Archivio di 11/1998

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Wednesday, 25/11/1998

Un abete trapunto di stelleMaria Luisa Luciani Ranier dipinge acquarelli, crea fiori di carta tanto belli da sembrare freschi, ricama come devono farlo gli angeli del paradiso. E di mestiere fa la decoratrice per feste di battesimo, matrimoni, compleanni. Dalle sue mani (ma sono le idee che contano) escono ghirlande mantegnesche e festoni che sembrano maioliche di Luca della Robbia. A Giacomino ha regalato due o tre idee per dare il benvenuto al Natale senza le convenzionali lucette intermittenti o le noiose palline innevate che si comprano a due lire sulle bancarelle.
“Che cosa  consiglia di mettere sulla porta per dare un benvenuto natalizio agli ospiti?”
Ad esempio una bella ghirlanda di noci, mandorle e nocciole. Per farla, occorre comprare dal fioraio una treccia tonda in midollino. Le noci vi andranno incastonate (usando il vinavil) come fossero gemme preziose. Per appenderlo, usate un nastro scozzese o a righe rosse e oro.
“E per la tavola della vigilia e del 25?”
Su una bella tovaglia di moiré verde muschio, applicate per lungo, con un fiocco al centro, un bel nastro d’oro alto almeno tre dita, ma che sia di quelli che restano gonfi! Tagliate a coda di rondine le cocche del fiocco e fissate il resto del nastro, con  degli spilli (che non si vedano, mi raccomando), ai lembi della tovaglia.
“E per avere un albero di Natale un po’ speciale?”
Io lo farò argentato e azzurro. Come? Comprerò un abete finto e, tanto per iniziare, sul vaso di terracotta, applicherò un cordoncino azzurro. Sulle fronde, poi, distribuirò una festa di pacchettini argentati e celesti, fabbricati dalla sottoscritta, incartando, legandoli con nastrini color di luna, scatole di fiammiferi, di medicine oppure portarullini, cioccolatini. Insomma un alberello carico di cielo e di astri lucenti. Poi c’è quello con le campanelle dorate e i fiocchetti rossi, oppure quello con i giocattolini di legno: cavallucci a dondolo, soldatini, carillon. Infine c’è l’albero di Natale “biscottato”…
“Cioè?”
Cioè carico di biscottini come fossero i frutti suoi. In certi negozi si trovano le formine di latta fatte apposta. Hanno un buchetto in cima per infilarci il nastrino (consiglio di nuovo il nastro scozzese che fa molto Santa Claus) da appendere alle fronde dell’abete ecologico. Alle cuoche provette, ma anche alle improvvisatrici, il compito di impastar pasta frolla (la ricetta semplice semplice: 300 grammi di farina, 200 di burro e 100 di zucchero) e poi di infornare orsetti, margherite, conigli, lunette. Buon appetito ai bambini golosi e buon Natale a tutti.

Ester Ponti  

I FIORI DI BACH

Wednesday, 25/11/1998

I FIORI DI BACH
di Claudia Giannini
Perché non tentare con qualche goccia d’acqua? Se il pupo urla e sbraita tutta la notte, se sputazza in giro la pappa precipitando nella costernazione la mammina apprensiva, se picchia selvaggiamente i compagni di scuola o, divorato dalla gelosia, approfitta di ogni momento di distrazione degli adulti per tentare di far fuori il fratellino nuovo di zecca, se è timido, insicuro, mammone, oppure ribelle, maleducato, aggressivo, insonne o dormiglione, fifone o spericolato, qualche goccia d’acqua potrebbe rivelarsi un soprendente toccasana. Non un’acqua qualsiasi, va da sé, ma quella particolarissima acqua per così dire dinamizzata, attivata dall’energia di particolari fiori che in essa sono stati opportunamente immersi, nota come Fiori di Bach.. Delle piante che in essa sono stati immersi, l’acqua dei Fiori di Bach non conserva che l’energia, le vibrazioni, e assolutamente nulla della sostanza, ciò che la rende perfettamente fruibile anche da parte delle persone allergiche.
Reperibili senza troppe difficoltà nelle erboristerie e in alcune farmacie,  i Fiori di Bach comprendono 38 diversi preparati, adatti alla cura della salute pischica e dei mali sprituali e fisici, con l’aggiunta di un trentanovesimo preparato di emergenza, per le situazioni di choc fisico o psichico. I 38 preparati possono essere variamente combinati tra loro per risolvere tutta un’ampia gamma di emozioni negative, dall’apprensione all’ansia, dall’incertezza all’indecisione, dall’abbattimento alla gelosia, dall’astenia alla scarsa considerazione di sé, e così via. Per la prescrizione, si può ricorrere ad appositi terapeuti, oppure fare da sé, consultando qualcuno dei numerosissimi libri in commercio. Ottimi quelli di Mechtild Scheffeld, edizioni Tea pratica. 
Le preparazioni contengono una minima dose di alcool, addirittura inferiore, tuttavia, anche a quella dei preparati omeopatici, ciò che le rende adatti anche ai più piccini. Nel caso dei bambini allattati al seno, sarà sufficiente che i Fiori siano assunti dalla mamma. Poiché i Fiori agiscono solo nel ristabilire l’armonia, non c’è da temere eccessi nel dosaggio né errori nella prescrizione: alla peggio, non avranno nessun effetto. Al contrario, una prescrizione azzeccata (impresa tutt’altro che impervia, tanto più che un bambino piccolo, messo davanti alle 38 bottigliette, afferra in genere da sé quelle che meglio fanno al suo caso: provare per credere) produce effetti che nei più piccini sono di soprendente efficacia e rapidità.
I casi buoni per essere trattati con i Fiori di Bach sono i più diversi: dal bambino iperattivo all’astenico, dall’asociale a quello con difficoltà scolastiche, dal lattante con il sonno disturbato all’adolescente insicuro e complessato, al bambino introverso e piagnucoloso al marmocchio pestifero e asociale, dal pupo scarno e inappetente al famelico trituratore di merendine bisunte.

Asma e bambini

Wednesday, 25/11/1998

Asma e bambini
di Brigida Stagno
 
Tosse frequente, respiro affannoso, espettorato denso, raucedine: sono i sintomi dell’asma - una malattia in aumento soprattutto tra i più  piccoli - che può  mettere in crisi perfino i genitori meno apprensivi. In Italia ne soffre il 4-5 per cento dei bambini fino agli 8  anni.
A provocare   l’asma   è   un  fenomeno  detto   iperreattività  bronchiale   “I  bronchi - spiega  il   professor   Emanuele  Errigo,  docente  di  Allergologia  e Immunologia  Clinica   dell’Università  di  Roma “ La  Sapienza “ – reagiscono  in maniera  esagerata  agli  stimoli   banali , come uno sbalzo  di temperatura  o la polvere   di  casa e la muscolatura   delle loro  pareti  si   contrae   in  maniera eccessiva. In  un secondo  tempo – aggiunge -   i  bronchi    si infiammano    e si riempiono  di una  grande  quantità   di  muco .  I  due    fenomeni    portano  insieme  a un restringimento   del loro  diametro che crea  un ostacolo  al    passaggio   dell’aria: da   qui  la respirazione   molto  difficile  e la   sensazione  di soffocare , tipiche  della  crisi  asmatica”.
Ma quali sono  le cause ? “Innanzitutto  bisogna  distinguere  tra asma   allergica e non .  Nell’asma  allergica  a  scatenare l’attacco  sono  i  pollini  delle   piante, gli acari della polvere, i peli degli  animali, soprattutto  i gatti , e  alcuni  cibi  che contengono le proteine dell’uovo  o  del  latte .
Una delle principali  cause  dell’asma  di natura non  allergica è  invece  lo  smog   che  irrita  le  pareti  del  bronco. Anche  l’inquinamento all’interno delle case  gioca comunque  la  sua  parte: sono pericolosi soprattutto il  fumo passivo  di sigaretta  e le muffe , così  come  le  sostanze  tossiche contenute   nelle vernici  , nei detersivi e nei  detergenti. Per  non parlare  poi del fattori  ereditari: se la mamma o il papà sono asmatici , lo sarà  con  molte probabilità anche il figlio. Se uno dei  genitori è allergico il rischio per il bambino di  avere l’asma è del  40 per cento, se lo sono entrambi, il rischio sale all’80 per cento.
Come si cura l’asma del bambino?
 Oggi esistono farmaci molto potenti – spiega il professor Errigo – che hanno reso la qualità della vita del bambino asmatico di gran lunga migliore sia perché diminuiscono il numero delle crisi, sia perché vanno somministrati una sola volta al giorno. Per la terapia si usano i cortisonici che riducono l’infiammazione (sempre presente anche quando apparentemente il bambino sta meglio) e i broncodilatatori che provocano il rilassamento immediato della muscolatura dei bronchi rendendo normale la respirazione. Entrambi vengono somministrati per via inalatoria in bombolette da spruzzare in gola oppure via aerosol.
Nella forma allergiche è importante individuare la causa scatenante e fare prevenzione, cioè cominciare il vaccino (tanto più che oggi esistono vie alternative alla classica iniezione) per bocca o sotto la lingua.
Ma attenzione: il bimbo asmatico non deve essere tenuto sotto una campana di vetro. Anzi può e deve avere una vita normale. “ Può giocare con altri bambini e fare sport – a patto che scelga l’attività fisica più adatta – come il nuoto, il ciclismo non agonistico e lo sci. E’ invece da evitare la corsa libera che può scatenare la cosiddetta “asma da esercizio fisico” la creisi che inizia qualche minuto dopo aver finito l’allenamento” conclude Errigo.
A Roma, l’11 per cento dei bambini fra i 6 ed i 7 anni ed il 10,4% dei ragazzi fra i 13 ed i 14 anni soffre di asma bronchiale. Smog e fumo passivo sono i principali imputati e non solo nella Capitale, ma in tutta Italia dove si stima che un bambino su 10, al di sotto dei 12 anni, debba fare i conti – fin dal primo anno di vita – con questa malattia. 
La Federasma – che da anni si batte, tra l’altro, per promuovere campagne di informazione e per sollecitare interventi legislativi che riconoscano l’asma e le malattie allergiche come malattie sociali, ha un sito Internet (fai clic qui per entrare) di grande interesse: news, forum, pneumologi che rispondono alle domande del pubblico, e tutte le strutture specializzate per la cura dell’asma.

Omeopatia

Wednesday, 25/11/1998

Curare i bambini con l’Omeopatiadi Giustina Scandaletti

Intervista alla dott.ssa Marta Benetollo allieva della Scuola di Omeopatia del prof. Antonio Negro.

Sempre più genitori scelgono di curare i propri figli con l’omeopatia. Quali sono i vantaggi nell’ambito pediatrico rispetto alla cosiddetta medicina ” ufficiale”?

La medicina omeopatica - sia in campo pediatrico come anche in altre specialità - offre il vantaggio di considerare la persona “in toto” e di rafforzare le sue difese. Meglio ancora: arriva a mantenere quell’importante equilibrio in cui consiste quella che generalmente chiamiamo “salute”. Inoltre, l’approccio terapeutico è molto più dolce rispetto alla cosiddetta medicina ufficiale di cui integra e non ostacola l’attività. Tant’è che prima di ottenere la specializzazione in questo campo - attestata al termine di un serio ed impegnativo corso - bisogna aver completato gli studi universitari di Medicina.

Oggi è diventata un po’ una moda la ricerca di strade diverse per raggiungere il traguardo della propria salute. Che credenziali offre l’omeopatia rispetto alle medicine alternative?

Direi che l’omeopatia vanta ormai un paio di secoli di esperienza proprio sulla natura dell’uomo europeo e sulle sue patologie. Certi dogmatismi si sono per fortuna distrutti strada facendo, e si è invece perfezionato l’approccio con il paziente. 

Ma qual è il migliore approccio all’omeopatia, è necessario portare il bambino da un omeopata?

Più che di necessità parlerei di opportunità. Ma la cosa più importante è avere costanza negli incontri con il medico.

Come si svolge una visita dall’omeopata?

E’ in tutto simile a quella classica. 

Molto importante è il colloquio con i genitori per conoscere approfonditamente gusti, attitudini ed abitudini del bambino. La differenza è nei rimedi che verranno eventualmente presi. 

In questo periodo i bambini sono minacciati dai cosiddetti mali di stagione, e – se vanno a scuola – rischiano di contagiarsi facilmente a vicenda. Come interviene, in questi casi, l’omeopatia?

Rafforzando le difese dell’organismo il che significa preparalo meglio ad affrontare eventuali aggressioni stagionali.

Quali limiti incontra l’omeopatia?

La Medicina omeopatica affianca e non si serve delle stesse armi della medicina tradizionale. Parte da punti di vista diversi. Certo, ad esempio, non può sostituire la Chirurgia anche se talora, attraverso la prevenzione, abbiamo visto che può limitarne l’intervento.

Per qualsiasi ulteriore informazione la dott.ssa Marta Benetollo sarà lieta di rispondere alle vostre domande. Potrete inviare le vostre lettere all’indirizzo Internet CSCANDA@TIN.IT

logopedista

Wednesday, 25/11/1998

L’ESPERTOIntervista alla Dott.ssa Barbara Ardito

Logopedista dell’Istituto di Psicologia del CNR di Roma

Chi è il logopedista?

E’ l’esperto che si occupa dei problemi del linguaggio dei bambini e degli adulti.

Quando i bambini cominciano a parlare?

Premesso che i bambini sono diversi, è utile fare confronti con i figli degli amici per qualità positive in generale, ma può essere dannoso fare delle graduatorie sul chi è il più bravo. I bambini possono dire le prime parole tra gli 8 e i 18 mesi, è inutile spaventarsi se l’altro parla prima.

Il bambini di 12 e 14 mesi usa anche i gesti (Per esempio: indica un oggetto, ce lo porge, ce lo fa vedere) ed è bene mostrare che si capisce. In questa fase il bambino comprende molte parole ed inizia a produrne qualcuna fino ad usare due parole formulando pian piano una frase.

Quali sono i segnali e a che età bisogna preoccuparsi?

I segnali sono diversi e dipende appunto dall’età. Si potrebbe verificare fin dai primi mesi se il bambino non reagisce ai suoni (mentre dorme non viene disturbato dall’agitare delle chiavi o da un rumore insolito).

Verso i 24-26 mesi se dice poche parole (meno di trenta); 

altro segnale verso i 4 anni se dice male alcune parole (tatta al posto di tazza, ci invece di si, lota per rosa).

Ancora se a 6 anni circa, all’entrata della scuole elementari, il bambino manifesta grossi problemi a leggere e a scrivere (non riconosce le lettere, le inverte, riesce a leggere e non a scrivere o viceversa).

E per quel che riguarda la balbuzie?

Da piccoli, (3-4 anni) non c’è da preoccuparsi, non bisogna sottolineare le difficoltà del bambino o prenderlo in giro,

ma aiutarlo ad esprimersi per evitare che vada in ansia. Se il disturbo persiste ed è molto invadente allora è consigliabile rivolgersi ad un esperto.

Che consiglio dare alle mamme?

Sono piccoli problemi che insieme genitori, figli e logopedista potranno risolvere.

Consiglio di non spaventarsi ma anche di non aspettare perché queste cose non seguite possono creare disagi nella crescita e quindi in futuro.

Le tonsille: i cani da guardia del nostro organismo

Wednesday, 25/11/1998

Le tonsille: i cani da guardia del nostro organismoIntervista al dottor Vinicio Di Biasio Medico Chirurgo specialista in Otorinolaringoiatria

Gola arrossata. Febbre alta. Antibiotici. Una “via crucis” per molti bambini. E per i loro genitori che – alle parole del medico ” deve togliere le tonsille” - vanno letteralmente in crisi. Vediamo, allora, di far luce su un argomento che riguarda da vicino molti bambini e turba la serenità di mamme e papà.

D – Cosa sono le Tonsille e a cosa servono?

R – Per usare un linguaggio figurato, possiamo definire le Tonsille come due cani da guardia del nostro organismo. Aggrediscono i germi che entrano dalla bocca, e riscaldano l’aria che immettiamo nei polmoni.

D – Quand’è che vanno tolte?

R - Quando si ammalano. Allora non sono più in grado di assolvere a questa funzione di “filtro” e, invece di difendere l’organismo, causano danni: nefriti, reumatismi, miocardite, endocardite, linfonodi del collo (laterocervicale) ingrossati, otiti.

D – I bambini, però, soffrono quasi tutti di mal di gola. Allora le tonsille vanno tolte a tutti?

R – No, certamente. Le Tonsille non vanno tolte solo perché il bambino ha qualche semplice mal di gola! Il campanello d’allarme deve suonare, invece, quando per 3-4 volte all’anno, si presentano tonsilliti batteriche con febbre alta.

D – Come distinguere una tonsillite batterica da un semplice mal di gola?

R – Solo il medico può diagnosticare una tonsillite batterica, e per farlo deve visitare il paziente e non può accontentarsi di un resoconoto telefonico approssimativo fatto dalla madre.

D – E’ sempre necessario intervenire chirurgicamente sulle tonsille malate?

R – No. Non tutte le tonsille che si infiammano devono necessariamente essere tolte. Si può tentare di curarle con antibiotici specifici che il medico prescrive dopo l’esame colturale che evidenzia il tipo di batterio.

D – A che età vanno tolte le Tonsille?

R – Se è necessario operare, è bene aspettare che il bambino abbia 3-4 anni.

D – E’ vero che i bambini che tolgono le Tonsille ingrassano?

R – No. E’ vero, però, che un bambino in salute mangia più volentieri.

D – C’è un periodo dell’anno in cui è preferibile fare l’intervento alle Tonsille?

R – E’ consigliabile la primavera e l’autunno, ma semplicemente per evitare colpi d’aria o broncopolmoniti che avrebbero terreno fertile su un fisico provato da un intervento chirurgico.

D – Spesso, a braccetto delle Tonsille vanno le Adenoidi. Quando è necessario intervenire anche su queste?

R – Le Adenoidi vanno tolte quando causano ricorrenti otiti, apnea notturna, rinorrea persistente.

D – L’intervento è traumatico?

R – No, si può fare anche in day hospital, e comunque basta una sola notte di degenza.

LA PRIMA VOLTA DALL’OCULISTA: OCCHIALI SI, OCCHIALI NO

Wednesday, 25/11/1998


LA PRIMA VOLTA DALL’OCULISTA: OCCHIALI SI, OCCHIALI NO

Intervista al dottor Maurizio Terrana, Medico Chirurgo specialista in Clinica Oculistica e

Chirurgia Oculare presso la Fondazione G.B.Bietti per

l’Oftalmologia di Roma

D – A che età bisogna cominciare a controllare la vista?

R – Verso i 2 o 3 anni.

D – Non è un po’ troppo presto per una visita specialistica?

R – No, perchè se il bambino ha un difetto della vista bisogna scoprirlo e correggerlo al

più presto.

D – Cosa intende per difetto della vista?

R – La miopia, cioè la difficoltà a vedere da lontano. L’ipermetropia, la difficoltà a

vedere da vicino. L’astigmatismo che non permette una buona visione né da vicino né da

lontano.

D – In cosa consiste la prima visita oculistica?

R – I bambini piccoli, non sapendo leggere, vengono messi di fronte a disegni molto

semplici come la casa, l’albero ecc. di diverse grandezze. Per una corretta determinazione,

comunque, è necessario procedere ad una verifica del difetto con uno speciale apparecchio

computerizzato e dopo aver messo gocce di atropina (o sostanze simili) nell’occhio.

Personalmente, vado per gradi. Se il bambino risponde

bene al tabellone non procedo con le ulteriori verifiche per non spaventarlo. Se, invece,

ritengo necessaria la verifica chiedo ai genitori di collaborare lasciando che siano loro – a

casa - a mettere le gocce. L’esperienza mi ha insegnato che i questo modo i bambini non si

traumatizzano e collaborano meglio durante la visita.

D – Quando, invece, prescrivere gli occhiali?

R – Quando c’è un difetto elevato della vista e soprattutto quando c’è una diversa

gradazione nei due occhi, come nel caso dell’Ambliopia.

D – E se un bambino rifiuta gli occhiali rischia di peggiorare il difetto?

R – No, se il difetto è leggero. In genere, però, i bambini piccoli si lasciano convincere

abbastanza facilmente a indossare gli occhiali. I problemi, invece, insorgono nei più

grandicelli. Verso i 12 – 13 anni gli occhiali possono rappresentare per loro un grosso

problema psicologico.

D – Allora, cosa fare?

R – Se i ragazzi dimostrano senso di responsabilità possono usare le lenti a contatto

D – E’ se chiedono di eliminare il problema delle lenti con un intervento chirurgico?

R - Purtroppo non è possibile. Gli interventi di chirurgia refrattiva si possono fare solo

quando il difetto di vista si è stabilizzato cioè verso i 20 – 25 anni.

D – Bisogna aspettare la maggiore età, quindi, per poter dire addio agli occhiali?

R – Si. Tra l’altro questo intervento – che oramai è più che collaudato – necessita di

apparecchiature molto costose (laser ad eccimeri) che soltanto poche strutture possono

permettersi e non sono strutture pubbliche.

CONVENZIONE INTERNAZIONALE SUI DIRITTI DELL’INFANZIA

Wednesday, 25/11/1998

CONVENZIONE INTERNAZIONALE SUI DIRITTI DELL’INFANZIA


Approvata dall’assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 e ratificata dall’Italia con Legge del 27 maggio 1991 n. 176. 

1. Il bambino (o bambina) è ogni essere umano fino a 18 anni 

2. Gli Stati devono rispettare, nel loro territorio, i diritti di tutti i bambini: handicappati, ricchi e poveri, maschi e femmine, di diverse razze, di religione diversa, ecc. 

3. Tutti coloro che comandano devono proteggere il bambino e assicurargli le cure necessarie per il suo benessere. 

4. Ogni Stato deve attuare questa Convenzione con il massimo impegno per mezzo di leggi , finanziamenti ed altri interventi. In caso di necessità gli Stati più poveri dovranno essere aiutati da quelli più ricchi. 

5. Gli Stati devono rispettare chi si occupa del bambino. 

6. Il bambino ha diritto alla vita. Gli Stati devono aiutarlo a crescere. 

7. Quando nasce, un bambino ha diritto ad avere un nome, ed essere registrato, ed avere l’affetto dei genitori. 

8. Il bambino ha diritto al proprio nome, alla propria nazionalità e a rimanere sempre in relazione con la sua famiglia 

9. Il bambino non può essere separato, contro la sua volontà, dai genitori. La legge può decidere diversamente quando il bambino viene maltrattato. Il bambino separato dai genitori deve mantenere i contatti con essi. Quando la separazione avviene per azioni di uno Stato (carcerazione dei genitori, deportazione ecc.) il bambino deve essere informato del luogo dove si trovano i suoi genitori. 

10. Il bambino ha diritto ad andare in qualsiasi Stato per unirsi ai genitori. Se i genitori abitano in Stati diversi, il bambino ha diritto a mantenersi in contatto con loro. 

11. Il bambino non può essere portato in un altro Stato illecitamente. Tutti gli Stati si devono mettere d’accordo per garantire questo diritto. 

12. Il bambino deve poter esprimere la propria opinione su tutte le cose che lo riguardano. Quando si prendono decisioni che lo interessano, prima deve essere ascoltato. 

13.Il bambino ha diritto di esprimersi liberamente con la parola, lo scritto, il disegno, la stampa ecc. 

14. Gli Stati devono rispettare il diritto del bambino alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione. 

15. Il bambino ha diritto alla libertà di associazione e di riunione pacifica. 

16. Il bambino deve essere rispettato nella sua vita privata. Nessuno può entrare a casa sua, leggere la sua corrispondenza o parlare male di lui. 

17. Il bambino ha diritto a conoscere tutte le informazioni utili sul suo benessere. Gli Stati devono: far fare libri, film ed altro materiale utile per il bambino; scambiare con gli altri Stati tutti i materiali interessanti adatti per i bambini; proteggere i bambini dai libri o da altro materiale dannoso per loro. 

18. I genitori (o tutori legali) devono curare l’educazione e lo sviluppo del bambino. Lo Stato li deve aiutare rendendo più facile il loro compito. 

19. Gli Stati devono proteggere il bambino da ogni forma di violenza. 

20. Lo Stato deve assistere il bambino che non può stare con la sua famiglia affidandolo a qualcuno. Chi si occupa del bambino deve rispettare le sue abitudini. 

21. Gli Stati devono permettere l’adozione nell’interesse del bambino. L’adozione deve essere autorizzata dalle autorità con il consenso dei parenti del bambino. Se l’adozione non può avvenire nello Stato del bambino, si può fare in un altro Stato. L’adozione non deve mai essere fatta per soldi. 

22. Gli Stati devono cercare di unire alla sua famiglia il bambino separato e, se non ha famiglia, lo Stato lo deve proteggere come qualsiasi altro bambino. 

23. Il bambino svantaggiato fisicamente e mentalmente deve vivere una vita completa e soddisfacente. Gli Stati devono scambiarsi tutte le informazioni utili per migliorare la vita dei bambini disabili e devono garantire l’assistenza gratutita se i genitori o i tutori sono poveri. Inoltre bisogna fornire al bambino occasioni di divertimento. 

24. Il bambino deve poter vivere in salute anche con l’aiuto della medicina. Gli Stati devono garantire questo diritto con diverse iniziative : fare in modo che muoiano meno bambini nel primo anno di vita; garantire a tutti i bambini l’assistenza medica; combattere le malattie e la malnutrizione fornendo cibi nutritivi ed acqua potabile; assistere le madri prima e dopo il parto; informare tutti i cittadini sull’importanza dell’allattamento al seno e sull’igiene; aiutare i genitori a prevenire le malattie e a limitare le nascite. 

25. Il bambino che è stato curato deve essere controllato periodicamente. 

26. Ogni bambino deve essere assistito in caso di necessità, di malattia o necessità economica, tenendo conto delle possibilità dei genitori o dei tutori. 

27. Ogni bambino ha diritto a vivere bene. Gli Stati devono aiutare la famiglia a nutrirlo, a vestirlo, ad avere una casa, anche quando il padre si trova in un altro Stato. 

28. Il bambino ha diritto all’istruzione. Per garantire questo diritto gli Stati devono: fare le scuole elementari obbligatorie per tutti; fare in modo che tutti possano frequentare le scuole medie; aiutare chi ha capacità a frequentare le scuole superiori; informare i bambini sulle varie scuole che esistono. Gli Stati devono controllare anche che nella scuola siano rispettati i diritti dei bambini. 

29. L’educazione del bambino deve: sviluppare tutte le sue capacità rispettare i diritti umani e le libertà; rispettare i genitori, la lingua e la cultura del Paese in cui egli vive; preparare il bambino ad andare d’accordo con tutti; rispettare l’ambiente naturale. 

30. Il bambino che ha una lingua o una religione diversa ha diritto di unirsi con gli altri del suo gruppo per partecipare ai riti e parlare la propria lingua. 

31. Il bambino ha il diritto di giocare, di riposarsi e di svagare. Gli Stati devono garantire a tutti questo diritto. 

32. Il bambino non deve essere costretto a fare dei lavori pesanti o rischiosi per la salute. Gli Stati devono approvare delle leggi che stabiliscano a quale età si può lavorare, con quali orari e in quali condizioni. Devono punire chi non le rispetta. 

33. Gli Stati devono proteggere il bambino contro le droghe ed evitare che sia impiegato nel commercio della droga. 

34. Gli Stati devono proteggere il bambino dallo sfruttamento sessuale. 

35. Gli Stati devono mettersi d’accordo per evitare il rapimento, la vendetta o il traffico dei bambini. 

36. Gli Stati devono proteggere il bambino da ogni forma di sfruttamento. 

37. Nessun bambino deve essere sottoposto a tortura o punizioni crudeli. Se un bambino deve andare in prigione, deve essere per un motivo molto grave e per un breve periodo. In carcere deve essere rispettato, deve mantenere i contatti con la famiglia e deve essere tenuto separato da carcerati adulti.

Dei diritti e dei minori

Progetto ideato
 dal Teatro del Buratto e da Coop Lombardia
in collaborazione con 
Pandora 

Scuole Elementari dell’Istituto Comprensivo “Tommaso Grassi”

I Diritti dei Minori è il tema di un’iniziativa che coinvolge più di trecento bambini di due Scuole Elementari di Milano e che ha come esito finale l’allestimento di una mostra animata che verrà installata all’interno del Centro Commerciale COOP di P.le Lodi e che potrà essere fruita nel mese di aprile e maggio da tutti gli alunni delle scuole coinvolte, dai loro genitori e parenti, dalle altre scuole del quartiere e da tutti i clienti del Centro Commerciale. 

Il progetto nasce dalla collaborazione tra il Teatro del Buratto e Coop Lombardia che hanno alle spalle già altre iniziative condivise rivolte all’infanzia e ha uno spunto: l’apertura a Milano in Piazzale Lodi di un nuovo Centro Commerciale. Il Teatro del Buratto, attento conoscitore del mondo dei bambini, offre, nella realizzazione di questo progetto, un approccio creativo tramite lo specifico artistico di cui è portatore e la Coop rinnova il suo impegno in attività sociali legate alla scuola e al territorio. Da sempre, infatti, investe risorse economiche ed umane al fine di diffondere i valori e la pratica dell’impegno collettivo e della solidarietà.

“Sappiamo che il tema ha il sapore della riflessione tra adulti e per adulti – dicono Gianfranco Bella e Marco Muzzolon, i due registi del progetto per il Teatro del Buratto -  ma in questo caso non è così: 

si esprimono i bambini, stimolati dagli strumenti che sono in nostro possesso e che bene conosciamo, esprimono la loro creatività. Sono i mittenti e i destinatari di questa comunicazione e la mostra sarà il dono che essi stessi faranno al mondo degli adulti e anche agli altri bambini”.

Immediatamente dopo aver affrontato con gli operatori della Cooperativa Pandora il piano informativo culturale legato al tema dei diritti dei minori (a partire dalla Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia), i bambini sono stati coinvolti in attività laboratoriali che sollecitassero la loro creatività con strumenti artistici. 

 

Più di duecento bambini (delle classi I, II, III e  V classi della Scuola Elementare di via Pietro Colletta e di via Monte Velino) divisi in tre differenti laboratori: pittura, scultura e video. 

Facendo leva sull’entusiasmo dei bambini, gli artisti li hanno indotti ad abbandonare gli stereotipi per creare divertendosi, senza la preoccupazione di dimostrare le proprie abilità, ma cercando di lasciare una traccia delle proprie emozioni. 

La pittura è intesa come qualcosa da “manipolare”, che possa vivere e svilupparsi. Tenendo sempre conto dell’età e delle suggestioni dei bambini, si sono individuati i vari modi dell’espressione pittorica: fumetto, astrattismo, realismo e le varie tecniche: collage, velature, mosaico. 

La scultura è suggerita come assemblaggio e trattamento degli oggetti e dei materiali.
I bambini hanno utilizzato vecchi oggetti o quelli d’uso quotidiano. Poi hanno inserito foto e loro scritti.

Infine hanno esplorato le infinite possibilità di utilizzo del video. Dalla documentazione alla produzione, raccogliendo immagini dalla televisione o da videocassette, fino a registrare opinioni e testimonianze e a ipotizzare spot.

Per tutti è poi arrivata la fase conclusiva in cui scegliere i materiali prodotti da esporre e da videoproiettare alla mostra. 

La mostra sarà allestita in un ambiente di 1.000 mq. lo spazio sarà dotato di strutture portanti che serviranno per l’esposizione delle opere. I lavori verranno raggruppati in stanze o aree per creare un percorso in cui i fruitori avranno una visione progressiva di come i bambini e i ragazzi hanno affrontato il tema dei Diritti dei Minori. E in piccoli gruppi (con interventi di 30 minuti ciascuno), i visitatori saranno invitati a seguire questo viaggio suggerito dai bambini; verranno catturati da suoni, luci, colori, parole, oggetti e la presenza di animatori favorirà il coinvolgimento dei presenti, la rielaborazione di questa esperienza, perché possa essere condivisa.

Mostra

Dei diritti e dei minori
Aperta al pubblico

TUTTI I SABATI

dal 6 APRILE (inaugurazione dalle ore14)

fino al 1 giugno escluso sabato 27 aprile

Ingresso dalle ore 15 alle ore 18

presso

Ipercoop Lodi
P.le Lodi – Milano

***

Per informazioni e prenotazioni
Teatro del Buratto: tel. 02 27002476
www.teatrodelburatto.it

carta internazionale dei diritti dell'infanzia

L’Unicef in aiuto dei bambini del Salvador

Con l’aiuto dei volontari e di giovani universitari, il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia è corso in aiuto della
popolazione del Salvador, colpita da un terribile terremoto, fornendo kit sanitari e per l’igiene personale, tavolette per purificare l’acqua, latrine portatili da utilizzare nei punti di soccorso, medicine di base e antibiotici a beneficio di 40 mila persone. L’Unicef ha distribuito anche sacche e serbatoi di acqua potabile. Per far fronte con tempestivita’ alle
drammatiche conseguenze prodotte dal terremoto che ha colpito El Salvador, l’Unicef-Italia chiede all’opinione pubblica di non dimenticare questa emergenza, rinnovando l’appello per aiutare i bambini del Salvador; si calcola infatti che tra i 50 e 100 mila siano i minori rimasti colpiti dal terremoto.


carta internazionale dei diritti dell'infanzia

Il mondo raccontato dai bambini: la Somalia’

E’ un’iniziativa promossa da RaiSat Ragazzi e dall’Unicef-Italia: ‘Il mondo raccontato dai bambini: la Somalia’, una serie di 15 brevi reportage diretti da Serena Laudisa, realizzati in Somalia con l’intento di avvicinare i ragazzi ad una realta’ radicalmente diversa dalla loro attraverso le testimonianze di coetanei; sono  ragazzi dagli 8 ai 16 anni a raccontare, con sguardo lucido e sereno, i problemi e le speranze di un paese che, dopo anni di guerra civile, sta lentamente riconquistando stabilita’. I reportage affrontano tutti gli aspetti della vita dei bambini somali, da quelli piu’ duri come la guerra, la poverta’, il lavoro minorile, la carenza di strutture scolastiche e sanitarie a quelli legati alla vita di tutti i giorni: l’organizzazione domestica e familiare, le tradizioni culturali, la scuola, il gioco e l’amore per gli animali.

Il mondo raccontato dai bambini: la Somalia andrà in onda dal 6 febbraio sul canale satellitare distribuito dalla ‘piattaforma D+’, ogni martedi’ e giovedi’ alle ore 13.00  all’interno del magazine ‘Giga’. 

carta internazionale dei diritti dell'infanzia

La DIVERSITA’ non deve creare OSTILITA’ 

  “Non esiste diversita’ tra gli esseri umani che abbia titolo ad essere fonte di odio. Con queste 
parole il presidente del Consiglio Giuliano Amato ha chiuso la sua lezione sulle cause del razzismo tenuta di fronte ad un centinaio di studenti di scuola media, a Palazzo Marini. 
  Le diversita’ ci sono e sono ‘’figlie della cultura e delle abitudini'’- ha spiegato Amato - ma e’ inaccettabile che le differenze significhino l’accettazione di chi sta sotto e di chi sta sopra'’.  Ed ha ribadito l’importanza di un mondo in cui le ‘’diversita”’ sono sempre piu’ a contatto l’una dell’altra.    ‘’Questa realta’ - ha spiegato - puo’ essere fonte di una gigantesca deflagrazione se prevale la cultura dell’ intolleranza. Ma puo’ essere invece fonte di una meravigliosa convivenza, se prevale la cultura di segno opposto, tra persone che non sono del tutto uguali. Solo in quest’ultimo caso avremo un modo piu’ felice e allegro'’. 
   Riferendosi al razzismo del periodo fascista, il presidente del Consiglio ha tra l’altro detto che questo venne imposto agli italiani anche perche’, in realta’, ‘’non lo sentivano, anzi 
erano contrari a queste forme di ostilita”’. Partendo da questo presupposto il premier ha sottolineato la necessita’ di fare un appello a questo spirito degli italiani perche’ non si 
riproducano quelle condizioni che rischiano oggi di far riaffiorare in Europa forme di razzismo.    ‘’L'idea della diversita’ come matrice di ostilita’ e’ figlia della cultura umana - ha aggiunto - e solo la cultura umana puo’ combatterla'’.    In questo quadro Amato ha fatto riferimento al ruolo fondamentale dell’insegnamento nella scuola. 

  ‘’Le devastazioni causate dal razzismo - ha tra l’altro detto il premier - sono gigantesche'’. E tutto e’ partito dal timore vero il diverso: visto come ‘’qualcuno che puo’ togliermi qualcosa'’. Amato ha citato come esempio positivo la nascita di un concetto univoco di nazione nei paesi dell’europa occidentale:concetto  che esiste a prescindere dalla concezione etnica, dal colore della pelle e dalla religione. Diversa la situazione nell’europa dell’Est dove le differenze di lingua o di religione hanno generato un razzismo, come nei balcani, che ha portato un odio feroce. 
  Le diversita’ non sono dunque dovute a ‘’stati naturali precostituiti'’: quindi non hanno senso preconcetti sulla superiorita’ di una razza sull’altra. Anche se questi preconcetti verso chi viene da fuori, chi e’ in qualche modo diverso, non sono stati ancora del tutto sradicati. ‘’Ci 
scommetto la testa - ha concluso Amato -, se capitasse a me, in quanto italiano, di travolgere con la mia auto un quattordicenne sul raccordo anulare i giornali titolerebbero: ‘falciato un quattordicenne’.; se capitasse invece ad un albanese, scriverebbero: ‘albanese uccide quattordicenne’. 

carta internazionale dei diritti dell'infanzia

Africa:LA GUERRA DEI DIAMANTI 

  In Africa poverta’ della gente e ricchezza del sottosuolo coesistono in un  paesaggio fatto di guerre e desolazione. E’ la ‘guerra dei diamanti’ dei paesi potenzialmente ricchi dissanguati da conflitti con centinaia di migliaia di morti. 
Nella Repubblica democratica del Congo (EX ZAIRE) la guerra è cominciata il 2 agosto 1998, quando la ribellione dei banyamulenge (congolesi tutsi di origine ruandese) si trasforma in una guerra che coinvolge militarmente sette paesi, un fatto senza precedenti nel continente africano. 
Ruanda e Uganda sostengono la ribellione. Zimbabwe, Angola, Namibia e Ciad (che pero’ ha ritirato le proprie truppe nell’aprile 1999) intervengono a fianco del regime di Laurent Desire’ Kabila. Il conflitto avrebbe causato centomila morti e un milione di profughi. 
Movente della guerra quello di impossessarsi dell’oro, dei diamanti o anche del legname di cui 
e’ al mondo uno dei paesi piu’ ricchi. 
In Angola- dove la pace è durata solo quattro anni - la guerra civile e’ riesplosa nel novembre 1998 tra le forze del presidente Jose’ Eduardo dos Santos e l’Unita di Jonas Savimbi. Il conflitto ha causato centinaia di migliaia di morti e oltre un milione di profughi. In ballo sono i giacimenti di diamanti e petrolio e le relative concessioni per lo sfruttamento. Nel giugno 1998 l’Onu ha varato sanzioni contro l’Unita per non aver ottemperato al piano di pace, congelando i suoi conti all’estero e mettendo al bando l’acquisto di diamanti estratti da zone minerarie sotto il suo controllo. Il 24 ottobre scorso le forze armate angolane hanno reso noto di aver espulso tutti i ribelli dell’Unita dalle zone di estrazione dei diamanti del paese. Si stima che l’Unita 
ricavi circa mezzo miliardo di dollari l’anno dalla vendita di diamanti. 
   La Sierra Leone e’ devastata dal marzo 1991 da una guerra civile condotta dal Fronte unito rivoluzionario (Ruf). Dopo l’accordo di pace firmato nel luglio ‘99 tra il leader del Ruf Sankoh e il presidente Kabbah, scontri, con la cattura anche di centinaia di soldati dell’Onu presenti nel Paese, ripresero nella primavera scorsa, pare in seguito al tentativo dei caschi blu di penetrare nelle zone di raccolta dei diamanti controllate da Sankoh. Si ritiene che i ribelli finanzino la loro guerra inviando sotto scorta il grosso della loro produzione in Liberia da dove poi raggiunge Anversa, il Medio Oriente e il Sudafrica con certificati di provenienza falsi per evitare controlli. Il 5 luglio scorso l’Onu ha deciso un embargo globale di 18 mesi contro l’esportazione dei diamanti della Sierra Leone.    Nel frattempo la comunita’ internazionale cerca di arginare 
il contrabbando e i traffici che alimentano le guerre in Africa. Il Canada ha proposto all’Onu di stabilire un Ufficio permanente di sorveglianza per arginare il traffico illegale di diamanti. 
La Svizzera, indicata dall’Onu come uno snodo internazionale del traffico illegale di diamanti, si e’ impegnata a rafforzare i controlli nelle aree ‘duty free’ dei suoi aeroporti. Nel luglio 
scorso al Congresso mondiale dei diamanti, tenutosi ad Anversa, le maggiori imprese del settore, inclusa la De Beers, e associazioni internazionali si sono impegnate per realizzare un 
sistema internazionale di certificazione ‘anti-ribelli’, un registro elettronico mondiale e una legislazione comune a tutti i paesi. 

carta internazionale dei diritti dell'infanzia

IL SUDAN LIBERA 2.500 BAMBINI-SOLDATO 

Piu’ di 2.500 bambini-soldato sono stati evacuati con un ponte aereo dalle zone di guerra del Sudan meridionale e condotti in zone sicure, dove potranno seguire programmi di riabilitazione ed  essere reinseriti nelle famiglie.  I  ragazzi, di eta’
compresa tra gli 8 e i 18 anni, erano stati smobilitati dai  campi militari sotto il controllo del Spla (Sudan People’s  Liberation Army) grazie agli accordi raggiunti nell’autunno
scorso tra il comandante del Spla e il Direttore generale  dell’Unicef, Carol Bellamy, che in quel periodo era in missione  nel sud del Sudan per una campagna di vaccinazione contro la  polio. Tutti i bambini evacuati verranno curati, accuditi e
protetti; quelli che, pur avendo ricevuto un addestramento  militare, non hanno partecipato direttamente ai combattimenti  saranno reinseriti nelle famiglie e nelle comunita’ di origine entro i prossimi 4-8 mesi. Avra’ tempi piu’ lunghi, invece, il
recupero dei ragazzi che sono stati costretti a combattere. Ma,  ha sottolineato il  Direttore dell’Unicef Carol Bellamy, la  soddisfazione per la liberazione di questi ragazzi non deve  farci dimenticare l’obiettivo dell’Unicef: liberare e aiutare
tutti gli altri 9.000 bambini che sono ancora impiegati come  combattenti  nel Sudan meridionale. L’Unicef ricorda dal 1946 ci  sono stati nel mondo piu’ di 150 conflitti, 130 dei quali  avvenuti nei paesi in via di sviluppo; solo nell’ultimo decennio  piu’ di due milioni sono rimasti uccisi in guerra, piu’ di 6  milioni sono stati feriti o menomati, piu’ di un milione sono  rimasti orfani o sono stati separati dai familiari, piu’ di 20
milioni di bambini hanno dovuto abbandonare la propria casa come  rifugiati o sfollati. 300 mila bambini sono ancora oggi  impiegati in oltre 30 conflitti nel mondo, come combattenti o  schiavi dei soldati. (ANSA).

convezione internazionale sui diritti dell’infanzia

Wednesday, 25/11/1998

carta internazionale dei diritti dell'infanzia
Giacomino è un giornale dedicato ai bambini. Per il profondo rispetto che ho verso i bambini e perché i loro diritti non siano mai calpestati vi invito a leggere con attenzione questa Convenzione. Leggetela ogni volta che vi capita di aprire questo sito. Commentate con i vostri figli ogni singolo articolo. Fatela vivere. Nei vostri cuori. Nelle vostre menti e in quelle di tutti i bambini che conoscete. Perché la conoscenza dei propri diritti aiuta ad essere più liberi.

Sara Musa

CONVENZIONE INTERNAZIONALE SUI DIRITTI DELL’INFANZIA
Approvata dall’assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 e ratificata dall’Italia con Legge del 27 maggio 1991 n. 176. 

1. Il bambino (o bambina) è ogni essere umano fino a 18 anni 

2. Gli Stati devono rispettare, nel loro territorio, i diritti di tutti i bambini: handicappati, ricchi e poveri, maschi e femmine, di diverse razze, di religione diversa, ecc. 

3. Tutti coloro che comandano devono proteggere il bambino e assicurargli le cure necessarie per il suo benessere. 

4. Ogni Stato deve attuare questa Convenzione con il massimo impegno per mezzo di leggi , finanziamenti ed altri interventi. In caso di necessità gli Stati più poveri dovranno essere aiutati da quelli più ricchi. 

5. Gli Stati devono rispettare chi si occupa del bambino. 

6. Il bambino ha diritto alla vita. Gli Stati devono aiutarlo a crescere. 

7. Quando nasce, un bambino ha diritto ad avere un nome, ed essere registrato, ed avere l’affetto dei genitori. 

8. Il bambino ha diritto al proprio nome, alla propria nazionalità e a rimanere sempre in relazione con la sua famiglia 

9. Il bambino non può essere separato, contro la sua volontà, dai genitori. La legge può decidere diversamente quando il bambino viene maltrattato. Il bambino separato dai genitori deve mantenere i contatti con essi. Quando la separazione avviene per azioni di uno Stato (carcerazione dei genitori, deportazione ecc.) il bambino deve essere informato del luogo dove si trovano i suoi genitori. 

10. Il bambino ha diritto ad andare in qualsiasi Stato per unirsi ai genitori. Se i genitori abitano in Stati diversi, il bambino ha diritto a mantenersi in contatto con loro. 

11. Il bambino non può essere portato in un altro Stato illecitamente. Tutti gli Stati si devono mettere d’accordo per garantire questo diritto. 

12. Il bambino deve poter esprimere la propria opinione su tutte le cose che lo riguardano. Quando si prendono decisioni che lo interessano, prima deve essere ascoltato. 

13.Il bambino ha diritto di esprimersi liberamente con la parola, lo scritto, il disegno, la stampa ecc. 

14. Gli Stati devono rispettare il diritto del bambino alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione. 

15. Il bambino ha diritto alla libertà di associazione e di riunione pacifica. 

16. Il bambino deve essere rispettato nella sua vita privata. Nessuno può entrare a casa sua, leggere la sua corrispondenza o parlare male di lui. 

17. Il bambino ha diritto a conoscere tutte le informazioni utili sul suo benessere. Gli Stati devono: far fare libri, film ed altro materiale utile per il bambino; scambiare con gli altri Stati tutti i materiali interessanti adatti per i bambini; proteggere i bambini dai libri o da altro materiale dannoso per loro. 

18. I genitori (o tutori legali) devono curare l’educazione e lo sviluppo del bambino. Lo Stato li deve aiutare rendendo più facile il loro compito. 

19. Gli Stati devono proteggere il bambino da ogni forma di violenza. 

20. Lo Stato deve assistere il bambino che non può stare con la sua famiglia affidandolo a qualcuno. Chi si occupa del bambino deve rispettare le sue abitudini. 

21. Gli Stati devono permettere l’adozione nell’interesse del bambino. L’adozione deve essere autorizzata dalle autorità con il consenso dei parenti del bambino. Se l’adozione non può avvenire nello Stato del bambino, si può fare in un altro Stato. L’adozione non deve mai essere fatta per soldi. 

22. Gli Stati devono cercare di unire alla sua famiglia il bambino separato e, se non ha famiglia, lo Stato lo deve proteggere come qualsiasi altro bambino. 

23. Il bambino svantaggiato fisicamente e mentalmente deve vivere una vita completa e soddisfacente. Gli Stati devono scambiarsi tutte le informazioni utili per migliorare la vita dei bambini disabili e devono garantire l’assistenza gratutita se i genitori o i tutori sono poveri. Inoltre bisogna fornire al bambino occasioni di divertimento. 

24. Il bambino deve poter vivere in salute anche con l’aiuto della medicina. Gli Stati devono garantire questo diritto con diverse iniziative : fare in modo che muoiano meno bambini nel primo anno di vita; garantire a tutti i bambini l’assistenza medica; combattere le malattie e la malnutrizione fornendo cibi nutritivi ed acqua potabile; assistere le madri prima e dopo il parto; informare tutti i cittadini sull’importanza dell’allattamento al seno e sull’igiene; aiutare i genitori a prevenire le malattie e a limitare le nascite. 

25. Il bambino che è stato curato deve essere controllato periodicamente. 

26. Ogni bambino deve essere assistito in caso di necessità, di malattia o necessità economica, tenendo conto delle possibilità dei genitori o dei tutori. 

27. Ogni bambino ha diritto a vivere bene. Gli Stati devono aiutare la famiglia a nutrirlo, a vestirlo, ad avere una casa, anche quando il padre si trova in un altro Stato. 

28. Il bambino ha diritto all’istruzione. Per garantire questo diritto gli Stati devono: fare le scuole elementari obbligatorie per tutti; fare in modo che tutti possano frequentare le scuole medie; aiutare chi ha capacità a frequentare le scuole superiori; informare i bambini sulle varie scuole che esistono. Gli Stati devono controllare anche che nella scuola siano rispettati i diritti dei bambini. 

29. L’educazione del bambino deve: sviluppare tutte le sue capacità rispettare i diritti umani e le libertà; rispettare i genitori, la lingua e la cultura del Paese in cui egli vive; preparare il bambino ad andare d’accordo con tutti; rispettare l’ambiente naturale. 

30. Il bambino che ha una lingua o una religione diversa ha diritto di unirsi con gli altri del suo gruppo per partecipare ai riti e parlare la propria lingua. 

31. Il bambino ha il diritto di giocare, di riposarsi e di svagare. Gli Stati devono garantire a tutti questo diritto. 

32. Il bambino non deve essere costretto a fare dei lavori pesanti o rischiosi per la salute. Gli Stati devono approvare delle leggi che stabiliscano a quale età si può lavorare, con quali orari e in quali condizioni. Devono punire chi non le rispetta. 

33. Gli Stati devono proteggere il bambino contro le droghe ed evitare che sia impiegato nel commercio della droga. 

34. Gli Stati devono proteggere il bambino dallo sfruttamento sessuale. 

35. Gli Stati devono mettersi d’accordo per evitare il rapimento, la vendetta o il traffico dei bambini. 

36. Gli Stati devono proteggere il bambino da ogni forma di sfruttamento. 

37. Nessun bambino deve essere sottoposto a tortura o punizioni crudeli. Se un bambino deve andare in prigione, deve essere per un motivo molto grave e per un breve periodo. In carcere deve essere rispettato, deve mantenere i contatti con la famiglia e deve essere tenuto separato da carcerati adulti.

Il trauma della guerra per i bambini del Kosovo

Wednesday, 25/11/1998

Il trauma della guerra per i bambini del KosovoNon solo morte e distruzione, per i bambini del Kosovo. Ma anche una piaga profonda nella loro anima. Solitudine. Rancore. Disperazione. Vendetta. Quanti e quali sentimenti, scavati dalle bombe. Quanti muri costruiti sulle macerie di famiglie smembrate, case abbandonate, pallottole impazzite!
Per aiutare i più piccoli a superare i traumi della guerra, l’Unicef ha attivato un’iniziativa che ha gia’ formato 121 specialisti nel recupero psicosociale di bambini traumatizzati: a Berat ha organizzato un corso di formazione per 20 insegnanti e 5 assistenti sociali, con l’aiuto di tre specialisti dei problemi del recupero psicosociale e sta preparando un corso di formazione per 80 operatori albanesi e kosovari, che verranno inviati in 12 prefetture per preparare 4.000 insegnanti.
Il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia, inoltre, continua a promuovere l’allattamento al seno  formando medici e infermieri che, in parte, hanno gia’ iniziato a lavorare nel primo
‘Spazio a misura di bambino’ di Tirana.

 
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