straniera che vivono nel nostro Paese. Un incontro che ha messo pure in evidenza come se la scuola rappresenta un elemento di speranza, sul fronte dell’integrazione ci sia, invece, ancora parecchio lavoro da fare in tema di sanita’ e giustizia.
E’ il Nord Est dell’Italia l’ area geografica con la percentuale piu’ alta di alunni stranieri. La regione che ne accoglie di più, invece, è l’Emilia Romagna con il 9% seguita da Umbria e Marche.
Tra i comuni capoluogo e’ Milano ad avere l’incidenza piu’ alta con circa il 12%. I poli di attrazione non sono pero’ solo le grandi citta’ ma anche i piccoli centri e Paesi: le localita’ di Martin Sicuro (Teramo) e Porto Recanati (Macerata) hanno percentuali di alunni stranieri del 20%.

 

Come vanno a scuola i ragazzi stranieri? Nelle superiori oltre il 25% degli studenti stranieri, uno su quattro, ha una battuta d’arresto. Rispetto al risultato conseguito dagli allievi italiani il divario con gli allievi stranieri e’ del 3,36% alla scuola primaria, del 7,06 alla secondaria di primo grado e del 12,56 alla secondaria di secondo grado.
Se dai dati disponibili si rileva una condizione di salute alla nascita (nascite pre-termine, peso alla nascita, ecc..) dei piccoli stranieri di poco peggiore rispetto a quella degli italiani, per quanto riguarda l’assistenza sanitaria i bambini stranieri non frequentano in modo soddisfacente il pediatra di libera scelta. Secondo dati Ismu (Istituto per gli studi sulla multietnicita’ di Milano) solo il 41% degli immigrati regolari con figli al seguito si rivolge al pediatra di base. E nel caso degli immigrati irregolari la percentuale di fruizione si abbassa all’1,1% nel caso dei padri e al 9,7% nel caso delle madri (media del 5,6%). Alla luce di questa constatazione la Caritas ha lanciato la proposta ‘ogni bambino straniero deve avere il suo pediatra’. Per ora l’ha raccolta la Regione Lazio che proprio in questi giorni dovrebbe attuarla, ma anche il nuovo ministro della Salute ha mostrato interesse per l’ iniziativa.
Più vittime che oppressori: In Italia non sembra siano presenti segnali di devianza delle seconde generazioni di adolescenti stranieri come invece e’ accaduto in altri paesi europei mentre e’ molto piu’ frequente il loro coinvolgimento come vittime. Sul fronte della giustizia minorile emerge tuttavia una diffusa tendenza alla riduzione della presa in carico dei minorenni extracomunitari. L’esigenza che emerge e’ quella di progetti personalizzati per il recupero di questi ragazzi, anche attraverso l’orientamento al lavoro.

Brad Pitt per i bambini del Terzo Mondo

Tuesday, 27/6/2006

Brad Pitt e’ stato eletto dal magazine ‘Newsweek’ come ‘15 People Who Make America Great’, per aver utilizzato il suo potere mediatico in favore di cause altresi’ trascurate, come ad esempio l’Africa, e l’estrema poverta’ in cui versano i bambini del Terzo Mondo.

Pitt, costantemente sotto l’obiettivo dei paparazzi, che giorni fa hanno cercato di strappare scatti fotografici anche al suo bambino Maddox, 4 anni, insieme alla sua compagna, l’attrice Angelina Jolie, si e’ molto speso per le cause umanitarie. Quando e’ nata la piccola Shiloh Nouvel, le prime foto sono state vendute ai giornali per 4 milioni di dollari, che sono stati donati a strutture sanitarie.

‘Consapevoli che qualcuno ci avrebbe braccato per avere quelle foto, a qualunque costo’, ha riferito a Newsweek, ‘abbiamo deciso che nel mondo c’erano persone che hanno un reale bisogno di quei soldi’.Tra gli altri nominati da Newsweek ci sono Soledad O’Brien, conduttrice di ‘American Morning’ sull’emittente televisiva statunitense Cnn, per aver espresso la sua rabbia sulle ripercussioni dell’uragano ‘Katrina’ - che ha distrutto la citta’ di New Orleans lo scorso 29 agosto - e Rick Warren, autore di ‘The Purpose Driven Life’.

‘The Dangerous Book for Boys’ (’Il libro pericoloso per i bambini maschi’)

Friday, 23/6/2006

the dangerous book.jpgIl segreto di questo nuovo fenomeno editoriale, targato UK, è la nostalgia. Il valore sociale, invece, potrebbe andare ben oltre i confini di qualche piacevole ricordo dell’infanzia e - risvegliando nei genitori il piacere dei giochi all’aria aperta – “rischia? di far scoprire alle nuove generazioni quanto è bello giocare fuori casa.

Di cosa parla? Di fionde, catapulte e case sugli alberi. Parla di giochi all’aria aperta, di scoperte eccitanti, di pirati, dinosauri e luoghi segreti da scoprire.

Ma cos’è? Un libro per insegnare ai bambini a giocare? Sarebbe scandaloso!

 “Vendiamo a persone con la carta di credito, quindi non ai bambini? ha dichiarato Kes Nielsen di Amazon. Così lo comprano gli adulti, siano essi genitori o zii o anche single che, insieme alle pagine stampate, si riappropriano di una parte della loro infanzia, quella davvero spensierata, quando il tempo non era scandito dai minuti che corrono inesorabili. Quando le giornate iniziavano senza pianificazione e terminavano con un immenso bagaglio di esperienze e qualche ginocchio sbucciato.

30-40 anni fa, quando TV, Play station e computer non avevano ancora colonizzato le nostre abitazioni, e le automobili non avevano rotto gli argini delle strade, c’era ancora qualche angolo nascosto da scoprire nelle città e nei piccoli centri della vecchia Europa.

Per gli autori, i fratelli Conn e Hal Iggulden, il libro e’ stato un modo per celebrare la loro infanzia e ricordare a grandi e piccini come l’avventura ed un po’ di rischio siano una parte integrante della crescita. ‘Speriamo che serva a distogliere dai loro computer questi bambini di 10 anni dal viso pallido. Tutto e’ proibito al giorno d’oggi, ma e’ bene ricordare che il posto piu’ sicuro al mondo e’ una gabbia. Quando sei bambino, il pericolo e’ emozionante. Questo libro sara’ un punto di riferimento per me e mio figlio Cameron che ha cinque anni. Speriamo che le attivita’ all’aperto ed i giochi tradizionali tornino in auge?, ha detto Conn Iggulden al Times. 

Ma le gabbie di cui parla l’autore del libro sembrano avere – nel nostro Paese - sbarre mentali più che limitazioni fisiche. E’ vero che le città e i piccoli centri soffrono di mancanza di spazi per i più giovani. Ma, anche li dove questi spazi ci sono, la paura diventa il limite insuperabile della libertà di movimento dei ragazzi. E la paura è generata da fatti e misfatti raccontati e amplificati con ossessione dalla TV e dai giornali. 

“Perdere di vista un bambino?  oramai vuol dire rischiare di perderlo perché qualcuno lo ruba e lo porta via. Rilassarsi all’aria aperta, magari durante un pic-nic, e lasciare che i propri figli vadano alla scoperta dei segreti della natura diventa inevitabilmente il triste ricordo di una fatto di cronaca nera che ha come vittima una bambina di pochi anni.

La società è pericolosa. La gente è nemica. I cespugli sono “il luogo del delitto?. Un sorriso è un’arma di adescamento.

Ben venga un libro che ricorda a chi non è più bambino quanto era piacevole l’infanzia. Dice Margaret Morrissey, della federazione britannica delle associazioni di genitori e insegnanti:?C’e’ molta pressione sui bambini affinche’ diventino presto adulti e sofisticati. Non riescono piu’ a scoprire da soli le cose. Tutto viene dato loro su un piatto d’argento. Ma la felicita’ dell’infanzia sta nello scoprire da soli le cose?.

A questo punto potrei invitarti a partecipare ad un dibattito on line sul tema. Oppure potrei invitarti a scrivere su un blog le tue esperienze.

Ti invito, invece, a spegnere questo computer, buttare il telecomando TV dalla finestra, fare 5 respiri profondi e scoprire quanto è bello sentirsi liberi!

Sara Musa

Protesta contro il blocco delle adozioni internazionali

Saturday, 17/6/2006

Sono 33 le organizzazioni non governative che protestano formalmente contro il blocco delle adozioni internazionali dall’entrata in vigore della nuova normativa, il primo gennaio 2005.
Lo fanno con una lettera aperta, pubblicata sul Financial Times- e rivolta a Romania e Unione europea, a firma di enti autorizzati e associazioni umanitarie europee tra cui l’italiana ‘Amici dei Bambini’ e molte organizzazioni rumene.
Diversi i problemi messi in luce dalle Ong alla vigilia dell’entrata della Romania nella Ue, il prossimo ottobre.
“Numerosi funzionari rumeni continuano a non rispettare la Convenzione Onu sui diritti dell’Infanzia, la Convenzione dell’Aja sulla protezione dei minori, la Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo e il rapporto del Parlamento Europeo del dicembre 2005- recita la lettera- e la maggior parte dei cittadini e dei parlamentari europei non conosce la verita’”.
Sono migliaia i bambini che vengono abbandonati ogni anno e che entrano in una “terra di nessuno” giuridica, dove per mancanza di un documento di nascita o del consenso del genitore che li abbandona, non possono essere dati in affido o adottati, e spesso non possono accedere all’educazione o a cure mediche.
La recente legislazione approvata e definita dal commissario europeo per l’allargamento, Olli Rehn, “pienamente in linea con gli standard Ue e con la Convenzione Onu sui Diritti del bambino”, e’ in realta’ “applicata sporadicamente con un’interpretazione opportunistica e con sanzioni che, in caso di violazione, sono rare”.

Alla Fiera di Roma il 14 e 15 giugno convegno sugli asili nido

Wednesday, 14/6/2006

nido cop.jpgTrent’anni di asili nido nella Capitale, dalla fine degli anni Settanta ad oggi. Il sistema capitolino dei nidi festeggia il suo primo trentennio con un convegno dal titolo “30 anni di nidi a Roma: riflessioni e prospettive”, che si terra’ mercoledi’ 14 e giovedi’ 15 giugno, dalle 15.30, nella sala Colonna della Fiera di Roma in via Cristoforo Colombo 293.
Le due giornate saranno un’occasione per fare il punto sullo stato dei servizi dedicati ai bambini da 0 a 36 mesi, sulla rete di asili che si e’ sviluppata in citta’ e sull’evoluzione pedagogica e culturale degli ultimi anni. Per due pomeriggi si potra’ anche visitare una mostra che racconta la storia degli asili nido della Capitale. L’iniziativa e’ promossa dall’assessorato alle Politiche Educative e Scolastiche del Comune. Si comincia il 14 alle 15.30 con l’introduzione ai lavori dell’assessore capitolino alla Scuola Maria Coscia. Il programma prevede poi i saluti del sindaco Walter Veltroni. A seguire interverranno esperti del settore. Concludera’ la prima giornata Simona Marchini, attrice e ambasciatrice Unicef. Poi si riprende il 15 sempre alle 15.30. Tra le autorita’ sono stati invitati a partecipare anche l’onorevole Rosy Bindi, ministro per la Famiglia, Barbara Pollastrini, ministro per le Pari Opportunita’, Alessandra Mandarelli assessore ai servizi sociali della Regione Lazio e Antonio Rosati, assessore al Bilancio della Provincia di Roma

Anche in Italia c’è la Fondazione Semper Altius Onlus nata dalla congregazione religiosa cattolica dei Legionari di Cristo

Tuesday, 13/6/2006

In programma anche l’apertura di sportelli di consulenza giuridica, psicologica e medica per gli immigrati. Tra le altre iniziative ci sono il Villaggio dei Ragazzi, a Maddaloni (Caserta), con 1.600 studenti, e ‘Angeli per un giorno’, in favore dei bambini bisognosi delle periferie delle citta’ italiane. Gli ‘angeli’ sono volontari, divisi in gruppi, che prendono in custodia alcuni bimbi, accompagnandoli e assistendoli durante la giornata.
L’attivita’ della fondazione e’ stata presentata a Roma in occasione di un concerto di beneficenza della Guardia di Finanza all’auditorium della Conciliazione. Nel corso della serata e’ stata annunciata una collaborazione tra laAnche in Italia c’è la Fondazione Semper Altius Onlus che si dedichera’ ad attivita’ nell’area dell’aiuto ai minori non accompagnati.
e l’Universita’ Europea di Roma (www.unier.it), che ha festeggiato la conclusione del suo primo anno accademico.
La Fondazione Semper Altius, nata dalla congregazione religiosa cattolica dei Legionari di Cristo, gia’ attiva in diversi paesi, ha appena iniziato la sua attivita’ anche in Italia. La sua missione e’ quella di ‘trasformare, per mezzo di servizi di educazione, salute e sviluppo, la vita di tante persone che vivono nell’indigenza. Il motto della fondazione e’ ‘Carita’ che trasforma’. Una carita’ che non vuole fermarsi soltanto all’aiuto economico, ma che punta alla formazione, all’educazione e alla crescita dei piu’ poveri, affinche’ tutti possano avere le stesse possibilita’ nella vita e conquistare un futuro dignitoso’.
La Fondazione Semper Altius (www.altius.org) ha anche annunciato la costruzione di una scuola per i bambini poveri del Guatemala, che andra’ ad aggiungersi alle altre 23 gia’ attive in 7 Paesi del Sud America (Argentina, Brasile, Cile, Colombia, El Salvador, Messico e Venezuela), con piu’ di 15.000 alunni.
Tramite queste scuole, che fanno parte della rete ‘Mano Amica’, i fanciulli che non hanno risorse economiche vengono educati ed accompagnati fino ai gradi piu’ alti dell’istruzione.

Sotto processo il medico che denunciò il legame tra il vaccino del morbillo e l’autismo

Monday, 12/6/2006

Andrew Wakefield, il medico che nel 1998 denuncio’ il legame tra il vaccino Mmr (morbillo, parotite, rosolia) e l’autismo finira’ sul banco degli accusati: il General Medical Council britannico ha deciso di metterlo sotto processo per mancanza di etica professionale e la misura, scrive il quotidiano ‘The Independent’, dovrebbe scrivere la parola fine su un dibattito che, da anni, ha risonanza mondiale.
Andrew Wakefiel, il cui studio apparve su ‘Lancet’, e’ accusato di aver pubblicato una ricerca “non adeguatamente fondata”, di aver ottenuto fondi “in maniera sconveniente” e di aver sottoposto bambini a ricerche “non necessarie e invasive”.
Quando apparve sull’autorevole rivista medica britannica, l’articolo scateno’ una vivace polemica che, stando alle statistiche, negli anni successivi sembro’ convincere molti genitori a boicottare il vaccino trivalente e fece calare la percentuale dei bambini immunizzati.
Nel 2004, si scopri’ che, all’epoca in cui compiva la ricerca, Wakefield aveva ricevuto 55.000 dollari dal Legal Aid Board (gli avvocati dei genitori dei bimbi con danni neurologici apparentemente legati all’Mmr) per cercare prove da utilizzare in un’eventuale azione legale contro le industrie farmaceutiche; e ‘Lancet’ lo accuso’ di non aver dichiarato l’eventuale conflitto di interesse che avrebbe potuto influenzare le sue ricerche

Agi

I papà giapponesi non si prendono cura dei figli

Monday, 12/6/2006

famiglia giapponesePiù dell’80% dei padri che ha bambini al di sotto i 12 mesi lascia quasi interamente alle mogli la cura dei bambini. E le mogli? Per il momento ci stanno, ma il malumore serpeggia.
Solo il 9%, però, alza un po’ la voce e accusa i mariti di disinteressarsi dei figli.
Per le mamme giapponesi (94,7% ) i papà possono – al massimo – far giocare i piccini. E mica tutti i giorni! Si accontentato di mollare il pupo un paio di volte la settimana. Non di più.
E solo per un momento ludico. Quando si tratta di nutrirli o di metterli a nanna ecco le donne del Sol levante si spaccano  e solo il 50% dice si farsi aiutare  dai mariti.
Questa fotografia di un Giappone un po’ in ritardo sui nuovi ruoli parentali è stata pubblicata oggi dal quotidiano ‘Yomiuri’. Stupisce – ma fino ad un certo punto – che le donne orientali siano ancora così “incastonate? in ruoli che per noi occidentali sono quasi anacronistici. Eppure, fra le donne giapponesi qualcosa si muove.
Rispetto a 10 anni fa, infatti, quando le aspettative di farsi aiutare dal papà nella gestione del bebè erano del 74%, quest’ultima indagine rivela che la percentuale delle donne che timidamente dichiarano che sarebbero più contente se i papà si facessero maggiormente carico dei figli è salita all’82%.
Controtendenza, invece, per quanto riguarda la cura della casa. Se verso la metà degli anni Novanta il 50,8% delle mogli giapponesi auspicava un maggiore aiuto da parte dei mariti, oggi questa percentuale e’ scesa al 41,2.
La moderazione è virtù orientale

 
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