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Mamme
Salute, premiati gli ospedali italiani a “misura di donna”?
Domenica, 6/7/2008
Da uno a tre “bollini rosa” per gli ospedali italiani più attenti alle esigenze femminili. Questo il riconoscimento assegnato il 1° luglio dall’Osservatorio sulla salute della donna a 96 strutture sanitarie candidate al progetto “Ospedaledonna 2008″?. Presente alla premiazione il sottosegretario alla Salute Francesca Martini che ha espresso “un totale sostegno all’iniziativa”? e alla “capacità di fare rete”? per la crescita culturale del Paese in materia di salute femminile.
Il progetto “Ospedaledonna 2008″. 96 gli ospedali che quest’anno si sono aggiudicati i “bollini rosa”?, il riconoscimento che il progetto “Ospedaledonna”? ha assegnato alle strutture sanitarie che “hanno scelto la prospettiva di genere come fattore strategico di qualità ”?, come ha sottolineanto il sottosegretario alla Salute Francesca Martini. La premiazione avvenuta ieri, 1 luglio, ha attribuito da uno a tre bollini a quelle strutture che già possiedono caratteristiche a “misura di donna”?, come l’attenzione a malattie di genere o la presenza di personale prevalentemente femminile.
L’iniziativa promossa dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda) è giunta quest’anno alla sua seconda edizione; per il prossimo anno il sottosegretario alla Salute, presente alla premiazione, ha lanciato una nuova sfida, impegnandosi a partecipare personalmente ai lavori del comitato tecnico scientifico. Martini ha affermato, infatti, quanto sia importante far leva su progetti, come questo, che “fanno rete e stimolano positivamente maggior consapevolezza delle donne in materia di salute ed un innalzamento della volontà operativa per tutte le regioni e i direttori”?.
I criteri per i “bollini rosa”. Una Commissione dell’Osservatorio ha analizzato e classificato 115 candidature di ospedali italiani, per il 90% strutture pubbliche, premiandone 96 contro i 44 dello scorso anno su un totale di 59 richieste. Sono stati assegnati uno, due o tre bollini rosa in base al livello di women friendship degli ospedali, ovvero il grado di attenzione posta sulla diagnosi e sulla cura delle patologie femminili, ma anche sulla presenza di strutture e di servizi vicini alle esigenze delle donne, tenendo conto della multiculturalità . Ad esempio un bollino è andato agli ospedali con un punto nascita efficiente, mentre tre bollini sono andati alle strutture in cui le donne ricoprono alte cariche dirigenziali.
Il ministro Mara Carfagna e il sottosegretario Francesca Martini. Ha espresso il suo sostegno all’iniziativa anche il ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna, che ha sottolineato la necessità di “sostenere la ricerca, incoraggiare le donne a svolgere un ruolo attivo nei confronti della loro salute, sollecitare l’attenzione delle istituzioni ed educare alla salute della donna in ambito scolastico e universitario”?. Dello stesso avviso è anche il sottosegretario Martini che ha ricordato come la qualità delle strutture del Ssn si basi anche sulla “capacità di risposta e di accoglienza a donne con particolari patologie, a donne disabili”? e a donne che non possono provvedere ai propri figli. Inoltre il sottosegretario alla Salute ha sottolineato il problema della scarsa presenza femminile ai vertici della sanità , lanciando un appello ai manager delle aziende sanitarie perché “diano alle donne l’opportunità di dimostrare quello che valgono”?.
I dati sull’edizione di quest’anno. Riguardo l’indagine 2008, si sono ridotte rispetto l’anno scorso le differenze fra Nord e Sud con il 55% di candidature dagli ospedali del Settentrione, il 19% del Centro e il 26% dell’Italia meridionale; tra questi si sono distinte diverse realtà di prestigio nei piccoli centri. Molti anche gli ospedali già premiati nel 2007 che si sono ripresentati per ottenere una “promozione”?. Un bilancio che è destinato ad aggiornarsi costantemente: infatti l’obiettivo di “Ospedaledonna”? “è delineare un percorso di miglioramento nei processi di cura: le strutture già censite infatti verranno seguite nel tempo dalla nostra Commissione. Sono previste delle site visit scegliendo a sorte le strutture da controllare, dunque a sorpresa”? ha spiegato il presidente di Onda Francesca Merzagora.
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Perchè una madre uccide il proprio figlio?
Mercoledì, 21/5/2008
In aumento, in Italia, i crimini commessi dalle madri contro i propri figli:145 dal 2000 al 2007 gli omicidi, con una media di 20,7 all’anno. Quasi la metà degli episodi si registra nel Nord Italia, soprattutto in Lombardia e a Milano. I numeri del dramma sono stati fotografati oggi all’ospedale materno-infantile Macedonio Melloni del capoluogo lombardo. L’azienda ospedaliera Fatebenefratelli, cui fa capo il presidio di via Melloni, con il suo Centro depressione donna ha stretto infatti un’alleanza ad hoc con l’assessorato comunale alla Salute. Opuscoli, incontri e progetti ‘in fieri’ contro l’emergenza.
Ma cosa spinge una madre a uccidere il figlio? “Nel 38,7% dei casi una malattia psichiatrica - spiega Alessandra Bramante, criminologa e psicologa del Centro depressione donna del Fatebenefratelli - nel 10,4% una conflittualità di vario tipo, nel 7,1% un maltrattamento, nel 6,1% una situazione di abbandono o trascuratezza”. A volte la mamma è spinta da ‘pietatis causa’, ossia da un intento simile a quello che anima l’eutanasia. Infine, “i problemi economici ‘pesano’ per l’1,8% del totale”. Secondo gli esperti, figlicidi e neonaticidi per mano materna prevalgono nelle famiglie con un buon livello di istruzione e di reddito. “Soldi e cultura non c’entrano - commenta l’assessore milanese alla Salute, Giampaolo Landi di Chiavenna - come pure non bisogna puntare il dito contro la cosiddetta società globalizzata e consumistica, se è vero che i numeri attuali sono pari a quelli degli anni ‘70″.
“Insonnia, deliri, allucinazioni, precedenti di psicosi in famiglia e morte di un proprio caro”. Questi, elenca Bramante, i principali fattori di rischio che possono sfociare in cronaca nera. “L’arma chiave si chiama prevenzione - afferma Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di Salute mentale del Fatebenefratelli - perché il ‘fulmine a ciel sereno’ non esiste”. Esistono piuttosto segnali di disagio da intercettare, aggiunge, campanelli d’allarme fra cui spicca la depressione post-partum: “Più del 10% delle neomamme presenta un disturbo depressivo - avverte il medico - e lo 0,1% sviluppa una psicosi vera e propria”. E cosa rende la Lombardia e Milano aree più vulnerabili? “Nella nostra città il 60,1% delle donne lavora e il tasso di natalità è complessivamente buono (1,4 figli per donna, contro una media nazionale di 1,34) - ricorda lo specialista - Essere madri e lavoratrici nello stesso tempo è possibile, ma in una società in cui la famiglia allargata si è persa e i nonni ‘baby-sitter’ sono un lusso per pochi, urgono politiche di supporto alle giovani coppie”. La certezza di una casa, asili, nidi aziendali, un lavoro flessibile, ma sicuro: “Tutti elementi indispensabili a uno Stato moderno, su cui mi impegno a lavorare in prima persona”, promette Landi.
Secondo uno studio condotto da Alessandra Bramante dal 1958 al 2007 i casi di mamme assassine sono stati in Italia 814, per un totale di 971 baby-vittime. Degli 814 episodi 211 sono neonaticidi (bebè ucciso entro il primo giorno di vita) e 603 i figlicidi (dal primo giorno di vita in poi). La madre uccide il figlio appena nato soffocandolo, oppure gettandolo dalla finestra (per i figli più grandi). Il 48% dei figlicidi e il 18% dei neonaticidi (quasi uno su 5) avvengono nel Settentrione, e i più colpiti sono i bimbi da zero a 6 anni. Nel 1958-59 i casi sono stati 40 (in media 20 all’anno), negli anni ‘60 sono stati 238 (23,8 ogni anno) e negli anni ‘70 in tutto 205 (20,5 l’anno); si scende poi ai 113 casi degli anni ‘80 (11,3 all’anno) e ai 73 degli anni ‘90 (7,3), per poi ‘rimbalzare’ ai livelli di trent’anni fa con il dato dei primi 7 anni del Duemila.
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“Pronto mamma” 899-500043
Lunedì, 21/1/2008
‘Pronto mamma’ è’ una linea telefonica dedicata a tutti quei problemi legati alla mascita di un bambino: dalla procreazione alla salute del neonato. Al numero’ 899-500043 risponde il personale specializzato di Villa Donatello e del centro Florence: dall’emergenza alle piccole e grandi curiosità  . Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 18.00
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Un buono da 190 sterline per comprare frutta e verdura
Domenica, 18/11/2007
Un ‘buono’ da 190 sterline (circa 265 euro) per permettere alle future mamme di acquistare frutta e verdura a volonta’, a partire dalla 25esima settimana di gravidanza. E’ il provvedimento chiamato ‘Health in Pregnancy’, cioe’ salute in gravidanza, che il Governo inglese rendera’ operativo da aprile 2009. Ma le critiche non mancano: secondo molti potrebbero essere soldi sprecati, perche’ nessuno controllera’ che vengano spesi proprio per un’alimentazione sana, piuttosto che per sigarette o alcol, da parte delle gestanti.
(Adnkronos)
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In difesa del latte materno
Mercoledì, 7/11/2007
Il prossimo 14 novembre a Roma, davanti a Montecitorio, si terrà un sit-in di mamme che scenderanno in piazza per difendere il diritto di allattare al seno i propri figli.
A promuovere l’iniziativa sono Aicpam, Ibfan Italia, Leche League Italia, Mami. Obiettivo dell’iniziativa è ottenere dal Governo la piena attuazione del Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno emanato da OMS e UNICEF nel lontano 1981, allo scopo di proteggere la salute dell’infanzia, sanzionando la scorretta commercializzazione ed ogni forma di promozione dei sostituti del latte materno. Anche l’Italia ha sottoscritto il Codice, così come tutti i paesi dell’Unione Europea. Ciò nonostante, l’attuale normativa è tuttora più debole del Codice Internazionale e delle successive risoluzioni, poiché limita le restrizioni commerciali alle sole formule lattee iniziali per neonati (latti 1), lasciando le compagnie libere di violare il Codice per tutti gli altri prodotti (latti2, latti3, tisane, omogeneizzati, biberon e tettarelle).
Entro il 31 dicembre 2007 proseguono le associazioni promotrici - il Governo italiano dovrà varare una nuova direttiva europea (la 2006/141/CE del 22 dicembre 2006), che comporterà una nuova e profonda revisione della disciplina vigente in materia. Sarà finalmente l’occasione per dettare regole chiare e precise sulla pubblicità e l’etichettatura dei sostituti del latte materno. E porre un freno agli episodi di conflitto di interessi tra sistemi sanitari ed aziende.
L’appuntamento è per mercoledì 14 novembre - dalle ore 10.30 alle 13.30 circa - in piazza Montecitorio a Roma. Durante il sit-in (ma è possibile aderire anche online) si terrà una raccolta di firme a sostegno dell’iniziativa che saranno poi consegnate al Presidente della Camera, Fausto Bertinotti. Una delegazione delle associazioni promotrici chiederà inoltre di essere ricevuta dal Ministro della Salute, On. Livia Turco.Â
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I miei figli sono grandi… ora cosa faccio?
Martedì, 9/10/2007
Cosa succede alle mamme che hanno dedicato la loro vita ad “allevare” i propri pargoli quando questi diventano grandi? Spesso, quando i figli diventano maggiorenni, adulti, indipendenti e vanno a vivere da soli (molti lo fanno, anche se i media ci raccontano soltanto dei trentenni che da casa non se ne vogliono andare!) o si creano una loro vita autonoma, queste mamme vanno in crisi. Spesso, anche se da tempo hanno pensato a come riorganizzarsi la giornata in previsione dell’assenza degli impegni, le mamme si trovano davanti un vuoto terribile. Spesso, anche se il figliolo va ad abitare non troppo lontano da casa, la casa si riempie di un vuoto terribile. E proprio per quelle mamme che hanno costruito un rapporto profondo fatto di complicità , di intesa, di comuni interessi si apre una realtà completamente nuova fatta di momenti difficili.
A questo tipo di problematiche, a questo momento della vita di una mamma “La Miniera di Giove”, Ludoteca e Centro Studi sulla paternità e la famiglia di Malnate (Va), dedica un “Corso per mamme con figli grandi”. E’ un percorso per mamme che dopo una vita dedicata ai figli, consacrata a scuola, compiti, corsi, “servizio taxi”?, ascolto, notti in bianco in attesa si trovano ad affrontare… il distacco.
“Improvvisamente i pargoli sono grandi, indipendenti e queste donne si ritrovano con un sacco di tempo libero e un vuoto che non sanno come affrontare”.
Due incontri, a ottobre e a novembre. Nella prima serata, la dottoressa Tania Furini parlerà di”ottime madri… disoccupate” parlando dei cambiamenti che ognuna ha vissuto o sta vivendo dopo l’allontanamento dei propri figli. Nel secondo incontro, invece, si dovranno evidenziare le peculiarità di ciascuna: «Ognuna dovrà tirar fuori tutte le aspirazioni represse, le passioni sopite, le ambizioni mai sostenure per aiutare gli altri. Io credo molto nel confronto: queste madri, giovani e ancora ricche di risorse, si metteranno in gioco per individuare un’occupazione che possa riempire nuovamente la loro vita, sia questa il volontariato o il teatro, la pittura piuttosto che la cucina. La cosa più importante è il confronto, il rendersi conto che non si è soli in quella condizione, che esiste la possibilità di non lasciarsi travolgere dal nodo affettivo».
Programma e infoÂ
Martedì 16 Ottobre      Ottime madri…disoccupate
Martedì 6 Novembre   Ripensarsi madri e donne
con la Dott.ssa Tania Furini
inizio incontri ore 20,45
presso la sede di Via Settembrini, 4 – Malnate
iscrizioni entro Venerdì 12 Ottobre 2007
gruppo minimo di 10 persone
costo € 30,00 per i due incontri
info: 0332.425878 – info@laminieradigiovesrl.191.it
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Congedi più lunghi per le mamme che adottano un bambino
Martedì, 2/10/2007
Buone notizie per i genitori che adottano o hanno in affido un bimbo. La Finanziaria estende, per le donne lavoratrici, il congedo per maternita’ per ulteriori due mesi e stanzia dieci milioni l’anno per il 2008, il 2009 e il 2010.
Nella Relazione tecnica, si evidenzia come si stimino in 3.500 le adozioni con madri lavoratrici (operando una riduzione prudenziale di circa il 30% delle adozioni complessive) e ipotizzando un’indennita’ mensile netta di 1.300 euro “si perviene ad un onere annuo di 9 milioni di euro al quale va aggiunto un onere di circa un milione di euro su base annua per l’ampliamento dell’utilizzo del congedo parentale� legato ai limiti di eta’ del minore. (AGI)
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Baby Bazar: la festa dell’usato
Venerdì, 28/9/2007
L’usato per i bambini: abiti e giocattoli, accessori per la casa e per la macchina. Quanto costano! Quanto spazio prendono in casa! E quanto poco tempo vengono usati! Così, comprare cose usate e vendere quelle che non si usano più sta diventano, anche nel nostro Paese, una vera e propria moda. In Inghilterra, dove l’attenzione e gli investimenti per l’infanzia si concentrano più sui progetti educativi e didattici che non sull’abbigliamento firmato o l’accessorio di grido, già da tempo i genitori hanno sviluppato una sorta di riuso e riciclo degli accessori per i bambini.Â
A Roma e in altre città , i negozi Baby Bazar organizzano una vera e propria festa per l’usato: Baby Bazar in Festa! Giocolieri, pagliacci, scultori di palloncini oppurtunamente accompagnati da un gran buffet, da tanta musica e da giochi.
A Baby Bazar in Festa! puoi comprare cose usate e vendere quelle che i tuoi bambini non usano più.
Sabato 29 e domenica 30Â settembre, orario non stop, dalla mattina alla sera.Â
Il programma
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RE DI ROMA -Â Sabato 29 Settembre . Orario:Â 9.00-13.00/15.30-19.30. |
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BERGAMO COLOGNOLA -Â Sabato 29 Settembre. Orario: 9.30-12.30/15.30-19.30. |
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SESTO SAN GIOVANNI (MI) -Â Domenica 30 Settembre. Orario: 9.30-13.00/16.00-19.30. |
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SALO’ (BS) - Sabato 29 e Domenica 30 Settembre. Dalle 9.30 alle 19.30 - orario continuato. |
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BASSANO (VI) -Â Sabato 29 Settembre. Orario: 9.30-12.00/15.30-19.00. |
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Mamme dopo i 40: Italia prima in Occidente
Mercoledì, 8/8/2007
L’Italia è il paese occidentale con la maggiore incidenza di nascite da madri over 40: 4,6% nel 2005, con punte del 7,2% in Sardegna e valori oltre il 6% in alcune grandi province come Bologna, Firenze, Genova e Roma
Negli ultimi 25 anni è cresciuta, in tutto l’Occidente, l’incidenza delle maternità over 40. Negli Stati Uniti il numero di parti in questa fascia d’età è più che quadruplicato dal 1980 al 2003, da 23.000 a 101.000 (2,6% delle nascite). L’Italia, oggi, è il grande paese occidentale con l’incidenza maggiore di nascite da madri con più di 40 anni. Non solo: sempre più spesso quello avuto in età relativamente avanzata è il primo figlio (negli Stati Uniti nel 1980 il 9% dei nati da madri over 40 era primogenito, nel 2000 il 16%).
“Ma ci sono limiti sociali e biologici al rinvio della maternità �, scrive Francesco Billari, demografo e direttore del Centro Dondena per la ricerca sulle dinamiche sociali dell’Università Bocconi in un paper (Approaching the Limit: Long-Term Trends in late and Very Late Fertility) pubblicato dalla Population and Development Review (co-autori Hans-Peter Kohler, Gunnar Andersson e Hans Lundström). E tali limiti hanno dimostrato una sorprendente consistenza nel tempo, nonostante l’introduzione di tecniche di riproduzione assistita sempre più sofisticate.
L’aspetto critico non è tanto l’incidenza delle nascite da madri over 40, che rimane bassa rispetto alle percentuali registrate nella prima metà del secolo scorso (la Svezia, oggi assestata al 2,9%, era oltre il 10% nel 1900), ma il rinvio della prima maternità . “Il cattivo esito del tentativo di avere almeno un figlio�, scrivono gli autori del paper, “ha conseguenze molto più significative per il benessere individuale rispetto al diffuso superamento o non raggiungimento degli obiettivi di fertilità quando si hanno già figli�, mentre il rinvio della prima maternità espone le donne a un rischio esponenzialmente crescente di sterilità dopo i 35 anni.
Un’approfondita rassegna della letteratura medica mostra che “non sembra essersi verificato uno spostamento dell’età della menopausa che rifletta l’aumento della longevità � e che “l’età mediana delle donne all’ultimo parto, nelle popolazioni che non fanno uso di contraccezione, è piuttosto stabile, intorno ai 40-41 anni�.
Un tipo di informazione miracolistica riguardo le tecniche di riproduzione assistita rischia di “illudere le donne di poter attendere a lungo l’arrivo del partner giusto, concentrarsi sulla carriera, raggiungere la sicurezza e un buono standard di vita� prima di diventare madri, senza realizzare quanto sia costosa ed esposta al fallimento l’inseminazione artificiale. Con le donne di 35 anni l’inseminazione artificiale ha esito negativo 60 volte su 100, e a 40 anni o poco più la percentuale di fallimenti passa addirittura all’85%.
La variabile di gran lunga più importante nella ricerca della maternità non è l’uso di tecniche di riproduzione assistita, ma l’età dei primi tentativi di avere un figlio. Su 100 donne che cercano un figlio a 30 anni, soltanto 6 rimangono senza figli, con altre 3 che raggiungono la maternità grazie alle tecniche di riproduzione assistita. Su 100 donne che cominciano i tentativi di rimanere incinta a 40 anni, invece, ben 36 rimangono senza e solo 7 riescono a diventare madri grazie alle tecniche di riproduzione assistita.
“In definitiva, il continuo rinvio della prima maternità si rivela una delle cause principali della bassa fecondità del mondo occidentale�, spiega Billari, “e nel breve periodo gli sviluppi nella medicina, anche se potranno apportare miglioramenti marginali, non sembrano, da soli, in grado di invertire la tendenza�.
uni-bocconi.it
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I bambini allattati al seno sopportano meglio lo stress
Venerdì, 4/8/2006
Da Stoccolma, Scott Montgomery, epidemiologo dello Karolinska Institute di Stoccolma fa sapere dalle pagine della rivista Archives of Disease in Childhood che i bambini allattati al seno potrebbero in futuro sopportare meglio lo stress . ‘’L'ansieta’ infantile a causa di divorzi o separazioni e’ meno problematica nei bambini che sono stati allattati al seno'’ ha spiegato Montgomery. La ricerca ha mostrato inoltre che allattare al seno ridurrebbe l’incidenza nei bambini di infezioni, malattie respiratorie e diarrea.
Montgomery e il suo team hanno analizzato 9000 bambini, allattati al seno e non, concentrando l’attenzione su quelli dati alla luce da coppie sulla soglia della separazione. Seguiti dalla nascita fino ai 10 anni, i ragazzi sono stati invitati ad attribuirsi un livello di ansia da 1 a 50. I livelli sono risultati molto alti in entrambe le categorie, ma i bambini che erano stati allattati al seno sapevano gestire meglio lo stress. Secondo gli studiosi non esisterebbe un motivo ben chiaro dietro questi esiti. Probabilmente le ragioni sono da ricercare nel benefico effetto del contatto con la madre. L’allattamento materno potrebbe inoltre influenzare quelle strutture che nell’organismo determinano la risposta allo stress. ‘In termini evoluzionistici e’ forse proprio la naturalezza del gesto ad essere il segreto del successo dell’allattamento materno’ ha concluso Montgomery.
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