Medicina

OPEN BIKE GIMEMA: 10 E 11 MAGGIO 2014

Friday, 25/4/2014

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Due giorni di eventi e tour dedicati alla bicicletta.

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novembre 2013……………………………………..Bocelli canta in Vaticano per l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù

Saturday, 30/11/2013

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Il 2 dicembre “La luce dei bambini” concerto solidale per la nuova Terapia Intensiva Cardiochirurgica dell’Ospedale Pediatrico di Roma
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Novembre 2013………………………….Il Natale di Parent Project con l’Orchestra Giovanile di Roma

Wednesday, 20/11/2013
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Il Sindaco di Roma Ignazio Marino inaugura il Natale di Parent Project sulle note dell’Orchestra Giovanile di Roma. Il concerto si terrà domenica 24 Novembre alle ore 18,00 presso il Teatro Il Vascello di Via G. Carini 78 - Roma
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Combattere la “globesità”

Wednesday, 1/10/2008

Sebbene gli obesi siano individui ben nutriti, spesso la loro alimentazione è carente. L’obesità ha raggiunto proporzioni talmente massicce nei paesi industrializzati e in alcune parti dei paesi in via di sviluppo che l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha dato l’allarme su quella che viene definita una “globesità” epidemica.

Secondo l’Associazione europea per gli studi sull’obesità quasi un terzo degli abitanti dell’Unione europea è sovrappeso e più di un decimo è clinicamente obeso.

Il numero di bambini europei in sovrappeso è destinato ad aumentare rispetto agli attuali livelli di circa un quinto fino ad arrivare a un quarto entro il 2008, affermano alcuni analisti. Queste cifre hanno portato alla creazione di iniziative nazionali di elevato profilo per combattere i giro-vita in espansione, come la campagna nazionale antiobesità condotta nel Regno Unito.

Tali campagne dovrebbero essere e di solito sono sostenute dalla scienza e la ricerca dell’Unione Europea sta infatti aiutando a diffondere le conoscenze circa l’obesità e le sfide sanitarie correlate. Questo volantino delinea alcuni dei lavori di ricerca in questo senso.

 

Una persona è considerata obesa se ha un 20% di grasso corporeo eccedente per la sua età, altezza, sesso e struttura ossea. La percentuale di grasso è solitamente calcolata utilizzando il cosiddetto indice di massa corporea (IMC = peso (kg)/altezza (m)²)

Più di un terzo dei cittadini dell’UE è sovrappeso (2530)

Ogni anno circa 400.000 scolari si uniscono alle fila di coloro che sono in sovrappeso

Un’alimentazione poco equilibrata e la mancanza di esercizio fisico sono tra le cause principali di morte in Europa, e l’obesità incide nella misura dell’8% sulle spese per la sanità.

L’allergia si vince. Domani Allergy day

Sunday, 18/5/2008

Tre italiani su 10 soffrono di allergia e gli esperti della Federazione delle società allergologiche -  alla vigilia dell'’Allergy Day’ in programma domani su tutto il territorio nazionale - lanciano il loro slogan: “L’allergia si vince”. Per riuscirci è indispensabile però una diagnosi precoce e corretta, che permetta di avviare al più presto una terapia ’su misura’ contro starnuti e occhi infiammati. Ambulatori ospedalieri aperti e incontri di sensibilizzazione alla cittadinanza.

Queste le principali iniziative della Giornata nazionale delle allergie promossa da Aaito (Associazione allergologi e immunologi territoriali e ospedalieri), Siaic (Società italiana di allergologia e immunologia clinica) e Siica (Società italiana di immunologia, immunologia clinica e allergologia), tutte riunite sotto il grande ‘ombrello’ della Federazione società allergologiche. Domani, dunque, i cittadini troveranno in tutta la Penisola medici specialisti pronti a chiarire le cause dell’allergia, i sintomi e le possibili soluzioni.

In particolare, riferisce una nota, verrà distribuito il questionario ‘Scopri se sei allergico’: 5 domande grazie alle quali ognuno potrà verificare la propria predisposizione alle malattie allergiche. Il test è già disponibile in molte Asl italiane, e domani potrà essere consegnato compilato ai centri aderenti all’iniziativa, dove verrà rapidamente valutato. L’elenco delle strutture partecipanti è online su www.siaic.net. Gli esperti ricordano che le allergie sono comuni a tutte le età, peggiorano la qualità di vita e costano molto alla società. Le più diffuse sono quelle respiratorie (asma e rinite) dovute a pollini, acari della polvere o peli di animali come cani e gatti; seguono le allergie alimentari, quelle ai farmaci e altre meno conosciute, ma molto pericolose (per esempio le reazioni al veleno di api, vespe e calabroni).

Le allergie più gravi possono anche essere fatali, e da qui l’importanza di un trattamento tempestivo e mirato. Oggi, assicurano gli specialisti, esistono terapie efficaci che possono garantire una vita normale. Oltre ai vaccini, che promettono anche di ‘frenare’ l’evoluzione delle malattie allergiche, sono in commercio farmaci sempre più tollerati da scegliere col medico.

Bambini in sovrappeso o con qualche chilo in più

Friday, 11/1/2008

Anche i bambini un po’ “rotondi” ma non obesi hanno tuttavia dei cambiamenti nel cuore e nella funzionalita’ dei vasi sanguigni che potrebbero accrescere il loro rischio di malattie cardiovascolari, come mostra un nuovo studio americano. “I genitori e i pediatri dovrebbero stare attenti”, dice il coordinatore della ricerca, Dr. Yanbin Dong del Medical College of Georgia, Augusta. Il team del Dr. Dong sta seguendo i bambini nell’adolescenza per capire quali siano le effettive conseguenze sulla salute delle modifiche al cuore e ai vasi sanguigni. Tutti i bambini presi in considerazione dallo studio erano sovrappeso ma non obesi. Gia’ qualche chilo in piu’ significa modifiche nella pressione del sangue e nella funzionalita’ del ventricolo sinistro del cuore. “I ragazzi tendenti al sovrappeso, rispetto a quelli normopeso, sembrano avere un maggior rischio cardiovascolare, concludono i ricercatori. (AGI)

Bambini e psicofarmaci: il Piemonte vara una legge restrittiva. Fioroni tace

Sunday, 4/11/2007

Prosegue l’”assordante silenzio del ministro Fioroni, mentre viene approvata in Piemonte la prima legge italiana sull’iperattivita’ dei bambini e degli adolescenti che prevede lo stop a test psichiatrici nelle scuole e lo stop alla somministrazione di psicofarmaci senza consenso informato e consapevole dei genitori”. E’ quanto rende noto Luca Poma, portavoce della campagna nazionale di farmacovigilanza ‘Giu’ le Mani dai Bambini’, che parla di “un interessantissimo precedente legislativo”, riferito alla norma regionale del Piemonte, “che non limita il medico nell’esercizio della sua funzione, ma pone seri paletti all’uso disinvolto di psicofarmaci sui minori”.

E’ arrivata dunque al traguardo la prima legge regionale che pone sotto stretto controllo sul territorio il fenomeno dell’Adhd, la sindrome dei bambini troppo distratti e irrequieti: il Consiglio regionale del Piemonte, infatti, ha approvato ieri il provvedimento. Questi i punti salienti della norma: e’ previsto l’obbligo, in caso di somministrazione di psicofarmaci ai bambini, di raccolta, a cura del medico, di un consenso informato veramente consapevole da parte dei genitori. Le famiglie dovranno essere informate su ogni tipo di rischio afferente la terapia farmacologia proposta, con particolare riguardo alla possibilita’ di accedere a terapie alternative non a base di psicofarmaci. In secondo luogo, e’ previsto il riconoscimento della libertà di coscienza del medico che decide di non prescrivere psicofarmaci al minore. La legge regionale del Piemonte prevede anche il divieto di somministrare nelle scuole ‘test psichiatrici’ che mirano all’accertamento dell’esistenza della sindrome da iperattivita’ nei bambini, dal momento che e’ stato individuato negli screening ad ampio raggio della popolazione scolastica un rischio di sollecitazione indiretta al consumo di queste molecole psicoattive. Infine, si introduce l’obbligo per l’assessorato regionale alla Sanita’ di monitorare rigidamente le terapie sui minori a base di psicofarmaci, anche mediante una commissione che includera’ associazioni di settore qualificate ad esprimere pareri su queste tematiche.

“E’ una legge innovativa- commenta Poma- perchè pur non mettendo il bavaglio al medico istituisce dei principi rigidi di controllo a tutto favore dei cittadini e dei piccoli pazienti. Avevamo sollecitato in più occasioni il ministero della Pubblica istruzione ad intervenire con una circolare nazionale, ma probabilmente questa tematica non rientra tra le priorita’ di Fioroni”.

“Controlla il tuo peso… risparmia Salute”

Tuesday, 9/10/2007

 Il 10 Ottobre è l’Obesity day, una giornata dedicata all’obesità, soprattutto infantile, che sta destando molta preoccupazione perchè sempre più bambini sono in sovrappeso. Secondo un’indagine svolta  dall’Unità funzionale Igiene degli alimenti e nutrizione nelle scuole, su un campione di 528 bambini tra gli 8 e i 9 anni di 25 classi di 17 scuole, un bambino su quattro è in sovrappeso (28,4%). Quasi il 7% dei bambini è obeso. Molti bambini mangiano poca frutta e poca verdura. Il 34% non mangia mai verdura cruda e il 46% non mangia mai verdura cotta. Circa l8% non fa sufficiente attività fisica. Quasi il 50% dei bambini passa più di tre ore al giorno davanti alla televisione.
L’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica ha promosso un progetto di sensibilizzazione dell’obesità nell’intento di fornire alla popolazione informazioni utili per un indirizzo terapeutico corretto di questa patologia, ancora oggi spesso considerata e gestita come problema puramente estetico. L’ADI è una società scientifica senza fini di lucro che raggruppa fra i soci esperti della nutrizione (medici e dietisti) che operano nelle strutture sanitarie ospedaliere e territoriali.

 Progetto nutrizione e prevenzione

10 suggerimenti utili per ridurre stabilmente un eccesso di peso o prevenire la comparsa nei soggetti adulti

E’ certo che un peso eccessivo dà nel tempo seri problemi alle articolazioni, affatica il cuore e aumenta la probabilità di ammalarsi di diabete e di alcuni tipi di tumore.
Se siete soprappeso, diminuite di peso in maniera lenta ma costante: è utile per la salute, oltre che per la vostra linea.
In una strategia per ridurre il peso corporeo non va posta attenzione solo alla quantità e qualità di alimenti, (questa potrebbe essere già troppo contratta soprattutto per quelli che sono sempre a dieta) ma anche all’attività fisica. Riducendo troppo la quantità e la qualità del cibo, può succedere che il nostro organismo si adatti modificando il metabolismo e quindi non si riesca a perdere stabilmente il peso in eccesso.

1 - L’organismo non è costituito dal solo apparato digerente. Organizzatevi una regolare attività fisica: questo combatterà proprio l’ adattamento a “sopravvivere” con poche calorie che è tipica reazione del sistema di difesa del nostro organismo (”da qualche tempo mangio meno ma non dimagrisco!”). Organizzate attività fattibili in qualsiasi momento e che non richiedono attrezzature particolari: camminare a passo spedito per 3 volte per settimana per almeno 45 minuti di seguito e/o salire e scendere un solo piano di scale, di seguito per 15 minuti un paio di volte al giorno è più semplice che prenotare campi da tennis a dover trovare una piscina in cui si possa davvero nuotare.
Non bisogna strafare e sudare copiosamente; la chiave di lettura di un buon uso dei propri muscoli è costituita, durante l’attività fisica, da ritmo accettabile e sensazione di piacere con respirazione appena più frequente e profonda.

2 - Se siete abituati a condire ad occhio usate il cucchiaio come unità di misura dell’olio. Lo stesso cucchiaio servirà per misurare sughi o intingoli particolarmente ricchi in grassi: non più di uno per pasto. Misurare i grassi solidi con un sistema di misura a volume: un cubetto di burro grande quanto una zolletta di zucchero per persona può essere utilizzato saltuariamente per condire (per 4 persone sarà un pezzetto grande quanto una scatola di fiammiferi) quando non si esageri con dolciumi, salumi o formaggi grassi.
Fate attenzione al consumo di cibi la cui preparazione è sconosciuta (ad esempio in mensa, al ristorante, al bar); in questi casi scegliete piatti semplici e riducete le porzioni.
Comunque non fate la scarpetta con i sughi che avanzano sul fondo dei piatti: anche a casa! A casa utilizzate tecniche di cottura semplici, con pochi grassi (non più di un cucchiaino a persona) insaporendo con erbe o aromi e imparare almeno 2 ricette al mese di cucina semplice e gustosa.
Ricordate che a parità di quantità e qualità i grassi cotti sono sempre meno sani di quelli utilizzati a crudo.

3 - Può essere utile porci la domanda: com’è distribuito il cibo che mangio nella giornata? Arrivo con troppa fame ai pasti, soprattutto a cena? Meglio frazionare in piccoli pasti (4 o 5) e fare la prima colazione. Concentrare la maggior parte del cibo a cena non è vantaggioso: poi si vede la tv o si va a riposare: è più facile incamerare l’eccesso calorico relativo e ingrassare.
Se ci sono particolare orari in cui abbiamo una grande sensazione di vuoto allo stomaco, valutare come il nostro organismo è stato “rifornito” nelle 3-5 ore precedenti e ridistribuire la quantità di cibo senza aggiungerla al totale della giornata, “partendo” sempre da una colazione adeguata.

4 - Masticare con calma e pezzi piccoli: digerirete meglio, e soprattutto, resterete sazi più a lungo. La “dimensione” del vostro boccone non dovrebbe superare il volume del vostro pollice.

5 - Non eliminate i classici cibi ritenuti “ingrassanti” come pane, pasta, patate. Per la pasta controllate per prima cosa la quantità di sugo o di condimento aggiunto (con il sistema dei cucchiai), salvo che siano a base di sola componente vegetale, ed eventualmente riducetene un poco la porzione. Questi piatti contribuiscono ad una adeguata sensazione di sazietà e, se in porzioni ragionevoli e conditi semplicemente, sono molto sani.

6 - Fate attenzione al consumo di frutta e verdura. Mangiare troppa frutta per compensare una mancanza di sazietà (perché si “saltano” i cibi del punto 5) può non essere una scelta vantaggiosa. In genere si dovrebbero assumere non meno di 2 ma non più di 3-4 frutti al giorno. I frutti vanno ben masticati. Sono consigliate anche 3 buone porzioni di verdure: sono utili perché contribuiscono a migliorare la sensazione di sazietà.

7 - La linea è quasi astemia. L’alcool riduce l’eliminazione dei grassi che il nostro organismo mette in riserva. E’ meglio limitarsi a un bicchiere di vino o a una birra nelle occasioni particolari. Meglio bere acqua, anche gasata, ma a piccoli sorsi.

8 - Se non si consuma pesce di mare almeno due volte per settimana, proponetevi di iniziare ad assumerlo almeno una volta a settimana imparando una o due ricette semplici e gradevoli. Utilizzate sale iodato o iodurato.

9 - Datevi obiettivi raggiungibili e non esagerati. Il primo passo può essere quello di “rientrare” negli ultimi jeans che avete appena abbandonato e poi di seguito per passi successivi. Non usate in modo maniacale la bilancia è più pratico controllare la taglia dei vestiti.

10 - Decidete una strategia di applicazione di questi suggerimenti: sceglietene 3-4 per ogni mese ma che non siano solo obiettivi alimentari e almeno uno comporti un’attività fisica regolare. A questo ultimo riguardo si può “lavorare” sul tempo: primo mese, due ore di sport ogni settimana; secondo mese, 3 ore alla settimana; quarto mese, 3 ore ½ la settimana e, in seguito, 4 ore alla settimana. Sempre frazionate in tempi non inferiori di 45-60 minuti di seguito.

“Robby, il delfino con la pinna arcobaleno”, è la fiaba del trapianto

Friday, 5/10/2007

Robby1.jpg“Robby, il delfino con la pinna arcobaleno”, è la fiaba del trapianto, realizzata all’ospedale di Bergamo per aiutare i bambini a vivere la malattia, l’attesa di un organo e l’esperienza del trapianto. Molte le persone che vi hanno contribuito. Alcuni bambini hanno partecipato alla fiaba leggendola e offrendo suggerimenti preziosi.

Robby è un delfino cucciolo sempre in movimento, con una zazzera di squame argentate sulla testa e la pinna dorsale sempre piena di sbucciature. Una mattina Robby non vuole andare a scuola perchè la pinna gli fa male… La storia porterà Robby in ospedale per avere una nuova pinna tutta colorata.

L’ospedale di Bergamo ha deciso di affidare alla fiaba del trapianto un invito al coraggio a tutti i piccoli robby5.jpgpazienti costretti a vivere l’esperienza della malattia, dell’attesa di un organo, del ritorno ad una vita normale. Un’iniziativa applaudita da tante persone riunite ieri a Bergamo, nella ex sala consiliare di via Tasso, dove è stata presentata la fiaba Robby, il delfino con la pinna arcobaleno di Anna Lo Piano e Ludovica Valori, da un’idea di Maria Luisa Melzi, edizioni San Paolo.

robby3.jpgL’idea di inventare una storia per raccontare ai bambini il percorso diagnostico terapeutico del trapianto è venuta questa primavera alla dott.ssa Maria Luisa Melzi insieme all’èquipe dei trapianti dell’unità di Pediatria dell’ospedale, diretta dal dott. Giuliano Torre: “L’idea di una fiaba per spiegare a un bambino che cosa è un trapianto ha catalizzato l’impegno ed il contributo di tante persone- ha detto Maria Luisa Melzi della Pediatria dei Riuniti- è stato un lavoro corale: medici e infermieri che quotidianamente accompagnano i bambini e le loro famiglie nel percorso diagnostico-terapeutico; la psicologa del servizio di Psicologia Clinica, Elena Nodari, che svolge un ruolo decisivo nel momento della comunicazione delle robby2.jpgtappe di cura ed è punto di riferimento per famiglie ed operatori; alcuni genitori, che hanno consentito con il loro entusiasmo ed il loro continuo sostegno il realizzarsi di questo sogno; amici con competenze particolari: una menzione speciale al ruolo decisivo di Anna Lo Piano e Ludovica Valori, che hanno rispettivamente scritto e disegnato la fiaba e a Giusi Quarenghi, che ha offerto la sua riconosciuta professionalità nell’ambito della narrativa per ragazzi. Ciascuno ha dato il proprio insostituibile, prezioso, specifico apporto perché ne uscisse un prodotto adatto a raccontare ai nostri bambini cosa li attende o cosa hanno vissuto. L’Associazione Amici della Pediatria e la Casa Editrice San Paolo hanno infine reso possibile la pubblicazione e consentito di dare più ampio respiro e risonanza ai temi legati alla malattia in ambito pediatrico, offrendo un’occasione per rompere i muri ancora purtroppo presenti dell’indifferenza, della paura, del pregiudizio.? La fiaba presenta l’evento trapianto come un dono che salva la vita e che vede tante persone accompagnare il bambino e la sua famiglia in questo cammino difficile, ma di speranza. “Chi leggerà questo libro - ha infatti sottolineato il direttore generale dell’ospedale, dott. Carlo Bonometti - avrà l’occasione di riflettere sulla donazione d’organo che permette a una persona malata che non ha prospettive di guarigione di avere una vita normale, progettare il proprio futuro, sognare di diventare robby1.jpggrande. Un’attività storica per il nostro ospedale dove, solo di fegato, negli ultimi 10 anni sono stati trapiantati più di 300 bambini. La fiaba è la dimostrazione che al di là delle specializzazioni, delle alte competenze e sofisticate tecnologie, il nostro personale si prende a cuore la persona, in questo caso il bambino, con il massimo rispetto e attenzione del vissuto personale?. Tanti bambini hanno anche contribuito al lodevole progetto con i loro suggerimenti e le loro osservazioni.
“I nostri bambini –ha spiegato il dott. Michele Colledan, direttore chirurgia III e del centro trapianti - che hanno vissuto l’insufficienza d’organo come condizione caratterizzata da ospedalizzazioni continue e robby10.jpggravissimi disagi, hanno potuto grazie all’intervento di trapianto essere salvati e iniziare a condurre una vita normale. Per questo è importante sostenere la cultura del dono e la sezione trapianti?.
“Non ci stancheremo mai di sostenere questo centro -ha detto Mariagrazia Bernasconi Lubrina, presidente dell’Associazione Amici della Pediatria - dove da 17 anni ogni giorno di fianco al personale dell’ospedale sosteniamo bambini e famiglie sofferenti in cammini drammatici ma molto spesso di speranza. L’idea della fiaba ci ha immediatamente entusiasmato perché può essere utile anche ad altri bambini in altri Centri Trapianto, nei reparti di pediatria ma anche nelle scuole per pensare alla malattia come occasione di solidarietà e di accoglienza?.

“Nel nostro reparto - ha detto il dott. Giuliano Torre, direttore del Dipartimento Pediatrico -  nel ‘97 è decollato un progetto di trapianto di fegato nei soggetti pediatrici che in pochi anni ha portato il Centro a robby9.jpgdivenire un punto di riferimento per il trapianto d’organo sia a livello nazionale che internazio-nale;  da 4 anni abbiamo esteso il progetto al trapianto di polmone e recentemente a quello di intestino e multiviscerale. Ma questi traguardi e il programma terapeutico tanto complesso sono difficili da far comprendere ai bambini che  d’altro canto vogliono spesso sapere cosa li attende (e ne hanno il diritto) o cosa hanno vissuto da piccoli, perché hanno quella cicatrice sulla pancia, perché devono prendere tutti i giorni quella medicina?.

“La vitalità che ha il Robby della fiaba, - hanno raccontato due genitori di un bimbo trapiantato a Bergamo - “pieno di sbucciature e di una zazzera di squame argentate sulla testa? è la stessa che animava, prima dell’intervento, gli occhi enormi e curiosi di nostro figlio nel corpo magrissimo. Così come aggrappati e affamati di vita sono i tanti bambini, spesso piccolissimi, che abbiamo incontrato e conosciuto nelle stanze della pediatria di Bergamo, in terapia intensiva, in day hospital. Per questo l’idea di una fiaba che, con la sua magia, potesse sostenere una tale volontà di vivere ed alleggerire la paura ci è sembrata, nella sua semplicità, in sintonia con il nostro desiderio di testimoniare un’ esperienza umana molto dolorosa ma anche feconda di speranza?.robby6.jpgUn obiettivo difficile, raggiunto grazie al lavoro di squadra che ha caratterizzato la realizzazione della fiaba.
“Accettare l’invito a collaborare-hanno raccontato le autrici Anna Lo Piano e Ludovica Valori – è stato naturale, per l’affetto che ci lega alla mamma di un piccolo trapiantato a Bergamo. Abbiamo partecipato alla fiaba per il nostro piccolo amico e attraverso di lui per tutti i bambini che vivono l’esperienza della robby8.jpgmalattia?.

Molto apprezzato è stato l’intervento di Luigi Angelini, attore e regista della Compagnia “La voce delle cose“, che ha letto, a mo’ di contrappunto a questo approccio dolce, l’inquietante scena di Pinocchio coi dottori, rilevando quanta acqua sia passata sotto i ponti dell’immaginario, ma ricordando che comunque la rielaborazione narrativa di un’esperienza dolorosa e paurosa sia il primo passo per convivere serenamente con essa.

Alla presentazione hanno partecipato la prof.ssa Silvana Nespoli Assessore Pubblica Istruzione Comune di Bergamo, che ha ricordato quanto la città sia riconoscente all’ospedale per l’attività trapiantologia, il Provveditore Luigi Roffia, l’Asl di Bergamo oltre agli autori, collaboratori e editori dell’opera in vendita in libreria a 8 euro. Il ricavato della vendita sarà devoluto a favore dell’Associazione Amici della Pediatria.

www.ospedaliriuniti.bergamo.it



I bambini e il diabete

Wednesday, 3/10/2007

E stato presentato ieri, a Roma, il libro “Diabete: Uniti nello sport”?, che raccoglie 200 disegni realizzati dai bambini con diabete dei Centri di Diabetologia Pediatrica italiani. I disegni sono raggruppati in tre aree: sfida, vittoria e gioco che alcuni esperti commentano conducendo il lettore alla scoperta della complessità del diabete. Lo scopo del progetto, realizzato in collaborazione con l’Unicef, è di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di fornire ai bambini, indipendentemente dalla nazione nella quale abitano, il diritto ad una crescita sana, a godere di buona salute ed ad usufruire, in caso di malattia, di cure adeguate.

Il volume è stato curato da Renato Giordano, regista teatrale, e nell’introduzione lo scrittore Turi Vasile, il giornalista Gianpaolo Ormezzano e l’atleta Maurizio Damilano commentano il concetto di sport legato al mondo dei più piccoli soffermandosi sull’evoluzione dell’attività sportiva, sulla percezione giornalistica dell’infanzia e sullo spirito sportivo dei ragazzi.

La prefazione è firmata Giovanna Melandri, ministro per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive, che sottolinea come “l’attività motoria non solo produce effetti positivi sulla salute dei bambini ma aiuta ad aumentare l’autostima, rafforzare la socialità ed è soprattutto un piacevole passatempo”?.

“Sono molto lieto di presentare questo libro di Novo Nordisk, un partner da tempo impegnato a sostenere le iniziative dell’UNICEF-Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia a favore degli Shegué, i bambini di strada della Repubblica Democratica del Congo. Tra i sogni di tanti bambini di strada che hanno perduto l’infanzia e che sopravvivono ai margini della società ci sono quelli comuni a molti altri bambini di altre parti del mondo: diventare campioni sportivi? ha detto il Presidente dell’Unicef Italia Antonio Sclavi

L’iniziativa è patrocinata dalla Siedp (Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica), dalla Jdrf (Juvenile Diabetes Research Foundation International) e dell’Aniad (Associazione Nazionale Italiana Atleti Diabetici) nell’ambito della politica di responsabilità sociale di Novo Nordisk, azienda leader mondiale nella ricerca sul diabete e nella produzione della sua cura.

Questa presentazione, svolgendosi nell’anno dedicato al bambino diabetico, è stata anche l’occasione per presentare una fotografia dei dati relativi alla diffusione di questa problematica, soprattutto tra i giovani.

Il diabete, infatti, soprattutto tra la popolazione più giovane si sta diffondendo in maniera allarmante in Nord America, nei Paesi Occidentali ed in genere in paesi quali l’India e la Cina. Negli Stati Uniti si stima che 1/3 dei bambini svilupperà questa malattia nel corso della sua vita. Nel mondo, secondo i dati del Diabetes Atlas, ci sono più di 70.000 bambini che sviluppano il diabete di tipo 1 con un trend medio del 3 per cento annuo.

In Italia si stima che il numero di bambini affetti da diabete sia superiore ai 10.000 con la Sardegna segnalata come la zona più colpita nella quale si registra un’ incidenza tre volte superiore rispetto alla penisola. La comunità scientifica stima che l’incidenza del diabete di tipo 1 aumenterà del 50 per cento nei prossimi 15 anni.

In più si è anche scoperto che il diabete di tipo 2, che colpiva nel passato solo la popolazione adulta, interessa oggi anche i bambini e gli adolescenti soprattutto a causa di uno stile di vita non corretto e di un’alimentazione inadeguata.

Secondo gli studi dell’IDF (International Diabetes Federation) il costo del diabete, nei paesi sviluppati, è pari al 6 per cento dell’intero budget destinato alla salute, e solo negli Stati Uniti ammonta a 44,1 bilioni di dollari.

“Questa pandemia- come afferma Lorenzo Mastromonaco Vice President Europe South Novo Nordisk- può essere arrestata agendo in maniera sinergica, prendendo coscienza a livello politico e sociale del problema e favorendo, attraverso un’ adeguata informazione, un cambiamento nello stile di vita di tutti noi a partire dai nostri bambini con particolare riferimento alla alimentazione ed alla attività fisica?.

 
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