Diritto

DERBY DEL CUORE - Roma 9 giugno 2010 per “31 e 34 : i numeri dei campioni di Yeoville e Hillbrow”

Sabato, 5/6/2010

Nei sobborghi di Johannesburg con ECPAT per aiutare i bambini attraverso lo sport.

Il 9 giugno, alle 20,30, allo Stadio della Cecchignola (Roma - Zona Laurentina) si terrà il DERBY DEL CUORE. Si sfideranno la nazionale ATTORI, Asd Esercito Calcio, rappresentativa del asd FONTE LAURENTINA. Una partita per i bambini del Sudafrica vittime dello sfruttamento sessuale, della povertà, dell’Aids. (continua…)

Una Task force interministeriale in materia di sottrazioni internazionali di minori

Mercoledì, 27/5/2009

Ragazzi minorenni contesi tra i genitori, spesso di nazionalità differenti, e trasferiti in un Paese straniero senza il consenso reciproco di padre e madre. Con questa formula si individua la sottrazione internazionale dei minori, che registra una crescita esponenziale dei casi, sia in Italia che in Europa.

Per contrastare il fenomeno è nata la “Task force interministeriale in materia di sottrazioni internazionali di minori”, un organismo tecnico che può agire in modo efficace con il coinvolgimento di tre ministeri: Esteri, Interno e Giustizia.

La Task force è stata presentata agli ambasciatori accreditati in Italia lo scorso 20 maggio, alla Farnesina, dal ministro Frattini, insieme ai ministri Maroni e Alfano, vale a dire dai titolari delle amministrazioni che, tramite tale struttura, saranno messe in rete per dare organicità al “sistema Italia” a tutela dei ragazzi.

“L’attività della task force - ha dichiarato il ministro Frattini nel suo intervento di presentazione della struttura - favorirà una pronta ed unitaria reazione da parte delle competenti Istituzioni, ciascuna per gli aspetti di propria competenza, fin dalla prima segnalazione di un caso di sottrazione, e potrà concorrere ad una sua tempestiva soluzione, rendendo certamente più efficaci gli attuali meccanismi di coordinamento e più rapide le misure di intervento”.

Secondo i dati forniti dalla Farnesina, i casi trattati sono passati dagli 89 del 1998 ai 258 di oggi, mentre il ministero della Giustizia ha all’attivo, dal 2000 ad oggi, 1.388 procedimenti di rimpatrio. Il dato che emerge, inoltre, è che l’Europa risulta essere il continente che nel 2008 ha avuto il primato di minori contesi, con il 60% dei casi registrati in tutto il mondo.

L’impegno delle istituzioni a tutela dei minori trova in tale formula interministeriale la possibilità di rendere più efficaci le azioni dei singoli ministeri. Azioni delle quali hanno fatto qualche esempio i ministri Maroni, Alfano e il ministro per le Pari Opportunità, Carfagna, presente, insieme ad Alessandra Mussolini - che presiede la Commissione bicamerale per l’infanzia - alla presentazione della Task force.

L’azione a tutela dei minori - ha infine ricordato il Frattini - trova in Europa la sponda degli impegni che i Ministri italiani mettono in atto nei rispettivi ambiti di gestione.

Fonte: Ministeri Esteri, Interno, Giustizia

Un poster per esprimere il diritto dei minori alla protezione

Domenica, 21/9/2008

“Garantire e promuovere i diritti dei bambini, in particolare il diritto alla protezione di cui beneficiano tutti i bambini e gli adolescenti residenti o cittadini dell’UE, sono obiettivi condivisi dall’Unione europea e dagli Stati membri. 

Poter dire: “LA PROTEZIONE E’ UN MIO DIRITTO!”? e riuscire ad essere ascoltati non rappresenta soltanto una sfida quotidiana per i giovani, ma anche l’affermazione di un valore europeo fondamentale, sancito dall’Articolo 24 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. 

Ecco perché il 31 luglio 2008, nell’ambito del concorso 2008 della Direzione generale Giustizia, libertà e sicurezza della Commissione europea, intitolato “Il diritto dei bambini di essere protetti”?, propongo ai giovani di lavorare in squadra per esaminare il tema della loro protezione nell’Unione europea, affinché siano più consapevoli di tale diritto e quindi meglio preparati per farlo valere. 

Più nel dettaglio, i giovani di età compresa tra 10 e 14 anni e 15 e 18 anni sono invitati a creare un manifesto sul tema del diritto dei bambini alla protezione nell’UE. Dopo una selezione iniziale a livello nazionale e una cerimonia di premiazione che si terrà in ogni Stato membro il 20 novembre, “Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia”?, inviterò le tre squadre vincitrici di ogni fascia di età a venire a Bruxelles dal 7 al 9 dicembre, dove potranno incontrarmi alla cerimonia di premiazione europea da me presieduta, nonché visitare le istituzioni europee e la città di Bruxelles. 

Buona fortuna a tutti e a presto!”? 

Jacques Barrot 

Vicepresidente della Commissione europea 

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Partecipate al concorso riservato ai giovani europei per la creazione di un poster, organizzato dalla Commissione europea – Direzione generale Giustizia, libertà e sicurezza.

Esprimete il vostro parere sul diritto dei minori alla protezione!

- Cosa significa per voi il diritto alla protezione?
- In quali situazioni i giovani dovrebbero essere protetti?
- In che modo possiamo collaborare per garantire che noi e altri giovani siano protetti, ad es. fratelli o amici?

Create un team di 4 persone (in gruppi di età compresa tra 10 e 14 o 15 e 18 anni), accompagnati da un adulto in qualità di supervisore.

Presentate le vostre idee con un poster in formato A2 (42×59 cm)
Siete assolutamente liberi di decidere come farlo!

Vi occorre un’ispirazione?
Risolvete i quiz e date un’occhiata alla Carta dei diritti fondamentali.

Consegnate il poster entro il 31 ottobre 2008.

 

http://www.europayouth.eu/index_it.htm

In Somalia la situazione della popolazione è catastrofica

Venerdì, 27/6/2008

Da un anno i tassi di malnutrizione hanno superato la soglia di emergenza, ma gli aiuti continuano a diminuire

La popolazione somala sta affrontando una gravissima crisi umanitaria senza che vi sia un’adeguata risposta ai loro bisogni critici. Nel solo mese di maggio, le equipe di Medici Senza Frontiere (MSF) che lavorano a Mogadiscio nei sobborghi di Hawa Abdi e Afgoye hanno curato oltre 2500 bambini colpiti da malnutrizione acuta, e il numero dei bambini ricoverati nei programmi nutrizionali di MSF è raddoppiato in aprile e poi ancora in maggio. Da un anno i tassi di malnutrizione hanno superato la soglia d’emergenza. Il numero di nuovi casi sta aumentando drasticamente, mentre l’assistenza esterna continua a diminuire sia in quantità che in qualità a causa dell’elevato livello di insicurezza e dell’aumento degli attacchi agli operatori umanitari. I somali che tentano di fuggire dalla violenza hanno poche opzioni di fuga, poiché i principali punti di passaggio alla frontiera verso il Kenya e l’Etiopia sono chiusi. 

“La Somalia non è più sull’orlo della catastrofe. La catastrofe sta accadendo in questo momento?, afferma Bruno Jochum, responsabile delle operazioni di MSF. “Solamente la settimana scorsa, abbiamo ammesso oltre 500 bambini gravemente malnutriti nel nostro programma nutrizionale. Di questi, uno su sei ha dovuto essere ricoverato a causa di complicazioni mediche. Se questa tendenza dovesse continuare, la malnutrizione potrebbe colpire una popolazione ancora più vasta, come i bambini sopra i cinque anni e gli adulti vulnerabili. La situazione è tragica, e non siamo in grado di fornire gli aiuti necessari per prevenire un ulteriore peggioramento della situazione?.

Tra Mogadiscio e Afgoye, oltre 250mila persone vivono in condizioni di sovraffollamento estremo e il loro numero continua ad aumentare stabilmente a causa della fuga dalla violenza che colpisce la capitale. Ogni persona ha a disposizione meno di 10 litri di acqua potabile al giorno, e la maggior parte delle famiglie vivono in ripari improvvisati che forniscono poca o nessuna protezione. I prezzi degli alimenti di base come il riso e il grano sono triplicati dall’inizio dell’anno e molti sfollati sopravvivono unicamente grazie all’assistenza esterna.

La violenza quotidiana continua a Mogadiscio e nelle zone circostanti, colpendo pesantemente la popolazione civile. Il reparto di chirurgia di MSF a Dayniile, alla periferia di Mogadiscio, ha curato oltre 2100 persone con ferite provocate da traumi dall’inizio dell’anno. La metà di loro sono donne e bambini sotto i 14 anni. Il 56% dei nostri pazienti sono curati per ferite legate alla violenza, come colpi di arma da fuoco o bombe.

L’estrema insicurezza previene qualunque evoluzione significativa nel livello e nella qualità dell’assistenza. Gli operatori umanitari sono regolarmente presi di mira e nessun’organizzazione, inclusa MSF, riesce a lavorare in maniera regolare coi propri operatori umanitari internazionali.

“Due anni dopo che alcuni membri della comunità internazionale sono intervenuti politicamente e militarmente nel nome del ristabilimento della pace e della lotta al terrorismo, la situazione per la popolazione somala è semplicemente catastrofica?, dichiara Kostas Moschochoritis, direttore generale di MSF Italia. “Il conflitto è aumentato, la violenza nei confronti della popolazione civile da parte di tutte le parti in conflitto non fa che contribuire all’attuale disastro umanitario. MSF chiede che sia garantita l’indipendenza dell’azione umanitaria rispetto all’agenda politica e all’azione di peacekeeping, e lancia un appello a tutti i belligeranti affinché garantiscano un accesso sicuro e non ostacolato agli operatori umanitari?.

MSF lavora ininterrottamente in Somalia da più di 17 anni ed è attualmente il più importante fornitore di cure mediche nel centro e nel sud del paese. Nel corso del 2007, le equipe mediche hanno eseguito più di 2500 interventi chirurgici, 520mila consultazioni ambulatoriali e circa 23mila ricoveri. In questo momento, l’insicurezza impedisce a MSF di avere una presenza permanente dei suoi operatori internazionali sul terreno. Nonostante la dedizione degli operatori somali di MSF che continuano a gestire programmi e a fornire cure mediche salvavita nelle regioni di Bakool, Banadir, Bay, Galgaduud, Hiraan, Lower and Middle Juba, Mudug, e Lower and Middle Shabell, tutto ciò è molto meno di quanto sarebbe oggi necessario nel paese.

A Viterbo la prima sede del Garante per l’Infanzia

Giovedì, 12/6/2008

Il Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione ha aperto la sua prima sede decentrata a Viterbo: prima di una serie di sedi provinciali che verranno attivate in tutto il Lazio. Per l’occasione dell’apertura, si è svolto a Viterbo un convegno dal titolo ‘Farsi carico e prendersi cura dell’infanzia e dell’adolescenza’, organizzato dal Garante dell’Infanzia, in collaborazione con il Comune di Viterbo e il Comitato provinciale dell’Unicef. Ad aprire i lavori, una relazione del vescovo della diocesi di Viterbo, Mons. Lorenzo Chiarinelli. Il convegno è stato preceduto da un incontro del Garante con tutti gli attori dei servizi sociali della provincia e dei comuni del territorio e del privato sociale.

La figura del Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza era stata istituita nel 2002 con legge regionale, ma è stata la Giunta Marrazzo a nominare, il 22 giugno 2007, Francesco Alvaro primo Garante del Lazio. Compito del Garante è di intervenire nei procedimenti amministrativi e raccomandare l’adozione di specifici provvedimenti qualora vi siano condotte omissive da parte delle competenti amministrazioni. Inoltre, il Garante provvede a denunciare alle autorità competenti e a  riferire alla Regione, gravi situazioni di rischio o danno per minori.

Nel corso del convegno, Francesco Alvaro ha presentato una ‘lettera aperta’ che sarà inviata alle autorità e alle comunità locali della provincia di Viterbo. Scopo dell’iniziativa, la presentazione del Garante stesso e una richiesta di collaborazione per ‘fare squadra’ attorno al problema della tutela dei diritti dei minori. Un riconoscimento è stato consegnato a Giuseppe Foti, preside in pensione, che ha creato a Viterbo la locale sezione dell’Unicef  e che ha speso tutta la sua vita per il bene dei ragazzi.

Il prossimo importante appuntamento del Garante è per il 19 giugno a Roma. Per quella data è stato infatti organizzato un convegno sui modelli di accoglienza dei minori stranieri. All’incontro prenderanno parte rappresentanti di Paesi europei e l’assessore alle Politiche sociali della regione Lazio, Anna Salome Coppotelli.

GIORNATA MONDIALE CONTRO IL LAVORO MINORILE

Giovedì, 12/6/2008

IN ITALIA MIGLIAIA DI BAMBINI  SONO SCHIAVI : L’ACCATTONAGGIO MINORILE  E’ VIOLENZA SOCIALMENTE ACCETTATA.TELEFONO ARCOBALENO  INVITA OGNI CITTADINO A DENUNCIARE I CASI DI SFRUTTAMENTO MINORILE AL NUMERO VERDE 800 025777
Telefono Arcobaleno, Associazione da dodici anni in prima linea contro ogni abuso sull’infanzia e contro la pedofilia on line, oggi, in occasione della « Giornata mondiale contro il lavoro minorile »,  denuncia la gravissima condizione di migliaia di bambini, per lo più stranieri, che vengono sfruttati agli angoli delle strade italiane e costretti a mendicare ogni giorno in una condizione di vera e propria schiavitù.

 

Telefono Arcobaleno, oggi rinnova il suo impegno contro ogni forma di abuso sull’infanzia offrendo il proprio supporto per l’emersione dei casi sommersi  e invita le più sensibili componenti sociali ad assumere provvedimenti e attivare interventi concreti ed efficaci, per debellare lo sfruttamento dei minori nell’accattonaggio.  

“L’accattonaggio di bambini, anche molto piccoli, sembra essere una forma di violenza socialmente accettata che spesso non è riconosciuta come vero e proprio abuso sull’infanzia?. Afferma Giovanni Arena, Presidente di Telefono Arcobaleno, “Dal 1996 lavoriamo con gli adulti per aiutarli a individuare il disagio e la sofferenza, spesso silenziosa, dei più piccoli e, anche in questo caso,  il nostro compito è di sensibilizzare la collettività a riconoscere le necessità di tutti i bambini?.

 

Tutti coloro che non vogliano rendersi, col silenzio o con la propria omissione, complici di tale e tanta criminalità, possono contattare la Linea Nazionale Contro L’abuso sull’Infanzia di Telefono Arcobaleno, con una chiamata gratuita al numero verde 800 025777.

 

Giovanni Arena, presidente di Telefono Arcobaleno, lancia un appello: «A fronte della gravità del fenomeno occorre un forte senso di responsabilizzazione anche da parte di ogni singolo cittadino, oltre che degli operatori pubblici più specificamente interessati a motivo del loro ufficio.?

 

Il Numero Verde per i diritti di ogni bambino, si rivolge agli adulti

Martedì, 20/11/2007

 Oggi,  in occasione della Giornata Mondiale per i Diritti dell’Infanzia, La Linea Nazionale Contro L’abuso di Telefono Arcobaleno chiama gli adulti. 

Telefono Arcobaleno è l’Associazione che da 11 anni combatte in prima linea contro ogni forma di abuso sull’infanzia.

Sin dal 1996,  lo strumento d’eccellenza è stato quello della Linea Nazionale contro l’abuso, una linea gratuita alla quale è possibile accedere  da qualunque città d’Italia componendo il

Numero Verde 800 025777.

 “Nel corso della nostra lunga esperienza?- afferma la dr.ssa Silvia Reitano, psicoterapeuta, responsabile della Linea Nazionale contro l’abuso - “abbiamo avuto modo di riscontrare che, a fronte di un’altissima percentuale di adulti che ogni giorno si fa portavoce della sofferenza dei bambini, la percentuale di minori in difficoltà che si rivolge direttamente al Numero Verde è minima:  l’1,5% delle telefonate del 2005 e il 6% del 2006. 

In particolare, i dati relativi alle telefonate pervenute nel 2005 e nel 2006 ci mostrano un’alta percentuale  di genitori (circa il 30%), di vicini di casa (17%)  e di parenti (13%) che chiama il nostro servizio per segnalare abusi ai danni di un minore.

Il bambino che è vittima di un abuso vive un trauma che, raramente, gli permette di chiedere aiuto in prima persona.

E’ difficile, specialmente se la vittima è molto piccola, che abbia una chiara consapevolezza di ciò che gli sta accadendo  e  la maturità necessaria per rivolgersi ad una help line.

Specialmente nei casi in cui l’abuso avviene all’interno della famiglia, che dai nostri dati risulta essere la situazione più frequente, è possibile che il bambino non abbia gli strumenti necessari per comprendere l’ accaduto e per affrontare da solo  il complesso insieme di vissuti emotivi che l’abuso porta con sé.

“Per questo motivo?, sottolinea la dottoressa Reitano “Telefono Arcobaleno si rivolge, in questa giornata così importante, agli adulti perché intervengano in difesa dei minori: perché chi ha gli strumenti per portare avanti i bisogni fondamentali  di un bambino, possa decidere di esserne il portavoce, chiedendo la collaborazione di un servizio come  Telefono Arcobaleno che, da undici anni, fa della tutela dell’infanzia lo scopo principale della propria attività.?  

A Napoli, da oggi, è vietato fumare anche nei parchi, in presenza di bambini e donne incinte

Domenica, 18/11/2007

Napoli all’avanguardia nella tutela dei soggetti più deboli esposti al rischio di fumo passivo. Il dispositivo, emesso dall’assessore alla Sanità Rino Nasti , recepisce le proposte fatte da associazioni impegnate contro i danni derivanti dal tabagismo. E rientra anche nella strategia del ministero della Salute e nel programma “Guadagnare salute”? approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso febbraio che concede ai Comuni di intraprendere iniziative di prevenzione contro comportamenti che possano essere dannosi per la pubblica salute. ‘’Ci auguriamo che si smetta finalmente di fumare nelle case - dice Nasti- nei luoghi chiusi, davanti ai bambini e alle donne incinte: per noi questa è una questione culturale'’.Soddisfazione è stata espressa dai ministri dell’Ambiente e della Salute. Un provvedimento che porta ‘’Napoli all’avanguardia'’, per Alfonso Pecoraro Scanio. L’iniziativa  - commenta Livia Turco - ‘’coglie appieno lo spirito del programma del Governo ‘Guadagnare Salute’ che ha come obiettivo proprio quello della promozione di stili di vita salutari attraverso la collaborazione tra le diverse istituzioni. E certamente - conclude - il fumo sia attivo che passivo è uno dei fattori più nocivi per la nostra salute”.

“Guadagnare salute”, il progetto per rendere più facili le scelte

“Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità quasi nove decessi su dieci e oltre il 75% della spesa sanitaria in Europa e in Italia sono causati da alcune patologie che hanno tra loro un mimimo comun denominatore: i cattivi stili di vita.
Disturbi cardiovascolari, tumori, diabete, malattie respiratorie croniche, disturbi mentali e muscoloscheletrici. Eccoli i sei killer più insidiosi per la nostra salute, responsabili del 77% degli anni di vita persi in buona salute ma che, tuttavia, sono ampiamente prevenibili non fumando, mangiando in modo sano ed equilibrato (soprattutto frutta e verdura), non abusando dell’alcol e ricordandosi che il nostro organismo richiede movimento fisico costante e non sedentarietà.
In Italia i sei killer colpiscono maggiormente le classi sociali meno abbienti e ciò trova una spiegazione nel fatto che i comportamenti individuali risentono del contesto socio-economico-ambientale in cui si vive e lavora. E questo vale per la casa, per il posto di lavoro, per la città in cui si risiede ma c’entrano anche fattori legati ai consumi (gli alimenti più sani sono spesso appannaggio delle classi più istruite e con redditi più elevati) e la mancanza di difese selettive contro le offensive di un certo tipo di marketing. Ecco perché i soggetti più esposti al bombardamento mass mediatico, ma anche all’impermeabilità verso messaggi alternativi salutari, sono proprio le famiglie più povere, anche se il fenomeno appare ormai estendersi in modo abbastanza trasversale tra tutta la popolazione italiana.

L’aumento dell’obesità e del sovrappeso, la ripresa dell’abitudine al fumo, gli allarmi su forme di alcolismo giovanile sempre più emergenti, l’alimentazione sbagliata e senza regole, la deriva verso una vita sedentaria, sono infatti tendenze ormai generalizzate che ci portano a interrogarci urgentemente sul che fare per invertire questa apparentemente irresistibile deriva anti salutare.

Paesi come la Gran Bretagna sembrano aver imboccato, almeno a stare ad alcune recenti dichiarazioni, una via che potremmo definire “punitiva”? verso coloro che risultano essere in qualche modo recidivi nell’abbandonare vizi o cattive abitudini pur essendo stati avvertiti per tempo dei rischi ad essi correlati.

E così si è cominciato a parlare di penalizzazioni sulle cure per un disturbo cardiaco o un cancro nei confronti di fumatori incalliti che non abbiano smesso di fumare nonostante reiterati richiami delle autorità sanitarie. Idem per gli alcolisti o per gli obesi che non provino a mettersi a dieta per tempo.

E’ una via drastica, quasi “vendicativa”? o comunque di stampo giustizialistico nei confronti dei cittadini, che sembra non tener conto dei molteplici fattori economici, sociali, mentali, che stanno quasi sempre dietro un comportamento a rischio per la propria salute. Ma, in ogni caso, contraria a quella visione di tutela e diritto inalienabile alle cure che rappresenta uno dei grandi principi costituenti del nostro Paese.

Detto questo penso che chi governa e amministra la sanità ma anche i singoli cittadini, debbano rendersi conto che non provare a invertire queste abitudini dannose per la nostra salute sarebbe assurdo e criminale. Nei confronti delle persone ma anche della collettività e della nostra responsabilità sociale. Oggi, grazie alle evidenze scientifiche ed epidemiologiche frutto di anni di ricerche, ci troviamo davanti a una potenziale rivoluzione nell’approccio alla tutela della salute. Uso questo termine perché la sfida è quella di invertire le stesse priorità storiche della medicina, facendo della prevenzione primaria – e cioè quella legata alla riduzione dei fattori di rischio per la propria salute derivanti da stili di vita e abitudini sbagliate – l’arma più importante per stare in buona salute, rispetto alla tradizionale prevalenza della “cura”? contro le malattie, considerate evenienze inevitabili. Oggi sappiamo che molte malattie, mortali o comunque croniche e invalidanti, si possono invece evitare, anche solo cambiando le nostre abitudini. Da qui nasce il nostro programma “Guadagnare salute”? un vero e proprio libro bianco per la promozione di scelte di vita salutari che è frutto del lavoro di ben nove ministeri approvato oggi dal Consiglio dei Ministri.

Con questo progetto ci siamo posti un obiettivo: quello di rendere facili le scelte salutari, con un approccio di fatto opposto a quello britannico. La nostra scelta è quella del convincimento e dell’alleanza tra i diversi attori delle varie filiere coinvolte. Dalle aziende alimentari, al mondo della scuola e del lavoro. Ma anche dei tabaccai e dei produttori di bevande alcoliche e delle grandi catene di ristorazione.

Un’altra caratteristica del progetto è la sua intersettorialità. Si è infatti compreso che interventi monotematici – contro il fumo, contro l’alcol, contro l’obesità, ecc. – sono poco efficaci sia perché spesso i fattori di rischio per la salute sono tra loro promiscui ma anche perché è ormai acclarato quanto sia preponderante nelle scelte salutari il contesto complessivo delle condizioni di vita di ciascuno di noi.

E ciò vale per tutte le politiche di promozione di corretti stili di vita: da quelle per favorire la mobilità e l’attività fisica a quelle per sostenere il consumo di frutta e verdura o per ridurre la concentrazione di sale, zuccheri e grassi negli alimenti e per avere diete più equilibrate nelle grandi ristorazioni collettive o per scoraggiare il fumo e il consumo di alcol, e così via.

Siamo di fronte a un vero programma quadro di iniziative, azioni, alleanze e di comunicazione diretta ai cittadini, in grado di affrontare in modo globale i quattro grandi fattori di rischio per consentire al Paese di guadagnare salute, aiutando contestualmente la sostenibilità del Ssn, sia in termini economici che di efficacia dei propri interventi?. 

Livia Turco
Ministro della Salute

20 novembre 2007: Giornata mondiale dei diritti dei bambini e degli adolescenti

Venerdì, 16/11/2007

Un momento di partecipazione, di animazione e di festa con i bambini e per i bambini. Lo organizza Telefono Azzurro il 20 novembre al Teatro Sala Umberto di Roma, in occasione della Giornata mondiale dei diritti dei bambini e degli adolescenti.

La onlus intende ribadire in questo modo la responsabilità e l’impegno che tutti gli adulti devono assumersi per tutelare, rispettare e proteggere il mondo dell’infanzia, ascoltando direttamente il parere e le opinioni dei bambini. E lo fa in occasione del diciottesimo anniversario dell’approvazione della Convenzione Onu sui diritti dei bambini, che ha segnato la svolta nell’attenzione che il mondo adulto rivolge ai ragazzi e ai loro bisogni.

Telefono azzurro, che da anni ormai collabora con la scuola, ha lavorato con alunni e insegnanti su temi come la famiglia, il tempo libero e lo sport, il rapporto con i media, sollecitando le domande che i bambini vorrebbero rivolgere al mondo degli adulti.

La mattinata del 20 novembre sarà il momento giusto per indirizzare queste domande agli interlocutori più adatti: rappresentanti del mondo dei media, dello sport e della scuola saranno presenti assieme a Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro, e a rappresentanti delle istituzioni locali, il presidente della Provincia di Roma, Enrico Gasbarra, e l’assessore ai Servizi sociali e per la Famiglia, Claudio Cecchini.

La manifestazione vuole confermare il diritto del bambino a partecipare alle iniziative che lo riguardano. Un diritto sancito nella Convenzione Onu e ancora ribadito e confermato dal Consiglio d’Europa nell’ambito del programma “Costruire un’Europa per e con i bambini?. Tale programma, al quale anche l’Italia ha aderito, si propone di migliorare l’accesso dei bambini all’informazione, sviluppando strumenti e metodi destinati a garantire la loro partecipazione a tutti i livelli.

L’appuntamento è per il 20 novembre al Teatro Sala Umberto di Roma in via della Mercede, 50 alle 9,30.

Di seguito il programma dell’incontro:

Ore 9.30
- Spettacolo teatrale: “La scimmia, il ragno e il tamburo? di Gianni Silano

Ore 11.00
-  Raccolta delle domande e degli interventi preparati dai bambini e dalle scuole
- Presentazione delle domande ai personaggi del mondo politico, istituzionale, sportivo e dello spettacolo

Ore 13.00
- Sintesi e conclusione dell’incontro

Congedi di maternità e parentali, dichiarazione del Ministro Rosy Bindi

Giovedì, 15/11/2007

“La norma approvata oggi dal Senato riconosce finalmente ai genitori adottivi gli stessi diritti dei genitori naturali. Sono molto soddisfatta perché grazie a questo provvedimento teniamo fede a un impegno assunto alla Conferenza nazionale della famiglia di Firenze, venendo incontro alle aspettative di tante famiglie italiane che hanno fatto la scelta impegnativa dell’adozione internazionale. Si mette fine alla disparità di trattamento per le coppie adottive che potranno usufruire come tutti gli altri genitori degli stessi congedi di maternità e parentali. Finora era possibile avere il congedo di maternità retribuito solo per tre mesi e solo dopo l’ingresso in Italia del bambino adottato. Con la norma approvata oggi, invece, sarà possibile avere il congedo per cinque mesi e potranno essere utilizzati anche prima dell’ingresso in Italia, quando la coppia si reca all’estero per incontrare il bambino e perfezionare le procedure adottive. Abbiamo inoltre previsto di eliminare il limite d’età del bambino per i congedi parentali, fissato oggi a 12 anni. E’ una scelta di equità e di giustizia per rendere più serena quella straordinaria esperienza di gratuità e accoglienza che è l’adozione di un bambino straniero, spesso proveniente da culture molto diverse dalla nostra”.

Roma, 13 novembre 2007

 
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