Televisione

Bambini bombardati da spot TV

Venerdì, 9/11/2007

In un anno i nostri ragazzi vedono ben 31.500 spot pubblicitari in tv, quasi 90 al giorno. Poco meno della meta’ dei bambini tra i 7 e gli 11 anni passa al piccolo schermo da una a tre ore ogni giorno mentre il 26,5% lo fa per meno di un’ora, l’8,3% da 4 a 5 ore e il 6,6% piu’ di 5 ore, solo il 10% non guarda la televisione tutti i giorni.

Sono i numeri di una ricerca condotta da Telefono Azzurro e Eurispes  tra 1.244 bambini fra i 4 e i 12 anni e 1.242 adolescenti. Dall’indagine risulta che i bambini che guardano la tv da un a tre ore al giorno sono aumentati mentre sono diminuiti quelli che la guardano per meno di un’ora. La televisione e’ per i bambini soprattutto un passatempo e un divertimento: il 37,1% la guarda per passare il tempo, il 28,1% perche’ e’ divertente, il 17% per conoscere cose nuove ed essere informato, l’8,2% perche’ tiene compagnia il 3,6% per parlare dei programmi con gli amici. Solo l’1,6% perche’ la guardano i propri genitori o nonni. In testa alle scelte dei piccoli telespettatori cartoni animati e film, scelti nel 2006 rispettivamente dall’89,1% e 79% del campione. Piu’ della meta’ dei ragazzi intervistati afferma di guardare documentari (57,4%), telefilm (54,6%), programmi di intrattenimento per ragazzi (51,6%), quiz (51,3%), programmi sportivi (50,5%), programmi comici e di satira (50,2%). Solo una minoranza di bambini guarda telenovelas e soap opera mentre sono piu’ numerosi gli spettatori dei reality show (43,1%). Considerati i contenuti e le forme espressive di molti programmi appartenenti a questi due generi, denuncia l’indagine, questi dati non possono che destare qualche preoccupazione. Per quanto riguarda l’informazione infine il 42,3% dei bambini guarda telegiornali e programmi di informazione. Abbastanza attenti alle indicazioni, poco piu’ della meta’ dei bambini intervistati nel 2006 (51%) afferma di non guardare mai i programmi contrassegnati con il bollino rosso anche se, l’anno precedente la percentuale era del 54,7%. Il 23% li guarda ma in compagnia di persone adulte, il 16,1% anche da solo e il 7% con amici e fratelli

Marziale: stop ai reality in Rai

Venerdì, 9/11/2007

“Così com’è condotto, ad ampi tratti, il servizio televisivo targato Rai non può continuare ad essere di Stato”?. A pronunciarsi è Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori e componente della commissione ministeriale che ha redatto il Codice Tv e Minori, secondo il quale: “Quando una conduttrice arriva al punto in cui è giunta Simona Ventura, ciò significa che leggi e protocolli, che peraltro ingiungono un canone agli utenti, sono da considerarsi carta straccia”?.

Marziale sottolinea: “Il pur apprezzabile tentativo di Simona Ventura di proteggere i figli minori di una partecipante al gioco da strumentalizzazioni giornalistiche, che potrebbero recar loro danno, ha tuttavia spalancato la porta alla pubblica offesa e tutto ciò – incalza il presidente dell’Osservatorio – è inammissibile e abbisogna di una risposta istituzionale ferma e decisa, in applicazione di quanto contemplato dalla legge per il riordino del sistema radiotelevisivo che recepisce il Codice Gasparri e dallo stesso Contratto di Servizio siglato dal Capo dello Stato”?.

Per Marziale: “Giacché la produzione è recidiva, eventuali sottovalutazioni del caso da parte degli organismi chiamati a pronunciarsi, cioè Comitato ministeriale per l’applicazione del Codice e Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, aprirebbero le porte ad un totale discredito delle stesse autorità costituite. Così come – conclude il presidente dell’Osservatorio – sarebbe auspicabile che la stessa Rai provvedesse ad arginare tali pesanti sconfinamenti con una sola concreta risposta: basta reality nell’azienda Tv di Stato”?

Gt ragazzi: l’informazione per i giovani fatta con i giovani

Martedì, 9/10/2007

Studio nuovo, nuovo logo e nuova sigla. Novità anche nella conduzione. Si presenta così il GT RAGAZZI, il quotidiano di informazione del TG3 e di RAITRE rivolto al pubblico più giovane,  in onda dal lunedi al venerdi alle 16.15. Due i volti nuovi del GT: a Cristiana Palazzoni, in studio da lunedì, si alternerà Tatiana Lisanti. e Eugenia Nante.

La sigla della nuova edizione del GT è ispirata ai ragazzi di tutto il mondo mentre per il nuovo studio e’ stata realizzata un’ambientazione tutta metropolitana.

Tra le novità, un nuovo sito che, oltre a riproporre la puntata del giorno, sarà aperto a denunce, segnalazioni e alle mille richieste dei ragazzi. Un modo, questo, per interagire con il loro mondo, utilizzando il web, uno degli ambienti che più amano.

I microfoni e le telecamere del GT registreranno i temi del giorno, i fatti di cronaca. Protagonisti i ragazzi che, con le loro domande costringeranno il mondo degli adulti a risposte chiare e concrete. Attenzione costantemente rivolta all’ambiente, con storie e suggerimenti eco-pratici. E poi, la scienza, che tanto appassiona i ragazzi, lo sport, il cinema, la musica.

Continua anche quest’anno il progetto ” Telegiornale in classe”, un vero e proprio tg realizzato nelle scuole: le telecamere del GT entrano nelle scuole di tutta Italia per far raccontare ai ragazzi le proprie esperienze in diretta, rendendoli i veri protagonisti.

E gli studenti entrano anche nello studio del GT: ospiti della trasmissione in diretta, i ragazzi seguono e commentano le notizie quotidiane accanto alle conduttrici.

 

Rai Tre: torna Trebisonda in diretta

Domenica, 7/10/2007

Non più semplici spettatori ma protagonisti in diretta. E’ questa la novità della seconda edizione di Trebisonda su Rai Tre da lunedì 8 ottobre, dalle 15.10 alle 17.00. Telefonando al numero verde 800055114 i giovani telespettatori potranno partecipare a “Gioca con Leonetta�, il gioco a premi che permetterà loro di “pilotare� da casa, con i tasti del telefono, i movimenti del personaggio virtuale di Trebisonda, rispondendo anche ai quesiti posti da Danilo. Oppure potranno dire la loro sugli argomenti trattati nel nuovo “Angolo degli Ospiti�o fare domande in tempo reale agli esperti in studio scrivendo una mail (trebisonda@rai.it),. E saranno ancora loro a recensire le proprie letture nel “Club dei Giovani Lettori� che propone collegamenti periodici con le librerie italiane per raccogliere le testimonianze dei piccoli lettori. Nuove rubriche e nuovi personaggi da scoprire giorno per giorno. E, all’interno,  “Melevisione� e il Gt Ragazzi realizzato da Raitre e Tg3. Un programma-contenitore “Trebisonda� pensato da Raitre, in particolare, per i bambini e i ragazzi tra i 6 e i 14 anni: “Quest’anno – dice la capostruttura Mussi Bollini - abbiamo deciso di allargare gli orizzonti sul reale, trasformando il programma in una “Sitcom aperta�, una formula coraggiosa e innovativa che ha le sue radici nella diretta televisiva. Pur mantenendo infatti la cornice narrativa dell’agenzia - che lo scorso anno ha determinato il successo di Trebisonda - si è pensato di fare una nuova scommessa: spalancare il mondo della fiction sulla realtà, proponendo al pubblico un’interazione continua con il programma�.

Agli autori Janna Carioli, Mela Cecchi e Martina Forti quest’anno si sono aggiunti Massimo Bacchini, Silvia Longo e Caterina Manganella:� Trebisonda è anche il luogo della tv dove il linguaggio della fiction si fonde con la realtà, per offrire servizio pubblico ai bambini e alle famiglie. I personaggi vivono le vicende fittizie dell’Agenzia, ma comunicano davvero con i bambini, proponendo rubriche e ospitando in studio esperti veri sugli argomenti più svariati: dalla cura degli animali, alla lettura, alla costruzione di giochi, all’assistenza agli anziani… ovvero tutti i servizi offerti da Danilo & C�.

Rai Gulp: il nuovo canale digitale per i bambini

Mercoledì, 19/9/2007

E’ partito in via sperimentale il 1 giugno Rai Gulp, un nuovo canale Rai per la piattaforma digitale terrestre dedicato ai bambini fino ai 12 anni.

Il canale e’ pensato per i bambini e per i preadolescenti, ma con un occhio anche ai loro genitori i quali, per la maggior parte già cresciuti come una generazione multimediale, troveranno nelle sollecitazioni della tv dei loro figli uno spunto per restare accanto a loro durante la programmazione, divertendosi  e discutendo insieme. 

 L’esperienza di 50 anni di “TV dei ragazziâ€? applicata al digitale terrestre ha dato vita ad un progetto innovativo realizzato da Rai Sat dove la community e’ il vero fulcro di tutta la programmazione.

Rai Gulp e` un canale interattivo, al passo con i tempi e le aspirazioni del pubblico di riferimento ma anche sicuro, affidabile e in grado di coinvolgere tutta la famiglia. Il laboratorio crossmediale della tween generation diventa il trampolino di lancio per un mondo che parte dalla tv e si muove su tutte le altre piattaforme multimediali, da internet ai telefonini, in modo che ogni frammento del mondo del bambino rappresenti un segno della sua appartenenza ad una comunita’.

Gulp e` l’esclamazione piu` famosa del fumetto internazionale che significa sorpresa e stupore. Un termine accattivante per i bambini perche` appartiene ad un linguaggio che conoscono e per i genitori perche` e` stato il titolo di uno dei programmi storici della TV dei ragazzi.

 Dal 1 luglio il palinsesto del Canale copre la programmazione fino alle 23.

Nel palinsesto trovano spazio cartoni animati di produzione italiana ed europea, fiction e programmi dedicati al mondo crossmediale (web, community, videogiochi). Inoltre ci sara` una vetrina molto importante per i cartoon made in Italy garantiti dalla Rai.

Ogni giorno, sia per la fascia bambini (7-13) che per quella ragazzi (13-23), il nuovo canale Gulp proporra` Rai Cartoon, uno spazio di mezz’ora dedicato ai cartoni animati prodotti o co-prodotti da Rai Fiction.

Per Gulp lo spazio online, attualmente in fase di preparazione, non e’ solo un supporto al canale ma una piattaforma creativa complementare e alternativa nello stesso tempo. Il canale viaggerà sul web con il suo sito ufficiale ma anche con un progetto flat parallelo, vicino ai piu’ diffusi virtual world 3D. Il tutto sempre con la massima attenzione alla sicurezza dei piccoli naviganti.

Vietata la pubblicità nei cartoni della Rai

Venerdì, 8/6/2007

I cartoni animati e i programmi per i bambini della durata inferiore ai trenta minuti trasmessi sulle reti Rai non potranno essere interrotti da messaggi pubblicitari.

Inoltre sarà vietato far comparire, negli spot diffusi nelle fasce protette, i personaggi dei cartoni per evitare l’effetto richiamo che la loro apparizione produrrebbe sul giovanissimo pubblico.

E viene previsto l’obbligo di un segnale permanente di riconoscimento dei programmi non adatti ai più piccoli.

Sono alcuni dei “paletti” a tutela dei minori contenuti nel nuovo contratto di Servizio della concessionaria televisiva pubblica. Il documento è pubblicato in allegato al Dm Comunicazioni del 6 aprile 2007 («Approvazione del Contratto nazionale di servizio stipulato tra il ministero delle Comunicazioni e la Rai - Radiotelevisione italiana Spa per il triennio 2007-2009») sulla «Gazzetta» n. 123 dello scorso 29 maggio.

Il contratto di servizio vincola la Rai a un maggior impegno a favore delle persone con disabilità. Ogni rete dovrà trasmettere un telegiornale nella lingua dei segni. In più, entro il 2009, il volume delle sottotitolazioni dovrà raggiungere una quota pari ad almeno il 60% della programmazione complessiva.

Sulfronte della multimedialità, il contratto disciplina gli impegni assegnati alla Rai nell’ambito dello sviluppo di una strategia di valorizzazione della produzione editoriale e dei diritti audiovisivi sulle diverse piattaforme distributive (dal digitale terrestre all’lnternet)

41ª GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI

Giovedì, 17/5/2007

Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali

41ª GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI

Tema: “I bambini e i mezzi di comunicazione: una sfida per l’educazione.”
20 maggio 2007

Messaggio del Santo Padre  

 

   Cari Fratelli e Sorelle,  

1. Il tema della 41ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, “I bambini e i mezzi di comunicazione: una sfida per l’educazione”, ci invita a riflettere su due aspetti che sono di particolare rilevanza. Uno è la formazione dei bambini. L’altro, forse meno ovvio ma non meno importante, è la formazione dei media.

Le complesse sfide che l’educazione contemporanea deve affrontare sono spesso collegate alla diffusa influenza dei media nel nostro mondo. Come aspetto del fenomeno della globalizzazione e facilitati dal rapido sviluppo della tecnologia, i media delineano fortemente l’ambiente culturale (cf. Giovanni Paolo II, Lett. ap. Il Rapido Sviluppo, 3). In verità, vi è chi afferma che l’influenza formativa dei media è in competizione con quella della scuola, della Chiesa e, forse, addirittura con quella della famiglia. “Per molte persone, la realtà corrisponde a ciò che i media definiscono come tale” (Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, Aetatis Novae, 4).

2. Il rapporto tra bambini, media ed educazione può essere considerato da due prospettive: la formazione dei bambini da parte dei media e la formazione dei bambini per rispondere in modo appropriato ai media. Emerge una specie di reciprocità che punta alle responsabilità dei media come industria e al bisogno di una partecipazione attiva e critica da parte dei lettori, degli spettatori e degli ascoltatori. Dentro questo contesto, l’adeguata formazione ad un uso corretto dei media è essenziale per lo sviluppo culturale, morale e spirituale dei bambini.

In che modo questo bene comune deve essere protetto e promosso? Educare i bambini ad essere selettivi nell’uso dei media è responsabilità dei genitori, della Chiesa e della scuola. Il ruolo dei genitori è di primaria importanza. Essi hanno il diritto e il dovere di garantire un uso prudente dei media, formando la coscienza dei loro bambini affinché siano in grado di esprimere giudizi validi e obiettivi che li guideranno nello scegliere o rifiutare i programmi proposti (cfr Giovanni Paolo II, Esort. ap. Familiaris consortio, 76). Nel fare questo, i genitori dovrebbero essere incoraggiati e sostenuti dalla scuola e dalla parrocchia, nella certezza che questo difficile, sebbene gratificante, aspetto dell’essere genitori è sostenuto dall’intera comunità.

L’educazione ai media dovrebbe essere positiva. Ponendo i bambini di fronte a quello che è esteticamente e moralmente eccellente, essi vengono aiutati a sviluppare la propria opinione, la prudenza e la capacità di discernimento. È qui importante riconoscere il valore fondamentale dell’esempio dei genitori e i vantaggi nell’introdurre i giovani ai classici della letteratura infantile, alle belle arti e alla musica nobile. Mentre la letteratura popolare avrà sempre il proprio posto nella cultura, la tentazione di far sensazione non dovrebbe essere passivamente accettata nei luoghi di insegnamento. La bellezza, quasi specchio del divino, ispira e vivifica i cuori e le menti giovanili, mentre la bruttezza e la volgarità hanno un impatto deprimente sugli atteggiamenti ed i comportamenti.

Come l’educazione in generale, quella ai media richiede formazione nell’esercizio della libertà. Si tratta di una responsabilità impegnativa. Troppo spesso la libertà è presentata come un’instancabile ricerca del piacere o di nuove esperienze. Questa è una condanna, non una liberazione! La vera libertà non condannerebbe mai un individuo - soprattutto un bambino - all’insaziabile ricerca della novità. Alla luce della verità, l’autentica libertà viene sperimentata come una risposta definitiva al “sì” di Dio all’umanità, chiamandoci a scegliere, non indiscriminatamente ma deliberatamente, tutto quello che è buono, vero e bello. I genitori sono i guardiani di questa libertà e, dando gradualmente una maggiore libertà ai loro bambini, li introducono alla profonda gioia della vita (cf. Discorso al V Incontro Mondiale delle Famiglie, Valencia, 8 Luglio 2006).

3. Questo desiderio profondamente sentito di genitori ed insegnanti di educare i bambini nella via della bellezza, della verità e della bontà può essere sostenuto dall’industria dei media solo nella misura in cui promuove la dignità fondamentale dell’essere umano, il vero valore del matrimonio e della vita familiare, le conquiste positive ed i traguardi dell’umanità. Da qui, la necessità che i media siano impegnati nell’effettiva formazione e nel rispetto dell’etica viene visto con particolare interesse ed urgenza non solo dai genitori, ma anche da coloro che hanno un senso di responsabilità civica.

Mentre si afferma che molti operatori dei media vogliono fare quello che è giusto (cf. Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, Etica nelle comunicazioni sociali, 4), occorre riconoscere che quanti lavorano in questo settore si confrontano con “pressioni psicologiche e dilemmi etici speciali” (Aetatis novae, 19) che a volte vedono la competitività commerciale costringere i comunicatori ad abbassare gli standard. Ogni tendenza a produrre programmi - compresi film d’animazione e video games - che in nome del divertimento esaltano la violenza, riflettono comportamenti anti-sociali o volgarizzano la sessualità umana, è perversione, ancor di più quando questi programmi sono rivolti a bambini e adolescenti. Come spiegare questo “divertimento” agli innumerevoli giovani innocenti che sono nella realtà vittime della violenza, dello sfruttamento e dell’abuso? A tale proposito, tutti dovrebbero riflettere sul contrasto tra Cristo che “prendendoli fra le braccia (i bambini) e imponendo loro le mani li benediceva” (Mc 10,16) e quello che chi scandalizza uno di questi piccoli per lui “è meglio per lui che gli sia messa al collo una pietra da mulino” (Lc 17,2). Faccio nuovamente appello ai responsabili dell’industria dei media, affinché formino ed incoraggino i produttori a salvaguardare il bene comune, a sostenere la verità, a proteggere la dignità umana individuale e a promuovere il rispetto per le necessità della famiglia.

4. La Chiesa stessa, alla luce del messaggio della salvezza che le è stato affidato, è anche maestra di umanità e vede con favore l’opportunità di offrire assistenza ai genitori, agli educatori, ai comunicatori ed ai giovani. Le parrocchie ed i programmi delle scuole oggi dovrebbero essere all’avanguardia per quanto riguarda l’educazione ai media. Soprattutto, la Chiesa vuole condividere una visione in cui la dignità umana sia il centro di ogni valida comunicazione. “Io vedo con gli occhi di Cristo e posso dare all’altro ben più che le cose esternamente necessarie: posso donargli lo sguardo di amore di cui egli ha bisogno” (Deus Caritas Est, 18).

BENEDICTUS XVI   

 

 

La Tv dei ragazzi non piace ai ragazzi

Giovedì, 25/1/2007

I bambini italiani tra gli 8 e gli 11 anni ai programmi TV per ragazzi preferiscono i programmi per adulti, specialmente “Striscia la notizia” e “Camera cafè’.
    Lo rivela una indagine condotta su un campione multiregionale di 1212 scolari e scolare di Sicilia, Toscana, Abruzzo, Veneto e Friuli Venezia Giulia dal prof.Francesco Pira, docente di comunicazione sociale e Pubblica all’Universita’ di Udine. I bambini copiano gli adulti anche in materia di preferenza multimediale. Come gli adulti, infatti, essi leggono poco, sono molto occupati da videogiochi e cellulari, non amano i telegiornali a loro destinati.
    Il 34% degli intervistati - secondo la Ricerca che diventera’ un libro con la prefazione del ministro Livia Turco - legge da 1 a 5 libri l’anno; il 16% usa la mail;l’80% possiede videogiochi ed il 61% il cellulare che il 31% tiene acceso anche di notte; il 58% invia da uno a 3 sms al giorno.
    I dati emersi sono stati confrontati con quelli di indagini precedenti e svolte anche da istituti di ricerca, associazioni di volontariato e di genitori e istituzioni.
    Nella top ten dei programmi più seguiti, Mediaset fa manbassa. Il 68,73% vede Camera Cafe’, il 61,06% Striscia la notizia, il 59,24 i Simpson, il 57,34% Zelig, il 43,15% Le Iene, il 26,90% il Grande Fratello, il 24,67% Amici, il 20,71% la Melevisione della Rai, e sempre della tv pubblica soltanto il 18,89% il GT Ragazzi.
    In coda alla classifica anche Uomini e Donne 9,5% e Centrovetrine 8,75%. Mtv con Playground ottiene il 13,04%.
    “Si conferma il basso gradimento - spiega il coordinatore della Ricerca prof. Francesco Pira - dei programmi per ragazzi. I reality trovano spazio nella tv vista dai bambini a partire dal Grande Fratello. Ci troviamo di fronte a bambini “adultizzati” che guardano la tv degli adulti. In essa trovano modelli di riferimento nei quali riconoscersi e con i quali confrontarsi. E’ chiaro che se facciamo riferimento alle critiche che piovono da piu’ parti sulla televisione italiana, sull’invadenza di reality, le risposte che i bambini hanno fornito dovrebbero generare più di una reazione. Una piccola speranza puo’ arrivare dai palinsesti della tv satellitare”.
    968 bambini su 1210 alla domanda possiedi videogiochi hanno risposto sì: il 90% maschi ed il 72% femmine. L’80% degli intervistati possiede videogiochi.
    Analizzando la tipologia il genere avventura risulta il più gettonato con il 63,53% seguito da sport 58,65, combattimento 38,43%.
    “Anche i gusti in fatto di videogiochi - sostiene Pira - sono sempre più vicini tra bambine e bambini. Sentendo maschi e femmine troviamo ai primi posti avventura e sport.
    Nel caso degli scolari il primato va allo sport con il 68% seguito da quelli di avventura al 63%. Mentre le scolare prediligono l’avventura nel 63% dei casi contro lo sport al 48%”.
    I bambini hanno raddoppiato il tempo che dedicano ai videogiochi rispetto ad una precedente indagine del 2001 ed e’ cresciuta anche la percentuale di bambini  che gioca queste ore tutte di seguito. Dal 28% del 2001 al 32,5% del 2006.
    L’89% del campione ha risposto di avere un computer. Il 60% ha dichiarato di non averlo in camera ed 40% si. Alla domanda, in che momento della giornata utilizzi il computer, i bambini hanno selezionato più opzioni con una predilezione nella maggioranza dei casi per il pomeriggio 78%, seguito dalla sera 40,6%. Il 72% dei bambini che possiedono un Pc dichiarano di stare al computer per un’ora ed un quarto, tutte di seguito il 57,4%.
    “Poco più della metà dei bambini - sottolinea il Coordinatore della Ricerca - che possiedono un computer dichiarano di utilizzare internet. Alcuni scrivono espressamente di non utilizzarlo mai, di non avere una connessione o di usarlo di rado. Per coloro che hanno accesso a internet l’utilizzo prevalente e’ la navigazione nei siti, spesso per scopo di ricerca e supporto allo studio. Risponde infatti così il 69% del campione, chatta il 10%, utilizza email il 16% e partecipa a blog il 5%”.
    Il 61% dichiara di possedere un telefono cellulare ed il 39% dice di non averlo.
    Gli aspetti più rilevanti si evidenziano nel rapporto per macro aree. Al nord, unica eccezione, abbiamo un rapporto rovesciato, il 55% dichiara di non possedere il telefono cellulare a fronte di un 45% che dichiara di averlo. Al centro il 76% lo possiede con il 24%. Il massimo lo raggiungiamo al sud con addirittura il 90% di bambini che hanno il telefono e solo il 10% che non lo ha. I maschietti superano le femminucce: il il 70% di loro ha il cellulare. Le bimbe rispondono con un buon 65%.
    “Questo dato - stigmatizza Francesco Pira - non ci sorprende vista la diffusione della telefonia mobile nel nostro paese, infatti quando abbiamo chiesto chi in famiglia possedesse il cellulare abbiamo rilevato delle percentuali che rasentano il 100%. Le mamme si assicurano il primato con il 93%, i papà con il 92%, fratelli e sorelle 47% e altri componenti il 16%. E il trend non cambia lungo lo stivale”.
    I motivi per i quali il cellulare viene utilizzato vedono al primo posto l’invio di sms, al secondo per cercare un amico, quindi per scaricare musica e infine per inviare mms”.
    Per quanto riguarda il numero delle ricariche mensile il campione dichiara di farne una (49%),due (26%) e tre (25%) con una spesa media di 12 euro.
    I bambini che dichiarano di fare in media tra 1 e 3 telefonate sono il 63%, alcuni spiegando che lo usano poco o nulla o soltano per le emergenze. Il 21% dichiara di farne un uso piu’ intenso con piu’ di 5 telefonate. Il 16% che fa da 3 a 5 telefonate al giorno.
    Il 58% invia da 1 a 3 sms al giorno, il 21% da tre a cinque, il 13% da 6 a 10, l’8%.
    “Al termine di questa ricerca - conclude il prof. Francesco Pira - rileviamo come dai dati emerge chiaramente che la famiglia deve recuperare un suo ruolo fondamentale. Genitori e nonni, devono aiutare i bambini nel processo evolutivo senza presentare le nuove tecnologie come delle diavolerie incontrollabili. E poi la formazione. In Italia dobbiamo scoprire la magia e l’importanza della formazione permanente.
    Le Istituzioni devono, come si sta già facendo in alcune regioni, programmare dei corsi di formazione per genitori sulle nuove tecnologie e dei corsi di aggiornamento per gli insegnanti. Educare gli adulti a comprendere i media perchè siano in grado di interpretarli e utilizzarli con figli e nipoti. Le tecnologie devono diventare patrimonio di tutta la famiglia e non soltanto dei piu’ piccoli per farli stare buoni”.

Gentiloni: più tutela per i minori nei programmi TV

Martedì, 23/1/2007

Offerta televisiva: i minori devono essere maggiormente tutelati . Lo ha chiesto il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni intervenendo alla presentazione della relazione annuale del Comitato per la tutela dei minori. «L’attività di contrasto e di controllo - sottolinea Gentiloni - deve riguardare sempre di più tutta l’offerta televisiva, che non è più quella generalista quotidiana sulla Tv analogica, ma ormai riguarda anche i canali satellitari e sempre di più riguarderà la Tv digitale e la Tv su internet. Il controllo e la difesa dei minori dovrà sempre più riguardare anche queste nuove piattaforme tecnologiche». Il ministro, però, ha anche precisato che la tutela dei minori in tv non può passare solo attraverso un’opera di repressione, sanzioni alle emittenti, a colpi di decreto o con filtri su Internet. «La Rai e le altre emittenti devono promuovere un approccio positivo alle nuove tecnologie - dice Gentiloni - che tenga conto della tutela dei minori. Sicuramente la Rai dovrà lavorare sulla sua programmazione in favore dei minori, e soprattutto per quanto riguarda la fascia degli adolescenti per i quali effettivamente manca una offerta di programmi ad hoc. Prendo atto comunque con soddisfazione, della decisione di inserire nei programmi della Tv digitale un canale riservato ai bambini».
Il presidente del Comitato di tutela per i minori Emilio Rossi, ha sottolineato come in quattro anni di attività siano stati esaminati 1.542 casi, con l’apertura di 453 procedimenti nei confronti delle diverse emittenti. I problemi? Segnalazioni per programmazioni a luci rosse, sulle quali le televisioni hanno dovuto fare marcia indietro. In una cinquantina di casi, inoltre, tramite l’Autorità per le comunicazioni sono state irrogate sanzioni pecuniarie, di cui la più alta è stata quella che ha riguardato il programma Rai «Domenica in», che ha visto una multa di 200mila euro. Per il resto le altre sanzioni hanno riguardato soprattutto film e più in generale la fiction, seguiti dai talk show e i reality show. Settantasette risoluzioni del Comitato hanno riguardato programmi Mediaset, 45 programmi Rai, 14 programmi di La7.
Parlando del nuovo disegno di legge da lui presentato in Parlamento, ha sottolineato gli elementi di difesa di minori sui quali punta. «Meno pubblicità durante la fascia protetta del pomeriggio - dice Gentiloni - un obbligo di programmazione per i minori, il divieto di trailer di programmi vietati ai minori durante la fascia protetta, e l’obbligo di trasmettere il bollino rosso durante tutti i programmi non adatti ai minori».

In TV pochi programmi per i bambini

Lunedì, 30/10/2006

 Reti televisive che ‘’snobbano'’ i piu’ piccoli, canali come Rai 1, Canale 5 e Rete 4 che non trasmettono neanche 5 minuti di cartoni animati al giorno, per non parlare di trasmissioni educative e pensate apposta per i piu’ piccoli. Al massimo la Tv generalista si limita a trasmettere, sostengono quasi 8 esperti su 10, ‘’programmi tranquillante'’, ma a dominare i palinsesti rimangono trasmissioni assolutamente disadatte ai piu’ piccoli. E’ quanto emerge da uno studio promosso da Meta Comunicazione, realizzato attraverso 80 interviste a psicologi, psicopedagogisti e l’analisi dei palinsesti delle principali reti generaliste (Rai, Mediaset e La 7), in base a tipologie di programmi, contenuti e tipo di target cui si rivolgono, comparati con quelli delle Tv tematiche satellitari.

Per psicologi e psicopedagogisti il piccolo schermo e’ diseducativo (57%), poco comprensibile (48%) e addirittura potenzialmente traumatico (43%) e la responsabilita’ e’ in parte dei genitori (31%), poco attenti e informati su quello che i loro figli possono vedere, ma soprattutto della caccia agli ascolti (48%), che fa trascurare ogni ‘’dovere sociale'’ a quello che e’ il piu’ diffuso dei mass media. Unica difesa, emerge dallo studio, e’ la fuga sul satellite, dove si moltiplicano canali e programmi pensati ad hoc per i piu’ piccoli: secondo il 62% degli esperti, infatti, la Tv educativa e’ solo quella che passa attraverso la parabola.

 
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