Esperto

Mercatini di Natale di Castione della Presolana (Bergamo)

Tuesday, 14/11/2017
Immagine in linea con il testo
Cultura e tradizioni della Valle Seriana
nel grande Natale di Castione della Presolana.
Sedici anni di mercatini e secoli di storia.

Corso di Giardinaggio

Wednesday, 25/2/2015
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Giardinaggio e orticultura: dalla teoria alla pratica
V Edizione, 2015 - Primavera

Saperi teorici e pratici per realizzare un orto o un giardino e diffondere le tecniche di coltivazione orticole e ornamentali.

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dicembre 2013…………………………………………..Rai Parlamento apre un filo diretto con i giovani

Thursday, 5/12/2013
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Filo diretto - Ragazzi in Rete

Rai Parlamento apre un Filo diretto con i giovani. Un programma dove gli studenti pongono le loro domande ai politici

che rispondono, spiegano, aggiornano, propongono. In questa prima puntata, gli studenti del Liceo Scientifico Statale

Enrico Fermi di Cosenza interrogano il Parlamento su temi di grandissima attualità: Facebook e la libertà di parola, la

privacy, le leggi a tutela dei minori. L’onorevole Sandra Zampa (PD) , componente della Bicamerale Infanzia, risponde in

modo chiaro e semplice alle domande dei ragazzi.

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agosto 2013………………………………………Mangiar bene mi fa crescere, non solo di statura!

Saturday, 24/8/2013

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“Essere responsabili nei confronti di se stessi e degli altri, mangiando! E sì, perché (…) il modo di mangiare contribuisce alla crescita di un individuo che - mangiando - impara a stare bene con se stesso, all’interno di una comunità”. Ecco perché mangiando non cresciamo solo di statura.

Marianna Lambiase, attraverso le sue originali riflessioni riportate in questo piccolo manoscritto, crea l’opportunità di porci domande e disseminare dubbi, corretta metodologia per allenare il consumatore al pensiero critico, essenziale alla sue scelte alimentari.

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Stare all’aria aperta riduce i rischi di miopia

Thursday, 8/1/2009

Correre, giocare o anche leggere un libro all’aria aperta, tempo permettendo soprattutto in questi giorni di gelo e neve, riduce il rischio di miopia nei bambini. È quanto hanno rilevato i ricercatori del Centre of Excellence in Vision Science dell’Australian Research Council, convinti che il pericolo di vista ‘corta’ si abbassi addirittura del 90% godendo di due o tre ore di luce e aria ogni giorno.

I ricercatori australiani, che hanno analizzato la salute visiva di 4 mila studenti - riporta il ‘Daily Mail’ - scartano dunque l’ipotesi che i difetti di vista possano essere dovuti alla lettura eccessiva o al troppo utilizzo di televisione e computer. Il motivo per cui si diventa miopi, a loro parere, è invece il trascorrere troppo tempo dentro casa, sotto le luci artificiali invece di quella solare. La miopia - ricordano - si sviluppa fra gli 8 e i 12 anni d’età e attualmente colpisce oltre un miliardo e mezzo di persone in tutto il mondo, con una crescita esponenziale dell’incidenza soprattutto in Asia: in città come Singapore, ad esempio, ha bisogno degli occhiali da vista ben il 30% dei bambini, proprio per questo difetto. Al contrario, all’interno della comunità cinese di Sidney, solo il 3% dei piccoli è miope.

Gli esperti spiegano che “l’uomo è dotato naturalmente di una vista lunga. Un dato di fatto verificabile in tutte le popolazioni rurali del mondo - assicurano - Ma quando si frequenta la scuola, e poi si devono fare i compiti e magari si pratica uno sport al chiuso, le occasioni di trascorrere del tempo all’aperto diminuiscono radicalmente. Ed è questo il motivo del tragico aumento della miopia nel mondo. L’intensità della luce esterna, che può essere centinaia di volte più luminosa di quella degli ambienti interni, stimola infatti il rilascio di dopamina, una sostanza che blocca la crescita del bulbo oculare. Tutto questo previene la forma distorta dell’occhio che si rileva nelle persone miopi”.
(Adnkronos Salute)

I bambini soldato: l’inserto di gennaio di Mondo Erre, la rivista degli adolescenti

Tuesday, 6/1/2009

Con il numero di gennaio 2009 il mensile per ragazzi Mondo Erre, edito dalla Elledici e diretto da don Valerio Bocci, si rinnova nella grafica e lancia nuovi contenuti.  

Nel primo numero dell’anno, l’inserto centrale “Sulla pelle dei ragazzi”, dedicato ai baby soldato, prende il formato di un’unica pagina Web ampia e attraente, grazie all’orientamento di stampa verticale e a una grafica che adotta lo standard dei siti Internet (con il testo principale al centro, scandito da brevi paragrafi, titoletti e grandi immagini, mentre i testi e le immagini di contorno o di approfondimento sono collocati in due bande laterali a larghezza ridotta). Arriva inoltre “Il mitico Ignatius”, un romanzo fantasy a puntate sui misteri, gli intrighi, le magie e i personaggi curiosi del reame di MondoR.

 

Sono le novità con le quali Mondo Erre continua a rispondere, con creatività e passione, alle curiosità, agli interessi e allo “stile” dei ragazzi e delle ragazze di oggi, senza dimenticare i problemi della vita e del mondo. Oltre che di “bambini soldato”, infatti, nel numero di gennaio 2009 si parla anche di alcool, di razzismo, di cibi a rischio. Mentre non può mancare, con la sua gioiosa spiritualità, la nuova puntata della sezione “La Buona Notizia”.

Nel mondo che cambia, sottolinea don Bocci, «è cambiato anche il nostro “mondo” di carta, di colori, di foto e soprattutto di idee. In meglio, crediamo. È un piccolo sogno che si aggiunge ai tanti realizzati da quel lontano 1975 in cui è nato Mondo Erre. E, ne siamo convinti, è il sogno dei suoi giovani lettori, che continuano a scegliere questa rivista nonostante la concorrenza della Tv, dei computer e dei cellulari». 

 

Diretto dal salesiano Valerio Bocci, esperto di media ed educazione, Mondo Erre è la rivista per ragazzi e le ragazze dagli 11 ai 14 anni pubblicata dall’Editrice salesiana Elledici a partire dal 1975. La redazione del mensile (uno dei più diffusi periodici educativi del settore) è composta da un team di giornalisti esperti nella comunicazione ai preadolescenti e si avvale della collaborazione di insegnanti, pedagogisti e psicologi dell’età evolutiva. Nel 2007 Mondo Erre ha vinto (ex aequo con Il Messaggero dei ragazzi) il Premio Nazionale Città di Chiavari come “miglior giornale per ragazzi” di 12-14 anni. Il sito Internet della rivista è: www.mondoerre.it 

Le tonsille: i cani da guardia del nostro organismo

Sunday, 30/7/2006

Le tonsille: i cani da guardia del nostro organismoIntervista al dottor Vinicio Di Biasio Medico Chirurgo specialista in Otorinolaringoiatria

Gola arrossata. Febbre alta. Antibiotici. Una “via crucis” per molti bambini. E per i loro genitori che – alle parole del medico ” deve togliere le tonsille” - vanno letteralmente in crisi. Vediamo, allora, di far luce su un argomento che riguarda da vicino molti bambini e turba la serenità di mamme e papà.

D – Cosa sono le Tonsille e a cosa servono?

R – Per usare un linguaggio figurato, possiamo definire le Tonsille come due cani da guardia del nostro organismo. Aggrediscono i germi che entrano dalla bocca, e riscaldano l’aria che immettiamo nei polmoni.

D – Quand’è che vanno tolte?

R - Quando si ammalano. Allora non sono più in grado di assolvere a questa funzione di “filtro” e, invece di difendere l’organismo, causano danni: nefriti, reumatismi, miocardite, endocardite, linfonodi del collo (laterocervicale) ingrossati, otiti.

D – I bambini, però, soffrono quasi tutti di mal di gola. Allora le tonsille vanno tolte a tutti?

R – No, certamente. Le Tonsille non vanno tolte solo perché il bambino ha qualche semplice mal di gola! Il campanello d’allarme deve suonare, invece, quando per 3-4 volte all’anno, si presentano tonsilliti batteriche con febbre alta.

D – Come distinguere una tonsillite batterica da un semplice mal di gola?

R – Solo il medico può diagnosticare una tonsillite batterica, e per farlo deve visitare il paziente e non può accontentarsi di un resoconoto telefonico approssimativo fatto dalla madre.

D – E’ sempre necessario intervenire chirurgicamente sulle tonsille malate?

R – No. Non tutte le tonsille che si infiammano devono necessariamente essere tolte. Si può tentare di curarle con antibiotici specifici che il medico prescrive dopo l’esame colturale che evidenzia il tipo di batterio.

D – A che età vanno tolte le Tonsille?

R – Se è necessario operare, è bene aspettare che il bambino abbia 3-4 anni.

D – E’ vero che i bambini che tolgono le Tonsille ingrassano?

R – No. E’ vero, però, che un bambino in salute mangia più volentieri.

D – C’è un periodo dell’anno in cui è preferibile fare l’intervento alle Tonsille?

R – E’ consigliabile la primavera e l’autunno, ma semplicemente per evitare colpi d’aria o broncopolmoniti che avrebbero terreno fertile su un fisico provato da un intervento chirurgico.

D – Spesso, a braccetto delle Tonsille vanno le Adenoidi. Quando è necessario intervenire anche su queste?

R – Le Adenoidi vanno tolte quando causano ricorrenti otiti, apnea notturna, rinorrea persistente.

D – L’intervento è traumatico?

R – No, si può fare anche in day hospital, e comunque basta una sola notte di degenza.

LA PRIMA VOLTA DALL’OCULISTA: OCCHIALI SI, OCCHIALI NO

Sunday, 30/7/2006


LA PRIMA VOLTA DALL’OCULISTA: OCCHIALI SI, OCCHIALI NO

Intervista al dottor Maurizio Terrana, Medico Chirurgo specialista in Clinica Oculistica e

Chirurgia Oculare presso la Fondazione G.B.Bietti per

l’Oftalmologia di Roma

D – A che età bisogna cominciare a controllare la vista?

R – Verso i 2 o 3 anni.

D – Non è un po’ troppo presto per una visita specialistica?

R – No, perchè se il bambino ha un difetto della vista bisogna scoprirlo e correggerlo al

più presto.

D – Cosa intende per difetto della vista?

R – La miopia, cioè la difficoltà a vedere da lontano. L’ipermetropia, la difficoltà a

vedere da vicino. L’astigmatismo che non permette una buona visione né da vicino né da

lontano.

D – In cosa consiste la prima visita oculistica?

R – I bambini piccoli, non sapendo leggere, vengono messi di fronte a disegni molto

semplici come la casa, l’albero ecc. di diverse grandezze. Per una corretta determinazione,

comunque, è necessario procedere ad una verifica del difetto con uno speciale apparecchio

computerizzato e dopo aver messo gocce di atropina (o sostanze simili) nell’occhio.

Personalmente, vado per gradi. Se il bambino risponde

bene al tabellone non procedo con le ulteriori verifiche per non spaventarlo. Se, invece,

ritengo necessaria la verifica chiedo ai genitori di collaborare lasciando che siano loro – a

casa - a mettere le gocce. L’esperienza mi ha insegnato che i questo modo i bambini non si

traumatizzano e collaborano meglio durante la visita.

D – Quando, invece, prescrivere gli occhiali?

R – Quando c’è un difetto elevato della vista e soprattutto quando c’è una diversa

gradazione nei due occhi, come nel caso dell’Ambliopia.

D – E se un bambino rifiuta gli occhiali rischia di peggiorare il difetto?

R – No, se il difetto è leggero. In genere, però, i bambini piccoli si lasciano convincere

abbastanza facilmente a indossare gli occhiali. I problemi, invece, insorgono nei più

grandicelli. Verso i 12 – 13 anni gli occhiali possono rappresentare per loro un grosso

problema psicologico.

D – Allora, cosa fare?

R – Se i ragazzi dimostrano senso di responsabilità possono usare le lenti a contatto

D – E’ se chiedono di eliminare il problema delle lenti con un intervento chirurgico?

R - Purtroppo non è possibile. Gli interventi di chirurgia refrattiva si possono fare solo

quando il difetto di vista si è stabilizzato cioè verso i 20 – 25 anni.

D – Bisogna aspettare la maggiore età, quindi, per poter dire addio agli occhiali?

R – Si. Tra l’altro questo intervento – che oramai è più che collaudato – necessita di

apparecchiature molto costose (laser ad eccimeri) che soltanto poche strutture possono

permettersi e non sono strutture pubbliche.

Curare i bambini con l’Omeopatia

Sunday, 30/7/2006

Curare i bambini con l’Omeopatiadi Giustina Scandaletti

Intervista alla dott.ssa Marta Benetollo allieva della Scuola di Omeopatia del prof. Antonio Negro.

Sempre più genitori scelgono di curare i propri figli con l’omeopatia. Quali sono i vantaggi nell’ambito pediatrico rispetto alla cosiddetta medicina ” ufficiale”?

La medicina omeopatica - sia in campo pediatrico come anche in altre specialità - offre il vantaggio di considerare la persona “in toto” e di rafforzare le sue difese. Meglio ancora: arriva a mantenere quell’importante equilibrio in cui consiste quella che generalmente chiamiamo “salute”. Inoltre, l’approccio terapeutico è molto più dolce rispetto alla cosiddetta medicina ufficiale di cui integra e non ostacola l’attività. Tant’è che prima di ottenere la specializzazione in questo campo - attestata al termine di un serio ed impegnativo corso - bisogna aver completato gli studi universitari di Medicina.

Oggi è diventata un po’ una moda la ricerca di strade diverse per raggiungere il traguardo della propria salute. Che credenziali offre l’omeopatia rispetto alle medicine alternative?

Direi che l’omeopatia vanta ormai un paio di secoli di esperienza proprio sulla natura dell’uomo europeo e sulle sue patologie. Certi dogmatismi si sono per fortuna distrutti strada facendo, e si è invece perfezionato l’approccio con il paziente. 

Ma qual è il migliore approccio all’omeopatia, è necessario portare il bambino da un omeopata?

Più che di necessità parlerei di opportunità. Ma la cosa più importante è avere costanza negli incontri con il medico.

Come si svolge una visita dall’omeopata?

E’ in tutto simile a quella classica. 

Molto importante è il colloquio con i genitori per conoscere approfonditamente gusti, attitudini ed abitudini del bambino. La differenza è nei rimedi che verranno eventualmente presi. 

In questo periodo i bambini sono minacciati dai cosiddetti mali di stagione, e – se vanno a scuola – rischiano di contagiarsi facilmente a vicenda. Come interviene, in questi casi, l’omeopatia?

Rafforzando le difese dell’organismo il che significa preparalo meglio ad affrontare eventuali aggressioni stagionali.

Quali limiti incontra l’omeopatia?

La Medicina omeopatica affianca e non si serve delle stesse armi della medicina tradizionale. Parte da punti di vista diversi. Certo, ad esempio, non può sostituire la Chirurgia anche se talora, attraverso la prevenzione, abbiamo visto che può limitarne l’intervento.

Per qualsiasi ulteriore informazione la dott.ssa Marta Benetollo sarà lieta di rispondere alle vostre domande. Potrete inviare le vostre lettere all’indirizzo Internet CSCANDA@TIN.IT

Chi è il logopedista?

Sunday, 30/7/2006

L’ESPERTOIntervista alla Dott.ssa Barbara Ardito

Logopedista dell’Istituto di Psicologia del CNR di Roma

Chi è il logopedista?

E’ l’esperto che si occupa dei problemi del linguaggio dei bambini e degli adulti.

Quando i bambini cominciano a parlare?

Premesso che i bambini sono diversi, è utile fare confronti con i figli degli amici per qualità positive in generale, ma può essere dannoso fare delle graduatorie sul chi è il più bravo. I bambini possono dire le prime parole tra gli 8 e i 18 mesi, è inutile spaventarsi se l’altro parla prima.

Il bambini di 12 e 14 mesi usa anche i gesti (Per esempio: indica un oggetto, ce lo porge, ce lo fa vedere) ed è bene mostrare che si capisce. In questa fase il bambino comprende molte parole ed inizia a produrne qualcuna fino ad usare due parole formulando pian piano una frase.

Quali sono i segnali e a che età bisogna preoccuparsi?

I segnali sono diversi e dipende appunto dall’età. Si potrebbe verificare fin dai primi mesi se il bambino non reagisce ai suoni (mentre dorme non viene disturbato dall’agitare delle chiavi o da un rumore insolito).

Verso i 24-26 mesi se dice poche parole (meno di trenta); 

altro segnale verso i 4 anni se dice male alcune parole (tatta al posto di tazza, ci invece di si, lota per rosa).

Ancora se a 6 anni circa, all’entrata della scuole elementari, il bambino manifesta grossi problemi a leggere e a scrivere (non riconosce le lettere, le inverte, riesce a leggere e non a scrivere o viceversa).

E per quel che riguarda la balbuzie?

Da piccoli, (3-4 anni) non c’è da preoccuparsi, non bisogna sottolineare le difficoltà del bambino o prenderlo in giro,

ma aiutarlo ad esprimersi per evitare che vada in ansia. Se il disturbo persiste ed è molto invadente allora è consigliabile rivolgersi ad un esperto.

Che consiglio dare alle mamme?

Sono piccoli problemi che insieme genitori, figli e logopedista potranno risolvere.

Consiglio di non spaventarsi ma anche di non aspettare perché queste cose non seguite possono creare disagi nella crescita e quindi in futuro.

 
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